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Municipio VI. Caos affitti case popolari, ogni giorno 70 persone in fila

isveurDa mesi gli inquilini delle case popolari non vedono arrivare via posta i bollettini utili a pagare l’affitto. Con il cambio di gestore, AequaRoma, il servizio non è più stato garantito.

In genere li chiamano “scrocconi”, “quelli che non pagano”, “quelli che vogliono una casa a scrocco”.

‘Quei brutti, sporchi e cattivi’ delle case popolari, invece, guarda un po’, tutti i giorni si mettono educatamente in fila per poter pagare l’affitto. Già, perchè oltre a non vedere garantiti i più elementari diritti, che passerebbero da manutenzione ordinaria degli stabili per esempio, da qualche mese, da quando la Sindaca Raggi ha passato tutto nelle mani di una nuova società, AequaRoma, i residenti delle case popolari non si vedono arrivare nemmeno più gli affitti.

A doversi occupare del servizio postale dovrebbe essere Italpost, eppure non si sa per quale assurda motivazione, i bollettini da mesi non arrivano, con il risultato che gli inquilini diventano ‘morosi’ senza avere colpa.

Da mesi si sta occupando di questa assurda situazione il sindacato Asia – Usb e il Comitato ISVEUR Torre Maura. E’ proprio Angela Barone, presidente del Comitato, a commentare questa assurda situazione: “Pensate, gli scrocconi, come amano spesso definirci, ogni giorno devono fare file di ore e ore per farsi stampare i bollettini da pagare. Presso lo sportello di AequaRoma al Municipio VI, dal lunedì al venerdì, la media è di 70 persone al giorno e tutto per ritirare gli affitti, che ancora oggi, non arrivano per conto di Italpost. E’ una vergogna!”.

Visitando il sito web di AequaRoma è possibile stampare on line i bollettini ma il servizio non funziona. “Abbiamo provato più volte – spiega Angela – ma probabilmente visto che questo disservizio sta riguardando tutta Roma, il servizio si blocca, non funziona”.

Dal sito web si legge che “Aequa Roma S.p.A. è una società per azioni interamente partecipata da Roma Capitale, che svolge attività per il controllo e l’accertamento delle entrate capitoline. Costituisce l’evoluzione di Roma Entrate S.p.A., nata nell’ottobre 2005 a seguito della Deliberazione del Consiglio Comunale n. 185 del 1° agosto 2005, che ha approvato il primo Statuto della società” e che “L’obiettivo di Æqua Roma è coniugare le attività di contrasto all’evasione ed elusione fiscale con i servizi in favore di cittadini ed imprese per lo svolgimento degli adempimenti fiscali, allo scopo di assicurare un’equa ripartizione del prelievo e un efficiente funzionamento del sistema tributario locale”.

Insomma, a giudicare da quanto sta avvenendo nella Capitale, la mission della società si deve considerare fallita. Per non parlare del tema dell’equità: “Vi sembra normale che ad una persona anziani – commenta Angela – si suggerisca di utilizzare il servizio on line, che tra l’altro non funziona? Vi sembra normale che persone che non hanno mai saltato il pagamento di un bollettino debbano essere messi in queste condizioni?”.

No, non è normale, ma come ama spesso dire la Sindaca Raggi “A Roma è tutto bello, bello, bellissimo”. Federica Graziani

 

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