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Nido De Marco, mancano gli arredi e un coordinatore

Scuola De Marcogenitori de marcoA più di un anno dall’apertura il nido di Torre Spaccata, aperto in piena campagna elettorale, è abbandonato a sé stesso: nessun coordinatore, termosifoni e battiscopa non in sicurezza, scalini pericolosi, mancanza di sedie e lettini. Il Municipio farà fronte alle emergenze con gli uffici, ma per gli arredi bisognerà ancora attendere.

Il 15 dicembre i genitori con il Comitato di Gestione della scuola De Marco, in via De Marco 53, hanno incontrato in Municipio la Commissione Scuola e Cultura presieduta da Sbardella. Presenti anche i tecnici dell’UOT e dell’UOSE (Unità Organizzativa Sociale ed Educativa), chiamati a rispondere su un tema: le profonde criticità che attanagliano il nido inaugurato nel settembre del 2013. La struttura – in precedenza scuola dell’infanzia – è stata ristrutturata su progetto del Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici, con supervisione dell’Arch. Lombardozzi. L’apertura è stata sponsorizzata durante l’ultima campagna elettorale dalle forze politiche municipali, in special modo dal centrodestra uscente. All’inaugurazione nessuna presentazione “in pompa magna”, nessun invitato illustre. Ed è facile prevedere il perché. Spiega Simona De Biasi, Presidente Comitato di Gestione: “Questo istituto è stato inizialmente arredato dall’Ufficio UOT del VI su direttive del Dipartimento XI. Mancavano dei materiali e degli arredi. In primis ci sono 60 bambini ma solo 52 sedie. Gli educatori non hanno le sedute, sono costretti a stare ore in piedi o a terra! Per i 14 bambini dai 6 mesi a un anno abbiamo solo 12  lettini, gli altri due dormono per terra! Gli altri problemi riguardano i lavori fatti, o meglio non fatti. In più di un anno il Municipio ha sistemato solo una staccionata nel giardino interno, peraltro incompleta. L’aspetto che più ci preoccupa è la sicurezza dei nostri piccoli: nel verde della scuola ci sono dei gradini troppo alti per bambini fino ai tre anni, se inciampano rischiano di farsi male!”. Rincara la dose un altro genitore, Lorenzo Palumbo: “All’interno della scuola i termosifoni non sono messi in sicurezza, così come le prese della corrente posizionate troppo in basso. Per non parlare dei battiscopa, che alcuni bambini hanno staccato. Li abbiamo visti mentre stavano per mettersi in bocca il silicone. È anche la disposizione della classi e dei lettini che ci preoccupa: in una stanza i lettini mobili sono posizionati attaccati l’uno con l’altro, alcuni accanto alla porta con maniglione antipanico. La mancanza di un impianto di condizionamento infine costringe i nostri figli in estate a una temperatura fino ai 30°, è allucinante”.

Un sopralluogo e una nuova commissione. Le risposte dell’Amministrazione municipale sono su alcuni punti esaurienti, su altri largamente lacunose. Per quanto riguarda la figura del coordinatore scolastico, inesistente nella De Marco sin dal giorno della sua costituzione, l’UOSE ha dichiarato l’entrata a regime di un nuovo funzionario da gennaio, a seguito di concorso indetto a livello capitolino. Risposte soddisfacenti anche per le piccole problematiche di sicurezza. Come ribadito dall’Arch. Cerone verrà effettuato un sopralluogo il 7 gennaio presso la struttura dall’UOT, a cui seguirà una relazione e un intervento su termosifoni e altre criticità tramite fondi per la manutenzione ordinaria. Insufficienti invece le soluzioni preposte per la manutenzione dei giardini. È stata convocata una Commissione congiunta con il Dipartimento Ambiente, responsabile della cura del verde, e con il Dipartimento Servizi Educativi, per il giorno 30 gennaio. Non soddisfacente anche la risposta dell’UOSE sugli arredamenti mancanti nel plesso, vedi sedie per bambini ed educatori: la gara per i materiali è stata fatta, ma il piano investimento al momento è fermo in Ragioneria Generale, ignoti i tempi per il disbrigo della pratica. Addirittura inammissibile la motivazione fornita sulla mancanza dei due lettini per lattanti: fino a qualche mese fa i lettini erano in Dipartimento, ma è mancato il mezzo adatto per caricarli e scaricarli nel plesso! I genitori della De Marco hanno deciso di chiamare in causa la parte politica per un motivo preciso: “Siamo stufi dello scarica barile che penalizza il futuro dei nostri bambini!”. A gennaio vedremo se gli impegni presi porteranno a risultati concreti. Manuel Manchi

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