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Municipio VI. Liceo Amaldi, quando anche il confronto fa paura

01“Sciopero al contrario” nell’istituto centrale a Tor Bella Monaca e nella succursale a Castelverde; due ore di didattica alternativa che hanno scatenato la protesta delle destre e che ci interroga sul ruolo fondamentale della scuola e della cultura.

02Ha suscitato polemiche l’iniziativa di un un gruppo di professori del liceo “Edoardo Amaldi” che, pochi giorni dopo le celebrazioni per la “Giornata della Memoria”, hanno proposto agli altri docenti e ai ragazzi di svolgere nella giornata di oggi, durante l’orario di lezione, due ore di “sciopero alla rovescia” per approfondire con gli studenti il tema delle migrazioni e dei diritti umani. Nessuna astensione dall’insegnamento, semplicemente due ore di didattica alternativa per stimolare la discussione e il confronto tra i ragazzi sui tragici eventi che, dai naufragi nel Mediterraneo, passando per lo sgombero del C.A.R.A. di Castelnuovo di Porto, hanno caratterizzato il dibattito politico e mediatico sull’immigrazione e l’accoglienza nel nostro Paese.

Nulla di strano, visto l’argomento particolarmente d’attualità e considerata anche la partecipazione maggioritaria del corpo docente all’iniziativa, accolta positivamente anche dai quattro rappresentanti degli studenti, come racconta Mattia Zeqja, rappresentante nella sede centrale dell’istituto a Tor Bella Monaca: “L’iniziativa ci è stata proposta dal Prof. Danilo Corradi, ne abbiamo parlato, ci siamo confrontati e alla fine siamo stati felici di firmare anche noi. Certo, c’è stata qualche rimostranza iniziale anche tra gli studenti, come è normale che sia: alcuni hanno pensato ad una sorta di propaganda antigovernativa, e proprio per questo ieri abbiamo convocato un’assemblea aperta a tutti, studenti e docenti, proprio per spiegare il senso dello “sciopero” e chiarire qualsiasi dubbio in merito”.

Sempre ieri durante l’assemblea la preside dell’istituto ha fatto girare una circolare nella quale si garantiva che lo svolgimento della didattica alternativa sarebbe stato strettamente legato all’argomento in trattazione. “A scuola parliamo di Costituzione, diritti umani, cittadinanza attiva, nessuna propaganda. E poi scusate, ma una settimana fa sono morte in mare 117 persone, come può esser una cosa normale? Come può non interessarci? Sembra che la vita umana abbia perso significato, è assurdo, e lo è ancora di più fare polemica per una cosa del genere. Abbiamo la possibilità di discuterne tra di noi e con i professori, di confrontarci e capire. Davvero non capisco cosa possa esserci di strano”.

51233331_242538283346298_3520134962210668544_nNon sono dello stesso parere i rappresentanti territoriali di Fratelli d’Italia, che tramite un post Facebook del Capogrupppo al municipio Nicola Franco, esprimono tutta la loro contrarietà all’iniziativa. Nel post Franco ironizza esordendo con un “me sembra giusto” e sottolineando che, in un quartiere come Tor Bella Monaca, con un alto tasso di criminalità, sia assurdo che i professori di un liceo dimostrino sostegno a chi commette il reato di clandestinità”. A proposito di propaganda, verrebbe da dire.

A rispondere a questi attacchi è proprio Mattia, con tutta la spontaneità dei sui diciott’anni: “Queste polemiche non hanno alcun senso. A scuola è inevitabile che si affrontino argomenti della politica e che si discuta di attualità, studiamo anche per questo. Fare politica per noi significa conoscere, approfondire, confrontarsi con chi la pensa in modo diverso e in questo non ci vedo proprio niente di sbagliato. Parliamo di diritti, impariamo a conoscerli e ci prepariamo a diventare i cittadini del domani. Quelli che invece non dovrebbero entrare nelle scuole, sono proprio i partiti e soprattutto chi parla di scuola solo quando vuole cavalcare polemiche strumentali. Normalmente non ci risulta che la scuola o l’università siano al centro delle preoccupazioni di questi signori.”

