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Municipio VI. L’Assessore Di Bella si dimette a tre mesi dalle elezioni

DiBellaListaCivicaMarinoSi dimette l’Assessore alle Case Erp e Patrimonio, Daniele Di Bella, per “differenze di vedute con l’Amministrazione.

Stanno per arrivare le elezioni e restare legati al Presidente espulso dal Partito Democratico non è certo un buon biglietto da visita se si spera in una candidatura, magari in Capidoglio. Daniele Di Bella, l’Assessore della Giunta Scipioni in quota Lista Civica, punta al ‘si salvi chi può’. In una nota spiega le motivazioni che lo hanno spinto verso il divorzio politico: “Mi dimetto a causa delle molteplici differenze di vedute inerenti l’amministrazione del VI Municipio di Roma Capitale. In seguito agli ultimi sviluppi politici avvenuti nei territori del Municipio delle Torri, che hanno acuito la distanza tra la mia visione politica e la prassi istituzionale della giunta, ho deciso di rassegnare le mie dimissioni dalla carica di assessore rimettendo le deleghe al presidente. Una decisione sofferta e raggiunta dopo una lunga riflessione personale e politica in cui ho provato a valutare se vi fossero ulteriori possibilità di convergenza in futuro tra l’elaborazione della politica nel nostro municipio e le azioni dei rappresentanti nelle istituzioni. Devo purtroppo constatare che il lungo lavoro fatto fino ad ora, che ha permesso all’amministrazione di divenire una realtà politica riconosciuta e stimata dai cittadini e dai movimenti civici che vivono nel nostro territorio, rischia di essere vanificato dal solco che si è creato tra cittadinanza e istituzioni”.

L’Assessore Di Bella, a tre mesi dalle elezioni, si accorge di avere vedute differenti rispetto a quelle della maggioranza municipale. Eppure, solo il 2 febbraio, durante la discussione in Aula della mozione di sfiducia contro il Presidente Scipioni, era stato uno di quelli a difendere a spada tratta l’operato del minisindaco, della maggioranza e della Giunta. E i tre consiglieri in quota Lista Civica, Mattei, Argenti e Sbardella, votarono contro, contravvenendo alle indicazioni politiche date dal coordinatore della Lista Civica Amelina e da quelle del Commissario Pd Matteo Orfini, che pubblicamente aveva dichiarato che tutti coloro che sarebbero rimasti al fianco del Presidente Scipioni non avrebbero trovato posto nelle liste del centrosinistra alle prossime elezioni amministrative.

Fu proprio la Lista Civica, e ovviamente il suo assessore, Daniele Di Bella, a tenere in vita il Presidente Scipioni. Le spiegazioni dell’ormai ex assessore fanno acqua da tutte le parti. Di Bella dichiara che si sarebbero create delle distanze tra la sua visione politica e quella della Giunta. Ci chiediamo allora se la sua “visione politica” nei passati fosse parallela a quella del Presidente visto che, di fronte ad innumerevoli scandali amministrativi, Di Bella è rimasto saldo al suo posto. Anzi è stato uno dei più accaniti sostenitori e sponsor del minisindaco. E’ stato folgorato sulla via di Damasco, per usare una frase tanto cara al consigliere Argenti? Lascia basiti poi la constatazione dell’ex assessore quando ammette una distanza tra la cittadinanza e le istituzioni: un fatto assodato da tempo, strano se ne sia accorto con tre anni di ritardo. Quello di Di Bella non può che essere letto come l’ennesimo atto frutto dell’opportunismo politico. Lo stesso opportunismo politico che lo ha tenuto saldo in maggioranza per tre anni. Federica Graziani

 

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