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Municipio VI. Violenza senza rumore: non vedo, non parlo e non sento

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Nell’aula consiliare del Municipio VI, intitolata a san Giovanni Paolo II, nel giorno di San Valentino, patrono dell’amore, si è scatenata una rissa in pieno stile “Brutti, sporchi e cattivi”. Il racconto che ci viene fatto da uno dei presenti è assurdo e al tempo stesso di una gravità mai ascoltata prima: nessun consigliere ci mette la faccia.

L’antefatto. L’associazione Hermes onlus, di cui abbiamo già parlato, si occupa di attività a favore e sostegno di ragazzi con disabilità. Uno dei suoi fondatori, Salvatore Memeo, è padre di uno di quei ragazzi che grazie alla Hermes onlus aveva un posto dove andare, giocare, imparare: semplicemente vivere. L’uso del passato non è un vezzo stilistico, perché come titolavamo qualche tempo fa sono stati “Sfrattati anche i diritti sociali”. Da maggio l’associazione è in attesa di risposte dal Municipio sulla riapertura dei locali che occupava, legittimamente, nella scuola di via Berneri a Torre Maura. “Ogni mese ci dicono che tra 15 giorni la situazione si sblocca”, specifica Salvatore. La maggioranza pentastellata, sostanzialmente, ci sta lavorando. Ma i risultati non arrivano. Nel frattempo dal 5 febbraio l’associazione ha trovato una sistemazione temporanea nel centro commerciale Le Torri grazie all’azione del presidente Alessandra Laterza.
La commissione. Il dem Fabrizio Compagnone, in qualità di presidente, convoca la Commissione Controllo, Trasparenza e Garanzia per avere contezza del lavoro effettivamente svolto. Durante i lavori erano presenti i consiglieri di maggioranza e opposizione e alcuni dei genitori coinvolti da quello che è un vero e proprio dramma sociale: immaginate dall’oggi al domani di dover togliere a vostro figlio, disabile, le attività di musica, di danza, di ginnastica, di ceramica. Come glielo spiegate? “Alcuni genitori avevano le lacrime mentre spiegavano la loro situazione – spiega un papà che preferisce anonimo per evitare ripercussioni – Ma la maggioranza ci prendeva in giro. Sempre ‘tra 15 giorni’ dicono, ogni mese la stessa risposta. La colpa secondo loro [secondo il Movimento Cinque Stelle, ndr] è della burocrazia lenta, perché la parte politica è stata espletata tutta”. In quel momento allora si sarebbe sollevato un grido di protesta, stando al racconto di chi non vuole esporsi, “Vergogna, vergognatevi” scandito più volte proprio da Salvatore Memeo, che però decide di non spiegarci quanto accaduto. E non sarà l’unico a prendere questa decisione.
Quanto accaduto è incredibile: stando alle parole di questo papà il consigliere Cinque Stelle Giancarlo Colella, presidente della commissione Patrimonio, si sarebbe alzato dal tavolo per andare verso Salvatore, “Con le mani protese verso di lui”, mentre la commissione veniva sospesa. A quel punto qualcuno, e non si capisce chi, fa volare il primo spintone: uno perde l’equilibrio e l’altro gli finisce sopra, ritrovandosi a terra come nella peggiore baruffa di uno spaghetti western. Dopo pochi secondi, fortunatamente, vengono divisi senza che nessuno riporti lesioni. I lavori della commissione chiaramente vengono chiusi e si chiamano i Vigili, accorsi di lì a poco.
Non è grave: è da denuncia. Eppure nessuno dice nulla. Né l’aggredito, né l’aggressore. Una sala piena ma nessuno vuole parlare se non in forma anonima. Se questo può essere accettabile per i cittadini, timorosi di chissà cosa, non può dirsi altrettanto dei consiglieri presenti, equiparabili a tutti gli effetti a pubblici ufficiali che, con il loro silenzio, trasudano una strana omertà. Raggiunti telefonicamente Nicola Franco, capogruppo Fratelli d’Italia, Valter Mastrangeli, capogruppo Lista Marchini, e Fabrizio Compagnone, Partito Democratico e presidente della Commissione Trasparenza, non hanno voluto parlare. Nicola Franco si limita a rilasciare la seguente dichiarazione: “Confermo quanto accaduto in Aula riservandomi di comunicare tutto nel consiglio del 15 febbraio, aggiungendo un altro evento accaduto nella giornata di sabato che ha visto protagonista sempre il presidente della commissione patrimonio con il centro anziani Pierino Emili, il cui presidente ha presentatodenuncia, come da comunicato da lui scritto. Alla luce dei due fatti accaduti a distanza di pochi giorni il gruppo Fratelli d’Italia chiederà domani, nel corso del consiglio, le dimissioni del consigliere Colella”.