L’iniziativa ha coinvolto anche la sede succursale del Liceo Amaldi, quella di Castelverde, come ci spiega Chiara Avallone, Professoressa di Lettere e, anche lei, tra gli oltre 100 firmatari della petizione per lo “sciopero al contrario”. Per la Prof. queste accuse sono “la dimostrazione che c’è veramente bisogno di lavorare in questo senso, proprio per questo sono felice che i ragazzi abbiano recepito sin da subito l’importanza di questo lavoro”. In particolare, la Prof .Avallone risponde a tono a chi accusa il corpo docente di discutere di temi che, come le migrazioni, non sarebbero compatibili con l’insegnamento scolastico: “Innanzitutto il nostro liceo è da sempre impegnato sui temi della cittadinanza attiva e dei diritti umani. Nel corso degli anni sono state fatte moltissime iniziative sulla memoria, sui diritti, contro la violenza sulle donne ed ovviamente sulla legalità. Quindi è assolutamente pretestuoso attaccarci in questo senso. Da parte nostra c’è la volontà di fare un lavoro che sia assolutamente apartitico. Forse è questo che dà fastidio”.

La Prof. racconta di come, oltre agli ultimi naufragi nel Mediterraneo, proprio la vicenda dello sgombero di Castelnuovo di Porto e degli studenti strappati alle loro classi, li abbia toccati da vicino: “Tutto questo è accaduto in una settimana in cui in tutte le scuole d’Italia hanno parlato della Shoah e del tema della Memoria e anche da parte di molti studenti è nato l‘interrogativo se ci fosse un collegamento con la situazione attuale”. A testimoniare il senso apartitico dell’iniziativa, la Prof. Avallone spiega come “Nessun governo, anche negli anni precedenti, ha adoperato politiche sulle migrazioni totalmente in linea con il rispetto dei diritti umani, e noi è su questa riflessione che vogliamo lavorare con i ragazzi”. “Nessun docente farà lezioni frontali, ci saranno dei laboratori dove ci sarà un interscambio con gli studenti, faremo esercizi sulla cittadinanza, ricerca di carattere giuridico sulle leggi del mare e il diritto internazionale, analisi terminologiche su parole che leggiamo sui giornali o ascoltiamo alla televisione e che spesso confondono o vengono usate erroneamente: chi è un rifugiato, un clandestino, cos’è un C.A.S. o un C.A.R.A.. Tra l’altro, sono tutte cose prese dal loro libro di testo, ci tengo a sottolinearlo!”.

Anche il Prof. Fabrizio Angeloni, che insegna Storia dell’Arte, rimanda al mittente le polemiche sull’ iniziativa:  ”Non abbiamo voluto fare un discorso partitico, o politicizzare l’argomento. Siamo nelle nostre piene funzioni di docenti e spieghiamo, confrontandoci con i ragazzi, quelle che sono anche le questioni d’attualità e i problemi sociali. Non abbiamo mai cercato tutta questa attenzione mediatica, anzi ci sembra strano che una cosa ovvia diventi eccezionale. Sono polemiche pretestuose. Non vogliamo essere strumentalizzati o alimentare un dibattito partitico sulla nostra iniziativa, che è, e rimane, per i nostri studenti. Siamo docenti e svolgiamo attività intellettuale, formando i ragazzi e facendoli crescere, questo è il nostro ruolo e quello della scuola”.

Un endorsment a Fratelli d’Italia invece è arrivato, durante la notte, da parte dei militanti di Azione Frontale, l’organizzazione neofascista con sede a Torre Angela che, approfittando del buio, come spesso accade, hanno “chiuso” con del nastro i cancelli della scuola e lasciato volantini contro l’iniziativa e contro i “docenti faziosi”. Peccato per loro che i ragazzi dell’Amaldi se ne siano accorti in tempo e abbiano rimosso il tutto prima ancora dell’orario d’ingresso e del suono della campanella. “Il sapere non è fatto per comprendere, ma per prendere posizione” diceva il filosofo francese Michelle Foucault e, al Liceo Amaldi, professori e studenti hanno dimostrato di saper bene da che parte vogliono stare. Giacomo Capriotti

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