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Municipio VI. Sui consorzi la maggioranza fa marcia indietro

municipio-vi-esternoIl I settembre in Aula, all’unanimità, era stato votato un ordine del giorno per riattivare l’iter dei consorzi. A dispetto di quanto deciso, la Commissione Lavori Pubblici presenta una risoluzione che va nella direzione opposta.

E’ la risoluzione n.2 con oggetto “Realizzazione censimento consorzi opere a scomputo del VI Municipio” quella che il Presidente della Commissione Lavori Pubblici, Giuseppe Agnini, si è affrettato a pubblicizzare sui social network in questi giorni. Una risoluzione che risoluzione non è visto che non indica alcun indirizzo politico ma in sintesi chiede agli uffici una lista di nomi e dati relativi ai consorzi che poteva limitarsi ad una nota scritta.

Ed è proprio uno dei componenti della commissione, Massimo Fonti (FdI) che esasperato commenta: “Sono stanco di confrontarmi con incapaci. In merito alla risoluzione sui consorzi, della quale non mi hanno ancora fornito copia, mi sono astenuto perché non è una risoluzione sono richieste della maggioranza che possono ottenere con una semplice richiesta scritta della UOT. Non c’è indirizzo politico, così si sta giocando con i soldi pubblici”.

Ripercorriamo quanto accaduto. Su richiesta del gruppo politico di Fratelli d’Italia viene richiesto un consiglio straordinario sui consorzi di recupero urbano “per riattivare l’iter amministrativo”. Il consiglio si svolge il I settembre alla presenza di vari rappresentanti delle associazioni consortili. Dopo un lungo dibattito ed interventi di alcuni presidenti dei consorzi, si decide di votare all’unanimità, maggioranza e opposizione, un ordine del giorno.

Nicola franco (FdI)Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Nicola Franco, spiega quanto avvenuto in Aula: “In consiglio abbiamo deliberato di attivare un tavolo tecnico per far ripartire l’iter amministrativo dei consorzi. In Aula alcuni rappresentanti dei consorzi avevano chiarito la situazione contabile e dato la loro disponibilità a consegnare la documentazione. Era stato deciso di convocare le associazioni consortile e di convocare solo in un secondo momento i consorzi specifici. Ho presentato un’ interrogazione la scorsa settimana per capire cosa stesse facendo il Presidente della commissione Lavori Pubblici Agnini visto che mi era stato riferito che in barba a quanto deciso in Aula stava convocando i consorzi uno a uno anziché le associazioni che li raccolgono. Poi la doccia fredda: è stata presentata e votata in commissione una risoluzione che azzera le decisioni prese. Un’iniziativa che dimostra una totale mancanza di rispetto istituzionale ma soprattutto amministrativo, vista la presenza di un ordine del giorno votato anche da lui. Una risoluzione che ci costringe a scrivere al Segretariato generale per denunciare la situazione. Se Agnini porterà in aula la risoluzione bloccheremo i lavori del consiglio e occuperemo l’ aula. Sono passati 30 giorni e siamo tornati indietro”.

La risoluzione, presentata da Agnini, contiene una serie di considerazioni soggettive sull’operato dei consorzi, considerazioni tra l’altro passibili di denuncia per calunnia e diffamazione, e una serie di contenuti errati. Un fatto, probabilmente, ascrivibile alla poca competenza in materia di consorzi della commissione e nello specifico del consigliere Agnini.

agnini giuseppeNella risoluzione si legge: “I cittadini, versando gli oneri concessori, invece che nelle casse comunali in quelle del consorzio non aspettano i tempi dell’amministrazione comunale, ma sono loro stessi, gestendo le somme a disposizione a proporre gli interventi più opportuni per quell’ambito ed a seguire passo dopo passo la progettazione e la realizzazione delle opere”.

E’ importante ricordare che i consorzi propongono le opere e in accordo con il Comune e con il Municipio presentano il progetto all’amministrazione capitolina che lo approva a seguito dell’ottenimento di tutti i nullaosta necessari per mettere il progetto in esecuzione. Non sono certo i consorzi che da soli, come si legge nella risoluzione, decidono dove e come spendere gli oneri concessori.

