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Municipio VI. Cinque candidati presidenti si confrontano al CH’entro sociale

20160526_190406Quello che doveva essere un confronto tra i candidati alla presidenza del VI Municipio diventa di una sola parte. Su 12 candidati solo 5 hanno la possibilità di partecipare all’evento organizzato dal CH’entro sociale di Largo Mengaroni.

Il centro sociale di Largo Mengaroni decide di organizzare un evento per presentare i candidati presidenti il 26 maggio alle ore 18.30 presso i suoi locali. Invita a partecipare Dario Nanni (Pd), Salvatore Monni (Sinistra Italiana), Gianmarco Chilelli (PC), Roberto Romanella (M5S) e Valter Mastrangeli (Lista Marchini). All’appello mancano altri 7 candidati e la settimana precedente all’evento scoppiano le prime polemiche. Nicola Franco, candidato di Fratelli d’Italia, commenta: “Vorrei ricordare agli amici del Centro sociale che nel Municipio Roma 6 – delle Torri alle elezioni del 5 Giugno per la carica di Presidente oltre ai candidati di Sinistra ci sarà anche il Centro-Destra con il sottoscritto. Con Giorgia Meloni Sindaco siamo l’ unica alternativa per il Municipio e la Città di Roma. Questa è come intende la parola democrazia la Sinistra”. Più veemente la reazione di Emanuele Licopodio, candidato con Iorio Sindaco, che addirittura invia una lettera provocatoria a tutti i candidati invitandoli ad un dibattito pubblico il 28 maggio alle 17.30 in via Quaglia 124. Mario Cecchetti del centro sociale commenta: “Noi invitiamo chi vogliamo, abbiamo scelto un solo candidato del centrodestra, Valter Mastrangeli, per garantire un contraddittorio”. Alla fine il confronto non vedrà schierato neppure lui, visto che per problemi familiari è costretto a lasciare il dibattito appena iniziato. Al suo posto sale sul palco Paolo Petri, candidato presidente per la lista Periferie in Movimento, che evita le polemiche per il mancato invito e decide di presentarsi per presentare il suo programma. Restano fuori dal confronto Mastrangeli, Franco, D’Agostini, Scipioni, Licopodio, Piersanti, Imbesi e il dibattito resta nell’area più vicina al centro sociale, dal centrosinistra alla sinistra radicale, con l’ibrido 5 Stelle. Il confronto si svolge secondo tematiche tracciate dal centro sociale: scuola, cultura, ambiente, servizi sociali, giovani. Ogni candidato presenta, con un tempo stabilito, il suo programma.

Inizia Gianmarco Chilelli (Partito Comunista): “Purtroppo la scuola è un grande problema perché non sempre viene garantito il diritto all’istruzione e al lavoro. Proprio in tema di occupazione, dobbiamo rigettare la forma del volontariato che facilita il lavoro che invece dovrebbe svolgere la pubblica amministrazione. Rispetto alla cultura, credo che in VI Municipio dovremmo ripartire dal Teatro di Tor Bella Monaca. La cultura nutre la mente ed è uno strumento efficace per i giovani. Rispetto ai servizi sociali, spesso imputano i ritardi alla mancanza di fondi, dobbiamo lottare affinchè venga rinegoziato il debito pubblico di Roma e il Piano Tronca che taglia ogni anni milioni di euro. Rispetto all’ambiente, abbiamo il maggior numero di aree verdi che possono rappresentare una grande opportunità per i giovani”.

L’intervento più appassionato è quello di Salvatore Monni (Sinistra Italiana): “Nel mio percorso professionale mi sono occupato spesso del tema delle disuguaglianze. Mi candido qui perché da tempo studio il territorio romano. Sono un docente dell’Università Roma Tre. Credo che il problema della città di Roma e delle sue periferie sia dovuto ad un modello di sviluppo sbagliato che ha creato una doppia velocità, aumentando le differenze. Io dico ‘prima le persone’, in questo modo possiamo risolvere i problemi della nostra periferia. La legalità ha senso solo se c’è giustizia. Se mettiamo al centro le persone vengono da sé le soluzioni e le decisioni sulle quali esprimere il nostro diniego o il nostro favore”.

