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Municipio VI. Il Capogruppo del Pd, Dario Nanni, passa al Gruppo Misto

nannDa mesi si attendeva il divorzio tra il consigliere Nanni e il Partito Democratico. Nella giornata del 10 settembre è arrivata l’ufficialità tra polemiche e dure reazioni del partito locale.

E’ finita la lunga storia tra Dario Nanni e il Partito Democratico. I mal di pancia dell’ormai ex capogruppo del Pd VI Municipio erano noti a tutti da tempo, eppure la scelta da parte degli organi istituzionali del  Partito è stata quella di voltarsi dall’altra parte, di non ascoltare.

Nanni era tornato in VI Municipio con la sua candidatura a Presidente, nel corso delle ultime amministrative, dopo aver ricoperto la carica di consigliere comunale per ben tre consiliature, nel 2006, nel 2008 e nel 2013. Ha scelto poi di accettare la proposta di candidarsi a presidente del VI Municipio per il centrosinistra ricevendo purtroppo una sonora sconfitta, il centrosinistra non riuscì ad andare nemmeno al ballottaggio e il Pd elesse solo tre consiglieri in opposizione: Nanni, Compagnone e Gasparutto. Un gruppo che si assottiglia a causa della decisione di Dario Nanni di passare al Gruppo Misto come spiega nel suo comunicato:“Uscire dal Partito Democratico è per me una scelta dolorosa ma volendo continuare a fare politica nei territori incontrando e ascoltando le persone non era più possibile rimanere in un partito nel quale il merito è una chimera e in cui viene premiata solo la fedeltà al capo di turno. Ho sempre pensato che la politica dovesse rappresentare un esempio, il luogo dove le migliori risorse si confrontassero nell’interesse dei cittadini e che il Pd fosse il suo luogo naturale. Purtroppo, soprattutto negli ultimi tempi, ho visto esperienze svilite, competenze inutilizzate, battaglie dimenticate, mentre dilettanti improvvisati venivano premiati esclusivamente per la loro fedeltà al capo di turno”, osserva Nanni. “Non è questo il motivo per il quale ho scelto di fare politica, non posso stare in un luogo che non considera il merito. Per anni – prosegue il consigliere del VI municipio – ho percorso in lungo e in largo la periferia romana, mettendoci la faccia, affrontando ogni criticità e incontrando migliaia di cittadini. Ho combattuto al loro fianco per difendere i loro diritti ed è quello che continuerò a fare”. “Nessuno ha mai pensato di utilizzare queste esperienze, di mettere in rete questi rapporti, una classe dirigente arrovellata su sé stessa, impegnata in dinamiche interne che hanno poco a che fare con l’interesse del paese e della città. Preferisco continuare le mie battaglie altrove, sempre nel quadro del centrosinistra, ma da altra parte. Auguro il meglio a coloro con i quali in questi anni ho affrontato tante sfide fatte di vittorie e di sconfitte, ma da domani inizierò un nuovo percorso nell’esclusivo interesse della mia città, come ho sempre fatto”.

Parole amare che puntano dritte ai vertici del Partito Democratico, colpevoli, secondo Nanni, di non aver dato il giusto peso alle persone che negli anni per il partito hanno lavorato sul campo, colpevoli di non aver scelto la meritocrazia, colpevoli di non aver saputo ascoltare. Se dai vertici le reazioni tardano ancora ad arrivare in seguito al comunicato diramato dal consigliere Nanni, chi ha invece scelto di rispondere don toni durissimi è il Partito Democratico del VI Municipio, prima con il Segretario Compagnone, poi con una nota a firma della segreteria.

“La scelta di Dario Nanni non è condivisibile e con fatica si riesce a comprendere – commenta Fabrizio Compagnone, segretario del Pd VI Municipio – Dopo anni di lacerazioni e divisioni dovute a personalismi esasperati stiamo cercando di trovare una conduzione unitaria, volta all’unico ed esclusivo obiettivo quello di essere una vera e propria alternativa politico-culturale in un territorio difficile come quello della periferia Sud-Est di Roma. L’esperienza intrapresa si sta realizzando in un ottimo mix tra esperienze e energie nuove, necessarie a dare la spinta giusta per intraprendere la sfida che ci aspetta. Il lavoro parte dalla elezione condivisa del segretario nell’ultimo congresso; fatto, questo, che ha portato ad una sinergia volta ad affrontare il lavoro duro e difficile di ogni giorno, a testa alta ed orgogliosi di appartenere ad una comunità dove i personalismi e l’autoreferenzialità vengono messi da parte per il Bene Comune. Il dimissionario, nelle sue affermazioni non fa nomi e cognomi ma, proprio questa sua generalizzazione, ha suscitato tra militanti ed organi del Pd municipale, un comprensibile sconcerto perche’ chi ha lavorato e ci ha messo la faccia in questi anni, ritiene di non dover accettare lezioni da nessuno! Auguriamo a Dario Nanni di trovare le risposte che cerca nel suo nuovo approdo”.

Con una nota della segreteria del Pd VI Municipio firmata da Luca Bellino, Nella Converti, Alessandra Vasselli, Antonio Ciolfi ed il tesoriere Antonella Manotti i toni si inaspriscono: “Stupiscono le parole dell’ex capogruppo del Pd Dario Nanni che, nel presentare le sue dimissioni dal gruppo consigliare del VI municipio, rilascia dichiarazioni inaccettabili. Dimissioni che abbiamo appreso tra l’altro solo dalla stampa non essendoci stato alcun confronto con il partito locale. Non spetta a noi giudicare le sue scelte personali o il suo passaggio al gruppo misto. Quello che però, come membri della segreteria del Partito Democratico VI Municipio, ci lascia profondamente colpiti è l’aver affermato che non può restare in un partito che non gli riconosce il merito e che non ha dato il giusto peso al suo lavoro e alla sua esperienza, affidandosi a dilettanti improvvisati. Affermazioni che non solo offendono l’impegno ed il lavoro svolto con grande passione da tanti iscritti, militanti e nuovi dirigenti che ci hanno messo la faccia, ma che ci impongono di sollevare ulteriori riflessioni sul lavoro svolto dal capogruppo in questi ultimi anni: In due anni di opposizione non ci è mai pervenuto alcun resoconto sull’attività svolta dal nostro capogruppo; Ci colpisce il duro attacco al partito al quale Nanni contesta l’assenza di coinvolgimento nell’attività. Come partito locale il capogruppo è stato più volte invitato e sollecitato a prendere parte all’attività politica di zona. Questi inviti sono stati di rado accolti e totalmente ignorati nell’ultimo periodo. Ci teniamo a sottolineare il fatto che il capogruppo avrebbe dovuto relazionare non solo agli organi dirigenziali la sua attività, ma soprattutto interagire con l’intera comunità democratica che da anni sta svolgendo un duro lavoro per recuperare i pessimi risultati delle ultime amministrative e soprattutto gli strascichi lasciati dalla vecchia dirigenza locale; La latitanza, più che il silenzio, del nostro capogruppo speravamo che non avrebbe avuto questo infelice epilogo. Starà agli elettori giudicare questo cambio di casacca del consigliere, ed il lavoro svolto da capogruppo di opposizione. Da parte nostra non comprendiamo e contrastiamo con fermezza le affermazioni sulla dirigenza locale la quale non solo ha dovuto affrontare serissimi problemi, ma da anni, tutti i giorni, lavora duramente per ricostruire un partito profondamente indebolito e ferito. Non permettiamo che venga screditato il duro lavoro dei dirigenti locali e dei militanti tutti”.

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