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Municipio VI. Quel ‘ricordo’ che fa discutere

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Il Movimento neofascista Azione Frontale organizza una fiaccolata per ricordare le vittime delle Foibe il 10 febbraio presso il Parco Celio Caldo. “La Prefettura non dia i permessi”, tuonano le organizzazioni che si ispirano ai valori della Resistenza. ANPI, ANED, ARCI E CGIL organizzano una contro manifestazione.

Mentre il Consiglio del VI Municipio nella giornata dell’8 febbraio accoglie e approva l’istanza del gruppo di Fratelli d’Italia di intitolare un parco alle vittime delle Foibe, fuori dal Parlamentino il giorno del ricordo torna a far discutere. O meglio, torna a far discutere la strumentalizzazione politica dell’evento da parte di alcune forze neofasciste.

Il Movimento Azione Frontale ha organizzato per il 10 febbraio presso il Parco Celio Caldo una fiaccolata per ricordare le vittime delle Foibe. Una manifestazione chiaramente politica per cui la Prefettura deve dare la sua autorizzazione.

Rispondono uniti ANPI Roma, ANED Roma, Arci Roma e CGIL Roma e Lazio che organizzano una contromanifestazione il 10 febbraio a Tor Bella Monaca “contro la sfilata del ricordo fascista“. Nel comunicato congiunto spiegano: “A Roma un gruppuscolo fascista in cerca di visibilità, che imita azioni naziste marchiando i negozi stranieri, si appresta a sfilare il prossimo 10 febbraio, giorno del ricordo delle tragiche vicende del Confine Orientale, per ricordare “tutte le stragi dei partigiani” nel quartiere popolare di Tor Bella Monaca, volendo così ancora una volta deliberatamente offendere e vilipendere la Resistenza e la Guerra di Liberazione, offrendo ai problemi della crisi attuale i vecchi feticci e i vecchi falsi nemici della crisi di allora. Ci siamo già rivolti alle autorità competenti per i provvedimenti necessari, riteniamo tuttavia che al dovere delle Istituzioni della Repubblica di applicare rigorosamente la lettera e lo spirito della Costituzione e le leggi contro l’apologia del fascismo e del razzismo, sta il dovere ormai attuale di tutti i cittadini, i lavoratori, i sinceri democratici, di vigilare e di mobilitarsi a monito del fascismo che rialza la testa in Italia ed in Europa perché venga bandito. E a questo proposito siamo sinceramente preoccupati. Quando in una fase di crescenti provocazioni di natura fascista si arriva al divieto di manifestare per tutti come sembrerebbe per il 10 febbraio a Macerata, si corre il rischio di disorientare completamente il senso degli accadimenti e dei valori in gioco. Teniamo pertanto a ribadire che il diritto di manifestare liberamente deve rimanere sacrosanto per tutti i cittadini, soprattutto in occasione  di gravi fatti a cui reagire pubblicamente e coralmente. A questa provocatoria ‘sfilata’ fascista romana reagiamo pertanto manifestando in nome della libertà di manifestazione del pensiero repressa dal fascismo invitando tutti sabato prossimo anche a Tor Bella Monaca dalle ore 15 in via Cambellotti per un presidio antifascista a cui invitiamo tutta la cittadinanza e tutti i sinceri antifascisti. La Resistenza è viva, viva la Resistenza”.

Nei giorni precedenti si era schierato apertamente contro anche lo SPI CGIL di Roma e Lazio, unitamente allo SPI CGIL di Rieti Roma EVA. Il Segretario Generale dello SPI di Roma e Lazio, Ernesto Rocchi aveva dichiarato: ”Dobbiamo applicare la legge che vieta la ricostituzione di formazioni politiche dichiaratamente neofasciste, violente e razziste. Siamo fortemente preoccupati per il clima che si sta determinando a Roma che sfrutta la paura e il disagio di cittadini e in particolare quelli più anziani, che vivono nelle periferie”. Sulla stessa linea Gabriella Venezia, Segretaria Generale del Comprensorio territoriale dello SPI, che comprende il quartiere di Torre Angela: “ Non è più possibile assistere senza reagire alle continue scorribande fasciste in questi territori. Insieme all’ANPI abbiamo fatto anche approvare nei mesi scorsi un Ordine del Giorno,  al Municipio VI, che chiede il rispetto delle norme e il divieto di utilizzo delle strutture pubbliche alle Organizzazioni neofasciste.  “Azione Frontale” è stata già protagonista di azioni violente e squadriste contro cittadini e migranti”.

Anche il Pd aveva lanciato un comunicato per voce del Presidente del Partito Matteo Orfini che era stato ripreso anche dagli esponenti dem del Municipio VI: “Sosteniamo la richiesta dell’On. Matteo Orfini, Presidente del Partito Democratico e candidato all’uninominale del collegio 5, di vigilare su una manifestazione organizzata da un gruppo neo fascista nella zona di Torre Angela. Cosa aspetta l’amministrazione 5 Stelle ad intervenire? Ricordiamo agli amministratori locali che la sede del Partito Democratico e A.S.I.A usb nel luglio 2017 sono già state vittime di un’aggressione da parte di gruppi neo fascisti. A seguito di numerosi episodi di violenza da parte di questi gruppi è nato un coordinamento antifascista ed antirazzista del Municipio VI di cui fanno parte anche membri della direzione del Partito Democratico locale. Chiediamo un intervento da parte del Presidente del Municipio e sopratutto che dia seguito all’osservatorio municipale per la legalità costituzionale contro ogni violenza e discriminazione come da atto approvato in aula il 7 settembre. Questa amministrazione continua a non voler prendere posizione neanche nei confronti di chi pubblicamente non riconosce la XII disposizione transitoria e finale della nostra Costituzione. Non vigilare su questi episodi porta a favorire la peggiore destra”.

.Proprio ad Orfini il Presidente di Azione Frontale, Ernesto Moroni aveva risposto tramite Facebook: “L’agenzia ANSA ha pubblicato le deliranti accuse da parte di questo tale, Matteo Orfini, che per solo scopi elettorali (per racimolare qualche voto da qualche rigurgito antifascista) ha vomitato tali accuse. Non conoscendo né noi e né il territorio; non accettiamo alcun giudizio, anzi dovrebbe fare un mea culpa e incolpare le scelte politiche del suo partito il motivo delle derive xenofobe che tanto decanta. Siete voi che con le vostre decisioni scellerate create esclusivamente per ingrassare i vostri conti in banca, state alimentando il razzismo e l’odio nel nostro paese.

Non permettetevi di strumentalizzare i nostri martiri delle Foibe per i vostri schifosi interessi. Vergogna!

Qualsiasi sia la decisione della Prefettura, visto il ballo di responsabilità che in questi giorni stanno applicando l’ufficio del gabinetto e la questura stessa, noi la fiaccolata per i nostri martiri la faremo, con o senza permesso”.

Di nuovo si torna a parlare “di nostri martiri”. Ancora una volta si strumentalizza la Storia cercando di dipingere un colore politico sulle vittime.  Si dovrebbe cominciare a‘ricordare’davvero.

Federica Graziani

 

 

 

 

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