La parola passa al candidato pentastellato  Roberto Romanella: “Credo che la cultura sia alla base e deve ripartire nelle scuole. E’ importante che ci sia un’attenta programmazione in tema di manutenzione degli edifici scolastici che sono i luoghi dove crescono i nostri figli. La cultura può rappresentare anche una fonte di reddito. Dobbiamo valorizzare i diversi siti archeologici presenti nel municipio, dal parco nazionale dell’Agroromano, al Ponte Lupo, al Castello di Lunghezza, e farli diventare siti archeologici e tappe dei turisti in visita a Roma. Dobbiamo riaprire quegli spazi culturali chiusi da anni, dal Teatro di Tor Bella Monaca, al Teatro Ex Enaoli fino ad arrivare alla Sala Cinema del Municipio. Bisogna ripensare anche i servizi sociali visto che si spendono un paio di milioni di euro nelle case famiglie. Credo che sarebbe il caso di aiutare le famiglie per lasciare i minori all’interno del proprio nucleo familiare. Sull’impiego giovanile non saprei che dire visto che non è un tema municipale”.

E’ il turno del candidato Pd Dario Nanni che inizia con le presentazioni di rito per poi lanciare una frecciata ai suoi colleghi: “Dispiace sapere che si candidino persone che non abitano in questo municipio. Possibile che una forza politica non riesca a trovare in un territorio di 280mila abitanti un candidato?”. Nanni si riferisce a Salvatore Monni e a Roberto Romanella, entrambi residenti in altri municipi. Passa poi ad elencare le sue proposte per il territorio: “Abbiamo una straordinaria opportunità che è rappresentata dal Teatro di Tor Bella Monaca, dobbiamo cominciare a valorizzare i nostri talenti e le nostre eccellenze. Per questo è importante che i giovani abbiamo spazi in cui incontrarsi e fare le attività per cui sono dotati. Dobbiamo immediatamente chiudere la partita del centro polifunzionale di Villaggio Prenestino. Ho in mente di fare una consulta dedicata ai giovani e una per ogni quartiere. Mi piace chiamare i ragazzi gli ‘azionisti di maggioranza’ di questo municipio. Proprio per questo le liste che si presenteranno alle elezioni con me sono formate da molti giovani del territorio. Per quanto riguarda la manutenzione credo sia importante trovare il giusto mix tra pubblico e privato altrimenti qui non si muoverà nulla. Soprattutto bisogna cominciare a rimettere a regime le risorse già esistenti”.

Prende la parola Paolo Petri, candidato della lista Periferie in Movimento che lancia una frecciata anche lui al collega Nanni: “Vorrei ricordare che Luigi Petroselli, il più grande sindaco di Roma, non era romano ma era nato a Viterbo”, per rispondere in merito all’attacco sui candidati non residenti in VI Municipio. Continua poi con il suo programma: “La cultura ci può salvare e dobbiamo pretendere che la periferia abbia un’attenzione diversa. Bisogna smettere di pensare i nostri quartieri come semplici dormitori ma creare le condizioni affinchè negli stessi  vengano portate funzioni pregiate. Abbiamo sostenuto con forza il Parco nazionale dell’Agro Romano e crediamo che per riqualificare il versante prenestino del Municipio sia necessario mettersi in rete con i comuni limitrofi. Una particolare attenzione per l’ambiente. L’area intorno a Rocca Cencia conta il più alto tasso di mortalità secondo i dati della Regione Lazio. In merito ai servizi sociali siamo fermi a 30 anni fa. Hanno bisogno di essere riformulati. Non c’è alcuno studio sulle barriere architettoniche e ancora mancano case per il ‘dopo di noi’”.

Finiti gli interventi di rito, la parola passa ai cittadini che per la maggior parte però sono candidati nelle liste dei candidati presidenti. Se lo scopo degli ospiti era quello di fare campagna elettorale, l’obiettivo è stato disatteso, visto che i presenti erano già estremamente politicizzati. Resta il rammarico di una iniziativa che poteva davvero parlare dei temi e che avrebbe potuto dare a tutti i dodici candidati la possibilità di presentarsi e rispondere alle domande dei veri cittadini. Che purtroppo nella sede del CH’entro non c’erano. Federica Graziani

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