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Municipio VI. Tutti dentro ma chi resta fuori?

il quarto stato

La campagna elettorale delle amministrative del 5 giugno nel Municipio delle Torri è stata caratterizzata da un inquietante fenomeno: controllati e controllori serenamente a braccetto insieme. Chi vigila e difende i territori?

E’ stata un’esplosione di attivismo e partecipazione alla vita politica quella che si è verificata nel corso della campagna elettorale per l’elezione del nuovo consiglio del VI Municipio. Dimentichiamoci i tempi in cui i comitati e le associazioni rappresentavano gli interlocutori dei candidati. Dimentichiamoci quando erano i comitati ad invitare i partiti per chiedere risposte. E dimentichiamoci di quei comitati che erano le sentinelle dei territori e i primi a cui i cittadini si rivolgevano per segnalare un disservizio. Il fenomeno 5 Stelle ha contagiato tutti. Sono gli stessi comitati a candidarsi, lasciando di fatto i quartieri orfani di un organo apartitico, rappresentante di tutti i cittadini e non di una parte sola.

Fioccano candidati in liste o partiti, alcuni si presentano anche con compagini politiche create ad hoc. Sono state ‘inquinate’ tutte le realtà sociali dal territorio. Non solo comitati, ma consulte, associazioni, centri anziani. Con la conseguenza di rendere agli occhi dei cittadini e delle istituzioni non credibili i rappresentanti dei cittadini. Inoltre, altra conseguenza deleteria, coloro che si candidano, perlopiù sono presidenti delle suddette associazioni o comitati, che utilizzano il loro doppio ruolo per accumulare voti utili per la loro elezione. In questo pasticcio firmato VI Municipio di conseguenza anche i candidati dei classici partiti non sanno a chi rivolgersi per la loro campagna elettorale.

Per capire meglio le dimensioni e la natura del fenomeno è necessario fare degli esempi. Abbiamo la lista Periferie in Movimento, nata sulla falsa riga del QRE, che al suo interno candida: Antonio Cataldi, presidente dell’Associazione Nuova Urbe di Lunghezzina che si dice “sospes0″ ma continua a segnalare ai giornali iniziative della sua associazione tanto che negli articoli si legge “presidente Nuova Urbe” e “candidato”; Fabio Giustini, membro del Comitato di Quartiere di Castelverde; Emanuela Gallozzi, figlia di Egidio, Presidente del Comitato di Quartiere Prato Fiorito; Virgilio Consoli, Presidente del Comitato di Quartiere Villaggio Breda che, secondo lo statuto del CDQ avrebbe dovuto dimettersi ma non lo ha fatto; Paolo Petri, candidato presidente, vicepresidente della Consulta dell’Handicap VI Municipio ed ex esponente del circolo Pd di Villaggio Breda. A sostegno di questa lista anche Daniela Ferdinandi, membro del comitato di quartiere di Castelverde e Presidente del Comitato Discarica Castelverde, esponente del Pd del circolo Versante Prenestino, che non si è candidata ma ha espresso pubblicamente il suo sostegno alla lista. Questo per Periferie in Movimento.

Guardando alle altre realtà sociali, per la maggior parte troviamo esponenti candidati nelle fila del Movimento 5 Stelle. A cominciare dal Comitato Genitori VI Municipio di cui si candidano: Silvia Foriglio, Valentina Fabri Zuccarelli, Celestina D’Ariano, Ruggero Romanelli (fratello di Raniero, noto esponente del comitato), Alberto Ilaria (membro del comitato di quartiere Torre Spaccata) e Laura Arnetoli. Sempre dal comitato genitori non si candida, ma si è apertamente schierato con il Movimento 5 Stelle, anche Danilo Camilloni. I candidati Foriglio e Ilaria risultano amministratori del gruppo Facebook del comitato insieme a Raniero Romanelli e Tiziana Nolfo, rispettivamente fratello e cognata del candidato Ruggero Romanelli. Candidata nel Partito Comunista invece Silvia Di Luzio che lo ha fatto dopo essersi staccata dal comitato. Sui 14 membri iniziali del Comitato genitori VI Municipio ben 5 sono candidati, 6 se aggiungiamo Romanelli, con il Movimento 5 Stelle. Inoltre c’è da sottolineare che tutti sono membri dei consigli di istituto dei vari plessi scolastici del territorio.

