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Municipio VI, il 5 Stelle ‘chiede la testa’ del Consigliere Compagnone

parlamentino-vuoto-iiIl 2 marzo, con una nota protocollo 37370, il Presidente del Consiglio del Municipio VI, Alberto Ilaria, comunica ai consiglieri di aver ricevuto la richiesta di destituzione del Presidente della Commissione Controllo e Garanzia, Fabrizio Compagnone.

“Con la presente per comunicare che presso la Presidenza del Consiglio è pervenuta una nota a firma della Presidente del Gruppo Consiliare del M5S in merito a quanto indicato in oggetto. Pertanto si invita il Presidente della Commissione in indirizzo a prendere visione della richiesta che si allega in copia e farne le proprie valutazioni in merito”.

E’ la comunicazione giunta ai consiglieri, a firma del Presidente del Consiglio, Alberto Ilaria, che allega la lettera del 28 febbraio, protocollo n. 35735, scritta e firmata dal Capogruppo del Movimento 5 Stelle del VI Municipio, Laura Arnetoli: “Premesso che la presidenza della Commissione Controllo e Garanzia viene assegnata dal Presidente del Consiglio ascoltata la conferenza dei capigruppo, premesso che già più volte è stata rappresentata la contrarietà sul modo di gestire la commissione no nell’interesse della trasparenza e correttezza degli iter burocratici ma come interrogatorio per gli assessori invitati. Visti i gravi fatti accaduti nella commissione controllo e garanzia del giorno 14 febbraio 2018 dove addirittura un consigliere del M5S è stato aggredito da un cittadino intervenuto in commissione su invito del Presidente, senza che questi fosse in grado di mantenere i toni della discussione su un piano civile, la sottoscritta Laura Arnetoli, in qualità di Capogruppo del Movimento 5 Stelle, chiede al Presidente del Consiglio del Municipio Roma VI delle Torri la destituzione del Presidente della Commissione Controllo e Garanzia con conseguente nuova nomina”.

La maggioranza municipale ‘chiede la testa’ del Presidente della Commissione Controllo e Garanzia, Fabrizio Compagnone, in seguito ai gravi fatti avvenuti durante la seduta del 14 febbraio in cui erano stati invitati i rappresentanti dell’associazione Hermes, che si occupa di ragazzi disabili, sfrattata dai locali in cui operava dall’Amministrazione. Durante la commissione, uno dei genitori, nonchè volontario della Hermes, Salvatore Memeo, “era stato aggredito verbalmente dal consigliere del Movimento 5 Stelle Colella”,  raccontato i presenti, tanto che dalle parole si era passati alle mani. Memeo e Colella era addirittura caduti l’uno sull’altro, come ha testimoniato il capogruppo di Fratelli d’Italia, Nicola Franco, che aveva chiesto lui in Aula, il 15 febbraio, la destituzione della Presidenza della Commissione Patrimonio di cui Colella è presidente.

L’unico ad aver ricostruito alla nostra testata il gravissimo episodio era stato proprio Nicola Franco: “Sono arrivato in commissione trenta minuti dopo. Gli animi erano già accesi. Le famiglie puntavano il dito contro l’Assessore ai Servizi Sociali Filipponi. Un signore, in particolare, molto provato, continuava a ripetere: ”Tu ci avevi fatto delle promesse non le hai mantenute”. In tutto questo c’erano ripetute frecciatine tra i consiglieri del Movimento 5 Stelle e i consiglieri del Pd. I primi accusavano i secondi di aver strumentalizzato la questione, avendo invitato alla commissione i genitori dei ragazzi. Il signore che accusava la Filipponi aveva gli occhi lucidi. Vedendo il suo compagno in quelle condizioni, un altro genitore, Salvatore Memeo, ha cominciato ad alzare i toni e ad attaccare l’amministrazione. La consigliera 5 Stelle Zuccarelli si è messa in mezzo e ha chiesto di mettere a verbale la mala gestione della commissione da parte del Presidente Compagnone. La situazione ha cominciato a degenerare e Compagnone ha sospeso la seduta. A quel punto si sono alzati i toni tra il signor Memeo e il consigliere Colella, che accusava l’associazione Hermes di fare politica. Ovviamente questi attacchi hanno irritato, per usare un eufemismo, il signor Memeo che rispondeva a tono. Improvvisamente Colella si è alzato ed è andato contro questo cittadino  con fare minaccioso. A quel punto c’è stata una colluttazione tanto che i due sono caduti a terra e li ho divisi. Durante questo episodio erano presenti tantissime persone perché era riunita anche un’altra commissione, c’erano in Aula almeno i due terzi dell’intero consiglio. Era impossibile non vedere. Tutti hanno visto e sentito. Stento a credere che Compagnone, come ha dichiarato sia lui che la sua collega di partito Alessandra Laterza, non abbia visto. Sono intervenuti perfino gli uscieri! Il Presidente del Consiglio Alberto Ilaria ha chiamato i vigili e né Memeo né Colella hanno sporto denuncia”.

“La richiesta di dimissioni – aveva spiegato Nicola Franco – è scattata non solo per il gravissimo fatto avvenuto ieri, ma anche per quanto avvenuto al centro anziani di Finocchio. C’è una denuncia fatta dal Presidente del centro anziani Grimolizzi contro il consigliere Colella che avrebbe minacciato gli iscritti. La richiesta di dimissioni ovviamente è un atto politico, l’unico che come opposizione possiamo fare. Non è un atto vincolante perché, se votato, non obbliga il consigliere a dimettersi. Certo è che ha un forte valore politico. Ad oggi nessun altro consigliere, a parte noi di Fratelli d’Italia, ha ritenuto di firmare la mozione ma aspettiamo di vedere cosa accadrà in capigruppo. Oggi in Aula il Presidente del Consiglio Ilaria si è impegnato ad aprire un’indagine e una volta accertati i fatti ha promesso che verranno presi dei provvedimenti”.

Nonostante il gravissimo atteggiamento del collega di partito Colella, il Movimento 5 Stelle chiede la destituzione della Presidenza della Commissione Trasparenza, Fabrizio Compagnone. Non una parola di condanna rispetto all’atteggiamento tenuto dal consigliere Colella, anzi la Arnetoli prende una posizione scrivendo nero su bianco che “un consigliere del M5S è stato aggredito da un cittadino”, quindi accusando Salvatore Memeo di aver utilizzato per primo violenza. Non una parola sul tema, ovvero la situazione della Hermes che ancora oggi aspetta risposte che tardano ad arrivare.

Compagnone commenta: “Solo due volte nella commissione che presiedo si sono alzati i toni, quella sulle palestre e quella sulla Hermes. E’ un atto politico da parte loro, rinvio al mittente ogni accusa visto che ho sempre lavorato nell’interesse dei cittadini, restando nelle mie competenze. Un atto pretestuoso che sfiora il ridicolo, che rispecchia il livello culturale e istituzionale del capogruppo che tra l’altro non è nemmeno più seguito da tutta la maggioranza. Tra l’altro lei non era nemmeno presente. Non si dovrebbe arrivare mai alle mani, prendere una posizione senza condannare in toto quanto accaduto la dice lunga. Non si trova una soluzione al problema dei ragazzi della Hermes, ma si fanno questi atti strumentali. Sarebbe il caso che chiedano al loro Assessore le dimissioni. Probabilmente le chiederemo noi se non troveranno delle risposte a stretto giro per queste famiglie. Valuterò le mie dimissioni quando si sarà dimesso prima l’Assessore al Sociale Filipponi e poi il consigliere Colella”. Federica Graziani

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