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Municipio VI. QRE scoppia la guerra fratricida

qreLo avevamo annunciato nello scorso articolo in merito all’attivazione del tritovagliatore di Rocca Cencia e  alle successive dimissioni dell’ormai ex assessore De Carolis. Si spacca il QRE. Da una parte l’area vicina all’Assessore 5 Stelle Katia Ziantoni e al consigliere pentastellato Davide Lanza e dall’altra quelli legati a De Carolis. 

Nella serata del I dicembre è stato diramato un comunicato a firma delle seguenti realtà associative del Municipio VI: Associazione CdQ Villaggio Prenestino, Associazione Cittadinanza Servizi e Cultura Colle del Sole, Associazione Collina della Pace (Finocchio), Comitato Case Popolari di Rocca Cencia, Comitato di Quartiere Tor Bella Monaca, Consorzio Prato Lungo, Lista disoccupati Ponte di Nona.

Per essere maggiormente chiari realtà che si identificano con Stefano De Prophetis (Villaggio Prenestino), l’ assessore Ziantoni,  il consigliere Davide Lanza, Giovanni Cocco, Fabrizio D’ Alisera, Riccardo Fabi (Colle del Sole), Noris Pivetta (Collina della Pace), Paolo Armillotta (Case popolari Rocca Cencia), Maria Vittoria Molinari (Tor Bella Monaca), Anacleto Paolini (Pratolungo), Valter Aquilini e Daniela Fontanella (Disoccupati).

Tutti personaggi in prima linea nella battaglia contro il progetto dell’ecodistretto di Rocca Cencia e tutti personaggi che erano tra i maggiori esponenti del QRE. Questa lista di nominativi, all’epoca delle elezioni amministrative, fece la scelta di non aderire al progetto dei compagni, ovvero di presentare una lista come movimento di lotta. Da una parte quindi si presentarono degli esponenti nella lista del Movimento 5 Stelle e dall’altra venne presentata una lista denominata ‘Periferie in Movimento’, con candidato presidente Paolo Petri, ex esponente del Pd locale.

“Non riteniamo valida l’assemblea del QRE tenutasi lo scorso lunedì 28 novembre – si legge nel comunicato –  in quanto la quasi totalità dei nostri rappresentanti non era volontariamente presente. La nostra assenza voleva essere un segnale di contrarietà al modo di agire che, dalla campagna elettorale per le elezioni di giugno in poi, ha caratterizzato una parte del gruppo. I pochi di noi che vi hanno partecipato, hanno visto una minoranza prendere decisioni unilateralmente, contrariamente al modus operandi deciso e definito dalle precedenti assemblee. Una minoranza che era tenuta a partecipare ai precedenti incontri organizzati per lavorare anche su progetti che andassero oltre la questione Rocca Cencia, ma che hanno disertato forse per poco interesse verso altre situazioni del nostro territorio ma sicuramente perché tenute in uno spazio pubblico sottratto a Mafia Capitale come quello del Centro Anziani di Ponte di Nona. Sottovalutare e disprezzare questo luogo di incontro è evidenza di quanto non ci sia unità di intenti rispetto alle nostre rivendicazioni che per noi vanno aldilà di Rocca Cencia. Siamo fieri di far parte di quei Cittadini che sottraggono spazi alla mafia per restituirli alla Cittadinanza”.

La riunione a cui si riferiscono è quella in cui stato eletto come coordinatore del QRE proprio Andrea De Carolis, dimessosi da assessore in seguito alla notizia dell’attivazione del tritovagliatore di Rocca Cencia. Alla riunione De Carolis si era presentato accompagnato da un ex consigliere municipale del Pd, Mariano Angelucci, un fatto che ha sancito la spaccatura definitiva. Da una parte coloro che caldeggiano, per speranza o per motivi personali, il 5 Stelle, dall’altra quelli che hanno scelto come interlocutori i rappresentanti del centrosinistra.

Nel comunicato si parla di uno spazio pubblico occupato. Si riferiscono alla struttura che insiste nel Punto Verde Qualità di Ponte di Nona, che da convenzione doveva essere un centro anziani, poi affittato come bar e poi abbandonato. Furono i ‘Disoccupati Organizzati’, guidati da Valter Aquilini, ad occupare lo stabile. Nelle intenzioni doveva essere un centro aperto a tutti, in particolare ai giovani, pur rispettando la sua originaria funzione di centro anziani. Nei fatti è diventata una sede in cui stentano a partire iniziative sociali e culturali per il territorio, ad eccezione di attività per anziani.

“Riteniamo – continua il comunicato –  che questi siano fatti gravi, che confermano la prepotente volontà di pochi di voler politicizzare e strumentalizzare un movimento di cittadini liberi che si è sempre definito apartitico, così come descritto dalla Carta di Intenti che tutti noi ci eravamo impegnati a sottoscrivere ma che è stata più volte disattesa. Tutto questo ci spinge a dissociarci da qualunque scelta sia stata presa lunedì 28, compresa quella di nominare un coordinatore, e a non riconoscerci in questo modo di agire. Non ci ritroviamo più in un movimento nato con dei principi condivisi, su tutti la solidarietà tra quartieri e l’apartiticità dei partecipanti. Con questo, confermiamo la nostra uscita dal progetto QRE dal quale oggi prendiamo profonde distanze non riconoscendone l’autonomia e la neutralità che lo caratterizzava, esortando i superstiti dell’assemblea a non utilizzare l’acronimo QRE in quanto nome non più condiviso dalla pluralità dei quartieri. QRE non può essere rappresentativo di una minoranza”.

Difficile non muovere una critica a questa ultima parte. Il gruppo dei ‘dissociati’ accusa gli altri di politicizzare il gruppo. Eppure, tra le fila di chi oggi punta il dito sono stati eletti un consigliere, Lanza, e altri due se si contano il consigliere Muzzone e Tassi, anche loro nel QRE, e nominato un assessore Katia Ziantoni. Tutte persone che, nonostante l’attivazione del tritovagliatore, restano saldamente attaccate alla loro poltroncina.

Intanto è stato chiuso il sito del QRE e  oggi, 2 dicembre, alle ore 21, è prevista un’assemblea in via Geraci Siculo 41 per discutere del nuovo scenario rispetto a Rocca Cencia. L’incontro era stato organizzato dal QRE, che ora dovrà trovarsi un altro nome. Oppure altri rappresentanti. Federica Graziani

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