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Municipio V. Il caso dell’Associazione Ars Ludica, tra iniziative bloccate e motivazioni latenti

Anna Capasso, presidente Ars LudicaUno stallo piuttosto particolare seguito alla scadenza del bando destinato alle mostre mercato, che persevera nonostante le numerose richieste di delucidazioni.

Operativa sul territorio dell’odierno V Municipio di Roma fin dal 1994, l’Associazione culturale “Ars Ludica” si è impegnata, nel corso degli anni, nella promozione di eventi socio-culturali volti a garantire un’alternativa sociale al degrado delle periferie romane e a promuovere una partecipazione solidale dei suoi abitanti. Questo creando, in particolar modo, iniziative amatoriali sul territorio, allestendo mostre mercato popolari nel tentativo di garantire libertà di espressione a giovani artisti e alle loro produzioni. Un impegno che ha, nel corso di oltre 18 anni, portato come frutti un’identificazione popolare e un deterrente contro l’abbandono e il degrado di aree urbane come il Pigneto, dove è stato svolto per anni un appuntamento mensile con una mostra di artigianato.

Tutto questo però non è bastato. Alla scadenza del bando annuale relativo alla concessione delle aree da destinare alle mostre-mercato, risalente allo scorso mese di marzo, è seguito un dapprima insolito, poi sempre più bizzarro silenzio: nessuna proroga, nessun rinnovo. Buio assoluto, con conseguente impossibilità di programmare (e quindi allestire) una nuova iniziativa. Uno stallo che ha spinto Anna Capasso, presidente dell’Associazione, a inoltrare una richiesta di delucidazione all’assessorato del Municipio V, ottenendo una risposta quanto mai ambigua: “La deliberazione del nuovo bando di assegnazione di quelle aree alle Associazioni ammesse, sarà approvata con votazione del prossimo Consiglio Municipale”. “È stata solo la prima richiesta – spiega la signora Capasso –. In realtà, come è emerso in seguito, i consiglieri del Municipio non erano al corrente di un imminente consiglio a riguardo. Non si può certo definire una risposta esauriente”. L’interrogativo, effettivamente, sorge lecito, oltre che spontaneo: ci si riferisce a un prossimo consiglio municipale o a un affare della prossima consigliatura?

Ma non è finita qui: “Avendo ottenuto una ‘non risposta’ ho inoltrato una richiesta alla Direzione tecnica dell’Ufficio eventi, alla quale è stato risposto che tale richiesta non poteva essere accolta, in quanto ‘l’area potrebbe essere tra quelle interessate da un nuovo Bando per l’allestimento delle Mostre Mercato’. Questa è stata la seconda versione che ci è stata fornita. È bene ricordare che le aree in questione sono libere e pubbliche”.

Terzo step: “A questo punto ho inoltrato una terza richiesta, stavolta alla persona del Direttore, ricevendo un’ulteriore versione, nella quale si stabiliva che ‘nelle more dell’acquisizione del nuovo Avviso Pubblico per la realizzazione delle Mostre Mercato, non si rilasceranno concessioni di occupazione suolo commerciali nelle aree già interessate dal precedente bando’. Un’ennesima richiesta, con un’ennesima versione dei fatti, che non chiarisce né aiuta a chiarire”.

Nel frattempo trascorrono due mesi, senza avere notizia di un nuovo bando, né avere idee chiare sulle precise motivazioni di tali dinieghi: “Le nostre iniziative – spiega ancora la Presidente – non sono propriamente commerciali: facciamo mostre mercato amatoriali, dove ognuno può mostrare e vendere la propria merce artigianale. Non è nulla di continuativo e agiamo sul piano sociale, poiché i nostri standisti sono artigiani, pittrici, ricamatori che, in molti casi, sono persone disoccupate o ragazzi molto giovani. Inoltre, iniziative di questo tipo, hanno per anni svolto un’importante opera in quartieri come il Pigneto, dove le persone avevano ormai preso confidenza e interesse verso la nostra attività, riconoscendoci come un appuntamento classico del quartiere. Ora con un colpo di spugna stanno cancellando quanto fatto in questo lasso di tempo, mentre il degrado che tentavamo di arginare continua a farla da padrone”.

Il caso dell’Associazione è senza dubbio particolare e cozza in modo piuttosto evidente con l’allestimento di bancarelle che ha interessato (e continua a interessare) l’area metro di Piazza dei Mirti, pur con il suddetto bando ormai da tempo scaduto. Ancora più bizzarro il fatto che, nonostante siano state inoltrate richieste di maggiori delucidazioni persino da alcuni consiglieri municipali, tra i quali Maurizio Politi, nessuna interrogazione è stata evasa. E lo stallo continua, dacché anche l’invito a un incontro chiarificatore, a seguito delle numerose differenti risposte ottenute, è stato negato dalla Direzione dell’Ufficio eventi: “È stato tolto un punto di riferimento – conclude la signora Capasso –. Le persone continuano a chiamarmi per sapere quando verrà allestita la prossima mostra e mi trovo impossibilitata a fornire motivazioni adeguate. Ci vengono chiuse le porte quando i quartieri avrebbero bisogno di queste iniziative”. E ora, con il cambio di giunta il rischio di una lunga attesa si fa purtroppo più concreto.

Damiano Mattana

 

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