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Municipio VI. E’ guerra ai rifiuti e al TMB di Rocca Cencia

43750641_549713455473547_624399502224130048_nUn’assemblea presso la Collina della Pace per organizzare un piano d’azione per risolvere la preoccupante situazione legata ai miasmi provocati dall’impianto AMA di Rocca Cencia.

Nella soleggiata mattinata del 13 ottobre, un consistente gruppo di cittadini si è riunito in un incontro che ha avuto luogo presso il Parco Collina della Pace, in via Bompietro. A tessere le fila dell’evento, iniziato alle ore 11 circa, Flavio Mancini e Marco Manna, due giovani che hanno deciso di unire le forze e combattere le terribili conseguenze che quotidianamente si riversano sui cittadini della borgata di Rocca Cencia e limitrofe, a causa dei miasmi provocati dall’impianto TMB.

“Io e Marco – incalza Flavio – abbiamo deciso di dare un aiuto al nostro quartiere che è in condizioni disastrose sotto tutti i punti di vista, ma l’immondizia è un problema che accomuna tutta la cittadinanza. Perciò, a questo secondo incontro su questo stesso tema, contavamo su un certo numero di persone partecipanti, e infatti siamo abbastanza soddisfatti. Tengo a precisare che non c’è colore politico, uno schieramento preciso: siamo solo un insieme di persone il cui obiettivo è quello di tornare a vivere in modo dignitoso nel quartiere. Abbiamo fatto delle provocazioni, degli esposti e delle segnalazioni, ma si sono rivelate tutte vane. A questo punto abbiamo deciso di intervenire più significativamente: se non ci riusciamo in due, proviamo a riuscirci in tanti. La risposta è stata soddisfacente; abbiamo delle proposte, ma nessuno dovrà prendersi carico di questa situazione in senso negativo, perché è civica, civile e pulita”.

Prende poi la parola Marco: “Oggi siamo riuniti per la seconda assemblea, che abbiamo intitolato Per il diritto a respirare. L’argomento principe è la questione dei miasmi del TMB di Rocca Cencia e di tutto il polo industriale. Non posso tacere anche sul contorno, che costituisce una situazione di emergenza ambientale, che va a moltiplicarsi. Abitiamo in un territorio dove c’è questo mostro che sta lì da anni e che avvelena la nostra aria: sono state fatte battaglie, promesse non mantenute. [...] I cittadini, che in questo quartiere nel 2016 hanno dato largo consenso alle forze politiche nelle quali avevano riposto le proprie speranze di miglioramento, si sentono sedotti ed abbandonati, perchè il miglioramento non c’è stato affatto, il mostro è ancora lì che avvelena la nostra aria, le persone denunciano problemi respiratori, documenti del dipartimento epidemiologico della Regione Lazio ci indicano come uno dei territori a più alto indice di morti per tumori… La situazione sta peggiorando, quindi siamo qui per costruire un grande movimento dei cittadini e dei comitati che da anni lavorano per risolvere certe difficoltà. [...]Ci daremo una struttura, avremo una voce, la voce dei cittadini”.

44027762_719590731747770_209271989439823872_n“L’aria è di tutti, quello di respirare è un diritto, il primo che acquisiamo appena usciamo dal grembo materno, perciò noi ce la metteremo tutta”.

L’assemblea ha riguardato l’esposizione di alcune azioni concrete già portate avanti dai ragazzi, i quali hanno voglia di riunire le forze che da anni si battono per problemi analoghi. “Che sia comitato, che sia associazione, che sia il normale cittadino, qui ci sono persone che vivono un disagio comune – spiega Flavio Mancini, che intende stimolare l’amministrazione a rispettare le promesse ecologiche sull’impianto Ama di Rocca Cencia, che da piano regolatore dovrebbe occuparsi del trattamento meccanico e biologico dei rifiuti – Essendo uno dei due impianti di Roma, non possiamo chiedere che sia chiuso, ma possiamo chiedere un controllo della qualità dell’aria, un controllo su quanti rifiuti entrano effettivamente dentro e quanti ne possono essere ospitati”. Flavio prosegue poi con la descrizione dell’inadeguatezza del sistema porta a porta prevista per lo smaltimento dei rifiuti, per cui una soluzione potrebbe essere una maggior sensibilizzazione dei cittadini, proponedo una pena per un errato comportamento ecologico, un’eventuale sanzione.

Dalla folla invece, emergono interventi più duri, che inneggiano alla chiusura definitiva del TMB.

“Tra i quindici Municipi di Roma siamo il fanalino di coda su tutto – prosegue Marco Manna – Ma sulla questione rifiuti siamo ormai all’apice, o almeno lo spero, perché il passo dopo sono le epidemie, l’invasione di topi e non voglio immaginare che cos’altro. Le campane del vetro sono diventate mini discariche. [...] Credo che la nostra protesta debba farsi sentire dove le cose possano essere cambiate: al Municipio, al Comune, alla Regione”.

43828414_2126411274059244_7824665960672919552_nIl giovane stimola ad una mobilitazione collettiva che sia presa in considerazione da chi di dovere, e già alcuni passi sono stati fatti: “Questa mattina abbiamo inviato un documento redatto con l’aiuto di esperti, indirizzato al ministro dell’ambiente e a cascata fino all’ Assessore Ziantoni, in cui chiediamo un’indagine epidemiologica e la sospensione immediata di tutte le attività nel complesso industriale di Roma Rocca Cencia. Il percorso sarà lungo, perciò vi annuncio che queste assemblee cittadine proseguiranno: il prossimo appuntamento è sabato prossimo, 20 ottobre, alle ore 16, sempre qui. Quel giorno ci costituiremo in modo formale, si terrà l’assemblea costituente del nuovo comitato: vi invito tutti a partecipare e a far partecipare”.

Proseguono poi gli interventi di alcuni rappresentanti di quartieri, comitati ed associazioni: prende parola Paolo Cartasso, presidente del Comitato Case Rosse 2014, poi Alvaro Decina, esponente del comitato di quartiere Belvedere. Sono presenti Egidio Gallozzi, presidente del comitato di quartiere Prato Fiorito, Ciano, presidente del cdq di Torrenova, esponenti del quartiere Colle del Sole, di Lunghezza. Tutti si mostrano stufi della situazione, si parla di delocalizzazione e civilizzazione dei cittadini, in modo da mettere in condizione gli operatori dell’ente competente, in questo caso l’Ama, di lavorare adeguatamente: tutti i presenti espongono le loro idee, si teme una guerra fra poveri: emerge in definitiva che si necessita di un corposo cambiamento. Giulia Sfregola

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