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Municipio VI. Franco La Torre verso la Presidenza?

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Viene direttamente dal candidato sindaco Pd Roberto Morassut la proposta di candidare alla Presidenza del VI Municipio Franco La Torre, figlio di Pio, autore della legge che introdusse nel codice penale il reato di associazione mafiosa, e membro fino al 2015 della presidenza di Libera. Un nome gigantesco per un territorio che da anni è costretto alle retrovie. 

La scadenza per presentare le candidature alle primarie Pd per la presidenza del VI Municipio è il 23 febbraio, ma tutto fa pensare che esse non avranno luogo. Non si hanno infatti notizie di raccolta firme e tessere dai militanti del Partito Democratico, che invece sarebbero necessarie a chiunque volesse partecipare alla competizione.

A chiedere fortemente una candidatura unica e condivisa è il candidato sindaco Roberto Morassut che lancia una proposta di altissimo livello per il territorio del VI Municipio: “Per le candidature nei Municipi ho proposto, nei giorni scorsi, la ricerca di figure che diano il segno di una nuova fase del PD e del centrosinistra a Roma. Per quei municipi dove si debbono presentare nuove proposte ho chiesto di scegliere tutti insieme e unitariamente figure che non siano l’esito di alchimie di corrente selezionate con accordi o con le primarie. In particolare per il VI municipio ho avanzato una proposta che non ha alcun rapporto con le correnti interne del PD ma che racchiude il senso di una battaglia civica per la legalità. Questa figura è quella di Franco La Torre. Spero venga accolta da tutti. E che, almeno in questa circostanza, vi sia concordia e si superi la logica degli equilibri interni”.

Franco La Torre si è detto disponibile e in molti si domandano come il gruppo legato a Morassut sia riuscito in questa grandiosa impresa. Un nome gigantesco per un territorio quale è quello del VI Municipio che ha sempre dovuto viaggiare nelle retrovie. Figlio di Pio La Torre, il deputato PCI tra i redattori della relazione della Commissione antimafia, che accusava Giovanni Gioia, Vito Ciancimino, Salvo Lima, ucciso dalla Mafia il 30 aprile 1982, Franco è un attivista politico di grande spessore. Suo padre è stato autore della legge antimafia che introdusse nel codice penale il reato di associazione mafiosa e fino al 2015 è stato membro della Presidenza di Libera.

Un nome che simboleggia un cambio di rotta, garanzia di legalità e lotta alla criminalità organizzata. Una possibilità a cui il VI Municipio non può permettersi di rinunciare per ricostruire quel tessuto politico, culturale e sociale distrutto da anni di mala gestione amministrativa.

Eppure di fronte ad un nome di questo calibro, c’è chi all’interno del Pd sta facendo le bizze, volendo con testardaggine portare avanti la propria candidatura: Dario Nanni, ex consigliere comunale. Se La Torre ha accettato a condizione che le primarie non abbiano luogo e che la sua sia condivisa da tutti, Nanni chiede che il Partito faccia quadrato intorno a lui, scavalcando le primarie e sostenendolo come unico candidato.

Non è più tempo di protagonismi, in VI Municipio c’è bisogno di un cambio di rotta netto che pacifichi le conflittualità all’interno del Pd locale e che riporti questo territorio, come merita, ai massimi livelli.

C’è bisogno di buon senso e di umiltà. L’augurio è che il VI Municipio non sia di nuovo vittima dei soliti noti.

Federica Graziani

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