Sempre nel Movimento 5 Stelle risulta candidato Davide Lanza, membro del QRE e membro dell’Associazione Cittadinanza, Servizi e Cultura Colle del Sole. E’ saltata agli occhi l’iniziativa organizzata dal Movimento 5 Stelle in collaborazione proprio il QRE, durante la campagna elettorale, al Parco di Gabii per presentare il progetto del Parco Nazionale Archeologico, cui gli altri partiti non erano stati invitati se non due giorni prima dal Presidente del Comitato di Quartiere Castelverde Andrea De Carolis, ad evento già organizzato e pubblicizzato dal 5S. Un incontro quello di Gabii a cui ha partecipato anche Periferie in Movimento, visti i vari esponenti provenienti dal QRE presenti nella lista, e in cui era stata allestito un gazebo con bandiere pentastellate e invitati, con tanto di comizio pubblico, Virginia Raggi, candidata sindaco, Paola Taverna e Alessandro Di Battista per dirne alcuni.

Non mancano inoltre i casi di candidati in altre liste. Uno fra tutti Giancarlo Guarino, consigliere del centro anziani Giardinetti,  nella lista civica Azione Democratica del Presidente Scipioni. Oppure Mauro Baldi, presidente del consorzio Due Colli, candidato con Sinistra per Roma. Per finire con Alessandra Vasselli, membro dimissionario del comitato di quartiere Torre Maura, e Alessio Foriero, membro del comitato di quartiere di Villaggio Prenestino, candidati con il Pd.

Con le elezioni del 5 giugno realtà come il Comitato Genitori di fatto sono destinate a terminare: 6 candidati su 14 sono candidati nel Movimento 5 Stelle, che tra l’altro del comitato ha fatto uno dei punti del suo programma. Finite le elezioni come potranno essere credibili agli occhi di un amministratore? Stessa cosa per la consulta handicap, di cui tra l’altro lo stesso Petri su un manifesto elettorale ha riportato la sua carica all’interno di essa, sarà necessario alle prossime elezioni cambiare sicuramente il direttivo e impedire allo stesso Petri di ricandidarsi per evitare un possibile imbarazzo.

E che dire del QRE, praticamente diviso e smembrato da queste elezioni. Come potranno chiedere udienza ad una amministrazione che non sia 5 Stelle? E poi è eticamente giusto che tutti quei candidati provenienti dai consorzi, centri anziani e dai comitati di quartiere non si siano dimessi? Per loro natura sono realtà che dovrebbe rappresentare ogni cittadino e non schierarsi con una parte politica o l’altra.

Spesso, in questa campagna elettorale, ci è stato chiesto come testata perchè la nostra attenzione si sia focalizzata su questo tema e non sui partiti. Perchè conosciamo la fatica e il sacrificio che in questi tre anni c’è voluta per costruire realtà che racchiudessero al loro interno i cittadini per difendere il territorio. La smania di affermazione personale, la brama di potere e un eccesso di individualismo hanno reso più deboli queste realtà e lasciato scoperti i quartieri per quanto riguarda la loro rappresentanza di fronte alle istituzioni. Pensate se in un quartiere a scelta accadesse un fatto eclatante come la sospensione del servizio idrico per dirne una. Chi segnalerebbe alle istituzioni il problema? Il candidato che è anche esponente di un comitato di quartiere?

In che modo potranno i cittadini tornare ad essere credibili di fronte alle istituzioni? Con tutte queste operazioni si sono indeboliti i territori e al sistema questo fa sempre comodo. Federica Graziani

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