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Municipio VI. Cosa si nascondeva dietro l’aggressione del 16 febbraio in commissione?

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Durante la commissione Trasparenza del 16 febbraio scorso il consigliere M5S Colella e Salvatore Memeo, cittadino che assisteva ai lavori, sono venuti alle mani.

Salvatore Memeo, rappresentante dell’associazione Hermes che si occupa di ragazzi disabili, ci pensa e ci ripensa. In questi giorni ha ricevuto le solidarietà da parte di tutte, o quasi, le forze politiche, in particolare del Partito Democratico: a partire dal segretario municipale Compagnone fino all’onorevole Argentin. Il 16 febbraio era stato protagonista, involontario, infatti, di uno scontro fisico avuto con il consigliere M5S Giancarlo Colella, con il quale è venuto alle mani, in una baruffa in pieno stile far west. Salvatore a questo stava pensando, probabilmente, quando ha deciso di pubblicare una e-mail che aveva inviato proprio alla maggioranza qualche giorno prima, il 7 febbraio.

Il titolo, esemplificativo, è “La Democrazia sospesa”. Ma occorre un brevissimo riepilogo: Salvatore, insieme ad altri genitori, sono rappresentanti e fondatori dell’associazione Hermes Onlus. La Hermes Onlus si occupa sostanzialmente di progettualità a fini educativi e ricreativi per ragazzi con disabilità. La precedente amministrazione aveva assegnato loro dei locali in via Berneri, a Torre Maura, l’attuale amministrazione glieli ha negati. Da maggio, con alterne vicende, questi genitori hanno cercato di trovare delle risposte, mai arrivate, per capire dove portare i loro figli. “È mancata la sensibilità”, sintetizza in maniera molto discreta Salvatore, amareggiato da tutta la storia.

Sì, perché le motivazioni burocratiche esistono e sono pertinenti. Secondo la documentazione in possesso dell Municipio, i locali in questione non hanno l’agibilità né alberi con una potatura idonea ai fini della sicurezza. Ergo: locali non fruibili. “Dovrebbero chiudere allora tutte le scuole”, ironizza Salvatore, e chi potrebbe dargli torto? Dal Municipio erano comunque arrivate rassicurazioni, prima “entro fine anno”, poi “il prossimo mese” e infine “era diventato sempre tra 15 giorni”. Alla fine Compagnone convoca la commissione Trasparenza di cui è presidente il 16 febbraio e lì succede il patatrac con la baruffa tra Salvatore e Colella, fortunatamente per entrambi senza lesioni.

Non si vuole giustificare nessuno, men che meno i politici presenti che, seppur nelle vesti di pubblici ufficiali, hanno rifiutato di raccontare i fatti per come sono andati e hanno preferito attendere l’indomani per dire due parole. Non si vuole giustificare nessuno, ma qualcosa c’era già stato. Una lettera. Quella del 7 febbraio, ore 13:16, “La democrazia sospesa”, indirizzata al Presidente della Commissione Servizi Sociali Valentina Fabri Zuccarelli, al Presidente della Commissione Patrimonio e Regolamento Giancarlo Colella, al Presidente del Municipio Roberto Romanella e all’Assessore alle Politiche Sociali Francesca Filipponi.

Il testo integrale della mail, di Salvatore Memeo lo riportiamo qui di seguito: “Dopo quasi due anni dall’insediamento di questa amministrazione, e dopo quasi tre mesi dall’approvazione in Consiglio della risoluzione N.45 [del 16 novembre 2017, ndr] per l’istituzione della Consulta dell’Handicap, con la conseguente trasmissione agli uffici competenti per la stesura della proposta di deliberazione per l’istituzione della Consulta stessa, si è persa traccia di questa delibera. Già la risoluzione destava delle perplessità, modificando l’Art.1 del Regolamento della Consulta, rendendo la sua durata di 6 mesi rinnovabili automaticamente e lasciando l’Art. 5 del Regolamento del Municipio, in cui è descritta la durata delle Consulte pari alla Consigliatura, creando quindi un conflitto tra i due regolamenti. Ora vista la positiva intenzione di quest’Amministrazione ad istituire la Consulta dell’Handicap, perché non si procede con la delibera e l’elezione dei Rappresentanti prima che finisca la Consigliatura? Oppure quest’Amministrazione vuole bypassare l’elezione dei Rappresentanti, e mantenere la passata Presidenza decaduta ormai da due anni, usando questa risoluzione come un provvedimento Ad Personam, visto che l’attuale Presidente è ineleggibile, dopo aver espletato il suo mandato per due Consigliature, e far si che gli attuali vertici rimangano in carica sine die, togliendo quindi la possibilità ai disabili e alle loro famiglie di esprimere con un voto democratico la loro preferenza. Forse non si ritengono in grado di farlo? Non basta essere discriminati tutti i giorni in tutte le sedi, si vuole togliere anche l’ultimo briciolo di dignità e libertà, quello di scegliere i propri Rappresentanti. Faccio appello, agli Uffici competenti, ed a tutti i Rappresentanti Politici, affinché si dia seguito in tempi brevi alla Risoluzione N 45, approvata dal Consiglio Municipale in data 16 novembre 2017 e si dia mandato all’ufficio competente di predisporre tutto il necessario per indire l’elezione dei Rappresentanti della Consulta dell’Handicap”.

Un’accusa pesante: “provvedimento ad personam”, un’accusa che i grillini facevano ai tempi del Vaffa Day a qualcun altro. Non devono averla presa bene, e Salvatore ce lo conferma. La delibera 45/17 del Consiglio Municipale Delle Torri in pratica istituisce la Consulta, come da Regolamento, modificando l’articolo 1, comma 3 in modo che la sua durata sia di 6 mesi, lasciando però inalterato il Regolamento del Municipio, a cui quello della Consulta è subordinato, che dice al contrario che la sua durata è pari a quella della consiliatura stessa. Un pastrocchio insomma, “Non si può fare”, sintetizza Salvatore che chiedeva con la lettera spiegazioni.

E Salvatore quello chiedeva: spiegazioni. Perché della delibera non c’era più traccia dopo tre mesi? Che fine hanno fatto le elezioni per i rappresentanti della Consulta? Che fine hanno fatto le promesse? In altre parole: dov’è finita la democrazia?

Beh, l’abbiamo visto il 16 febbraio dov’è finita la democrazia. Flavio Quintilli

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