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Municipio V. Dobbiamo rassegnarci all’esistenza delle baraccopoli?

Baraccopoli_2Sembra quasi che il Comune abbia alzato bandiera bianca: una lotta svogliata e improduttiva, perché a uno sgombero fa seguito un nuovo insediamento.  E tra poco ha inizio il Giubileo…

È sotto gli occhi di tutti: gli insediamenti abusivi continuano a spuntare a macchia di leopardo su tutto il territorio. A volte si tratta di ripari di fortuna che ospitano solo poche persone, altre volte di vere e proprie baraccapoli in cui trovano un posto di ricovero decine di famiglie. Fare un censimento è compito arduo se non impossibile. Se ne possono però citare alcuni, che sembrano ormai consolidati nel tessuto urbano. Solo per rimanere nella zona di Villa Gordiani, una presenza costante si registra nell’area che va da largo Telese a via Maddaloni, o in quella tra il Parco Pasolini e la parrocchia di Sant’Agapito. Se ci sposta verso via Casilina, invece, dopo lo sgombero del Casilino 900 (correva l’anno 2010), piccoli gruppi, principalmente di etnia rom rumena, hanno trovato riparo nei terreni non edificati tutt’intorno: vicino il parco di Centocelle, oppure tra via Togliatti e via dei Romanisti.

Un quadro desolante, che continua a registrare l’assenza di una politica efficace che faccia fronte a una situazione che va avanti da decenni. Quando si interviene, è solo per fare seguito a una precisa denuncia alle Forze dell’Ordine, così come è accaduto lo scorso 29 settembre nella baraccopoli che era sorta tra via della Serenissima e via Andriulli. Nei terreni compresi tra la stazione ferroviaria e l’imbocco del tronchetto dell’A 24, si erano stabilite circa una quarantina di persone, che avevano operato allacci abusivi per l’approviggionamento di energia elettrica e acqua. Una volta scattata la denuncia, il villaggio abusivo è stato raso al suolo dal Reparto tutela Ambientale dello Spe. D’altra parte senza un progetto mirato e risolutivo continuerà a ripetersi sempre lo stesso copione: da una parte si sgombera, poche centinaia di metri più in là si occupa. Negli ultimi anni, poi, tra i cantieri della Metro C e gli insediamenti abusivi sembra in atto una continua caccia al topo: dove arrivano i primi, i secondi spariscono per ricomparire poco distante.

Quanto durerà ancora l’immobilismo da parte dell’Amministrazione? Cosa accadrà nell’immediato futuro? La questione degli insediamenti abusivi nei prossimi mesi sarà nuovamente oggetto di  discussione: a breve avrà inizio il Giubileo straordinario e Roma proverà a dare un’immagine decorosa di sé, in primavera molto probabilmente ci saranno le elezioni, e chi si candiderà dovrà fare delle proposte concrete. Con la speranza che non cadano nel dimenticatoio il giorno dopo le urne. Michele Liberati

 

 

 

 

 

 

 

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