Nella risoluzione inoltre si riportato considerazioni alquanto azzardate e diffamatorie: “L’esperienza innovativa delle opere a scomputo avrebbe dovuto assicurare una risposta concreta al bisogno di servizi primari, facendo diventare i cittadini stessi parte attiva del risanamento urbanistico della periferia e concentrando direttamente sulle aree oggetto di trasformazione i finanziamenti derivanti dalle trasformazioni stesse”.

Ci si chiede intanto perché si utilizza il condizionale, “avrebbe dovuto”, e come la commissione possa asserire che non ci sia stata una risposta concreta. E’ dal 1996 che i consorzi riversano e impiegano gli oneri concessori sul territorio di loro competenza.

“Tale meccanismo – continua la risoluzione – che avrebbe dovuto consentire inoltre una maggiore trasparenza dell’investimento pubblico, producendo un consenso e condivisione; oltre alla consapevolezza del valore dell’opera pubblica garantendo al contempo il suo mantenimento e quindi facilitandone la manutenzione nel tempo”.

Si torna al condizionale e si riportano nuovamente considerazioni soggettive e diffamatorie ma soprattutto errate. Il ‘sistema consorzi’ ha garantito la certezza del recupero e la partecipazione. Infatti per ogni opera da eseguire si fa un’assemblea pubblica prima, durante e dopo. Lo dimostrano i verbali. Inoltre, e non sappiamo come sia stato possibile un errore così grossolano, la manutenzione non può essere realizzata dai consorzi perché non è previsto dalla normativa. Le opere una volta eseguite vengono consegnate al Comune di Roma.

Nella risoluzione si ipotizza anche una mancanza di trasparenza: “Nella realtà oggettiva dei fatti tali previsioni di legge sono naufragate in una situazione di poca trasparenza e scarsa possibilità partecipativa dei cittadini”.

Si ricade nella calunnia e nella diffamazione visto che analizzando gli atti sono state indette e riunite centinaia di assemblee per decidere sull’apertura dei cantieri, sulla loro chiusura. Il tutto sempre alla presenza delle istituzioni invitate ad ogni iniziativa.

“Ad oggi non risulta ultimato il processo progettuale e realizzativo delle opere necessarie al completamento delle urbanizzazioni nei quartieri e nelle zone del municipio interessate dalla costituzione di consorzi di autorecupero, che per tanto dimostrano nei fatti di non essere lo strumento ideale per la gestione delle opere a scomputo” .

Qualora Agnini e la sua commissione non ne fossero informati, solo nel VI Municipio fino ad oggi sono stati realizzati e consegnati al Comune ben 50 km di fogne nere, 3mila punti luce per illuminazione pubblica, 3700 metri di viabilità pubblica, 3 parchi, 5km di strade,  un asilo consegnato e uno che sta per essere consegnato. Sono stati i consorzi a portare acqua potabile a migliaia di cittadini e sempre i consorzi stanno realizzando 3 polifunzionali e altra ulteriore viabilità. Ricordiamo inoltre che ci sono progetti approvati in conferenza dei servizi che non si riesce a chiudere in quanto i soldi sono immobilizzati nelle banche a causa del Comune che non chiude le procedure.

“Nel corso degli anni – continua la risoluzione – i consorzi hanno perso le più elementari connotazioni volte a favorire la trasparenza e la partecipazione attiva della cittadinanza nelle scelte progettuali e di gestione delle opere da realizzare in quanto ad oggi risulta difficoltoso reperire le più elementari informazioni riguardanti le cariche sociali e verbali di nomina, le sedi sociali, i bilanci e le opere realizzate e quelle da realizzare”.

In questo punto si azzera quanto approvato il I settembre. In sede di consiglio infatti i consorzi hanno dato la loro disponibilità a fornire qualunque tipo di documentazione. Si ricorda, inoltre, che nonostante non sia dovuta alcuna informazione al quartiere, i consorzi invitano regolarmente i cittadini alle assemblee di bilancio. Forse il Presidente Agnini e i membri di maggioranza della sua commissione non sanno che i versamenti degli oneri concessori vengono versati in un conto vincolato, sotto il controllo bancario e comunale. I consorzi non hanno libretti per assegni e i soldi possono uscire solo per pagare le opere e solo dopo essere state approvate dal Comune.