Un silenzio che continua a rimbombare e che urla “Ma dove sono le Istituzioni?”. Un consigliere viene visto picchiarsi con un cittadino alla presenza di altri consiglieri, tutti pubblici ufficiali, e nessuno ha visto niente o nessuno vuole parlare. Tutti si trincerano dietro un silenzio che non fa bene perché crea un precedente: se un consigliere spintona un cittadino gli altri consiglieri non parlano? Una brutta storia su cui tutti dovremmo riflettere.
Dell’opposizione solo Compagnone ha deciso, seppur tardivamente, di dire la sua. “Durante lo svolgimento della commissione – si legge in un suo comunicato – è successo qualcosa che non dovrebbe mai succedere e soprattutto in luoghi istituzionali come l’ aula consiliare. Noi siamo sempre a favore del dialogo e del confronto democratico e pacifico, mai per altro, e perlopiù con metodi che sono culturalmente e ideologicamente lontani da noi. Mi auguro che avvenimenti come quelli di oggi non accadano mai più: la Politica i problemi li deve risolvere non crearli”. Pur condividendo le sue parole, in quanto la violenza è sempre e comunque deprecabile e da condannare, dobbiamo segnalare mestamente che come i suoi colleghi di opposizione ha deciso di non denunciare l’accaduto, come se nulla fosse successo.
Forse sollecitati da un clima di campagna elettorale sono arrivati appoggi dall’esterno. In un comunicato di Erica Battaglia, candidata alla Camera del Pd, si legge della sua “personale solidarietà a Salvatore Memeo, sessantenne genitore di un figlio di 20 anni con disabilità grave”. Il motivo, si legge nel comunicato, è che Salvatore avrebbe “subito un vero e proprio attacco squadrista da un consigliere del Municipio VI (il nome e il Partito li trovate su Internet). Salvatore era in Municipio con altre famiglie per capire i motivi dello sfratto di alcuni locali che avevano in uso fino a qualche mese fa e che ora viene destinato ad altro. Se a voi sembra normale doversi difendere da una Istituzione, ritrovarsi per terra entrambi ed essere separati dai presenti, a me no! Se poi vi sembra normale sfrattare un’associazione di familiari con figli disabili gravi, a me no ancora di più!”.
Non è mancata poi la solidarietà di Alessandra Laterza, esponente locale del Partito Democratico e presidente del Centro Commerciale Le Torri che ospita dal 5 febbraio l’associazione Hermes, imparando a conoscerne i genitori: “Un’aula consigliare trasformata in un ring,la mancanza di professionalità politica ( perché fare politica esige conoscenza e non improvvisazione) è venuta meno da parte del consigliere Colella, che con spocchia ed insensibilità ha gestito le richieste di un’associazione,la Hermes.
Esprimo solidarietà ad uno dei papà che vive sulle sue spalle il disagio di assenza politica ed amministrativa, e che da maggio lascia suo figlio ed altri 19 ragazzi disabili a casa e chiedo un passo indietro da parte del consigliere che si è ricoperto da tale vergogna. Giancarlo Colella DIMETTITI”.
Addirittura è intervenuta l’onorevole Ileana Argentin, candidata del Pd alla Camera nel collegio Roma 6 Tuscolano: “Sono rimasta esterrefatta da quanto accaduto questa mattina al Municipio VI, dove protagonista è stato l’ennesimo atteggiamento incredibile di un esponente dei 5 Stelle. I genitori dell’associazione Hermes non solo sono stati sfrattati a maggio, hanno dovuto addirittura subire l’aggressione di un consigliere dei 5 Stelle, che ha pensato bene di spintonare uno dei genitori che voleva solo spiegazioni su quale fosse il futuro dei locali di via Berneri e ovviamente sul destino dei tanti ragazzi coinvolti. Prometto che seguirò in prima persona la questione: conosco bene quale sofferenza provino ragazzi e genitori, che meritano ben altre risposte rispetto a quelle, addirittura minacciose, offerte dai 5 Stelle”.
Un appoggio e una solidarietà che sembrano essere mancati ai protagonisti della vita politica del Municipio, come le scimmiette del “Non vedo, non parlo, non sento”. I cittadini stiano tranquilli: non è successo niente. Flavio Quintilli

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