E ancora: “E’ intenzione di questa amministrazione ripristinare a corretta applicazione della legge che voleva nei consorzi di auto recupero uno strumento di trasparenza efficienza e partecipazione attiva dei cittadini nella realizzazione delle opere di urbanizzazione dei quartieri”.

Come si fa ad asserire che i consorzi non rispettino le normative? C’è da dire che per anni hanno rappresentato il mezzo per cui, grazie alle opere realizzate, non è avvenuta l’ esplosione del disagio sociale.

“Le legittime istanze – continua la risoluzione – della cittadinanza che lamentano la mancata esecuzione delle urbanizzazioni e la mancata trasparenza nella gestione delle associazioni consortili di recupero urbano”.

Di quale istanze parlano? Chi sono i cittadini che lamentano la mancata realizzazione delle opere? Dove le hanno presentate? Non si riferiranno mica a quei cittadini che nei fatti si sono dimostrati collusi con la scorsa amministrazione?

La risoluzione conclude chiedendo che “i competenti uffici municipali, tecnici ed amministrativi provvedano a svolgere tutti gli adempimenti affinchè sia realizzato entro il tempo di 30 giorno dall’approvazione di questa risoluzione, il censimento completo e dettagliato di tutte le associazioni consortili di recupero urbano con particolare riguardo a nomine, cariche sociali complete di verbali di nomina, sedi sociali e contatti ufficiali, verbali delle assemblee, bilanci di gestione e di realizzazione delle opere, elenco opere realizzate e da realizzare ed ogni altra informazione utile affinchè sia garantita la piena trasparenza e partecipazione per i cittadini ed il controllo di gestione da parte delle istituzioni comunali”.

E che risoluzione è? Non bastava una nota agli uffici? E il tavolo tecnico approvato il I settembre?

Sulla questione abbiamo contattato i rappresentati dei consorzi e delle associazioni. Con una nota congiunta firmata da Doriana Mastropietro, Presidente dell’Acru Ponte di Nona – Prato Fiorito, l’Architetto Gianni Cristofanilli, Presidente dell’Acru Borghesiana, Benedetto Ruscito, Presidente dell’Acru Villaverde, la Geometra Rita d’Orazi, Presidente dell’Acru Nuova Borghesiana,  Mariano Manoni, Presidente dell’Acru Villaggio Prenestino rispondono: “Ciò che sta avvenendo nel Municipio VI è davvero incomprensibile. Il 1 settembre si è tenuto un Consiglio straordinario sui Consorzi di Autorecupero, a cui hanno partecipato, invitati, i Presidenti di quasi tutti i Consorzi ed Associazioni presente nel Municipio, oltre al Coordinamento delle Organizzazioni della Periferia. Dal dibattito, che ha visto intervenire anche alcuni Presidenti, oltre rappresentanti delle Organizzazioni, è emerso con forte chiarezza che le Associazioni e Consorzi hanno sempre rispettato e rispettano tutte le norme amministrative e la corretta gestione degli oneri concessori, come dimostrano i trasparenti rapporti bancari. Poiché da alcune considerazioni espresse da rappresentanti della maggioranza municipale veniva messa in discussione la trasparenza nei comportamenti delle Associazioni e Consorzi, nel corso della discussione abbiamo dichiarato che , aprendo un tavolo di incontri, ogni Consorzio è assolutamente disponibile a fornire qualsiasi documentazione che il Municipio volesse richiedere, compresi i dati bancari. Questo atteggiamento ha portato il Consiglio municipale ad approvare all’unanimità una risoluzione che è stata applaudita anche da tutti i rappresentanti delle Associazioni e Consorzi presenti. Come è possibile che ora dalla Commissione LLPP emerge una proposta per una diversa e discutibile risoluzione? Come è possibile che non viene pubblicizzata una risoluzione approvata e circola, invece un testo nuovo non ancora oggetto di approvazione? I cittadini organizzati nell’Autorecupero non possono accettare tale comportamento e, non c’è dubbio che faranno sentire la loro voce. A meno che tutto ciò non sia, augurabilmente, solo un grande equivoco”.

Federica Graziani

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