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Municipio V. Caso documenti sottratti: l’Assessore Perfetti espone in Consiglio

Perfetti

Alcune pratiche edilizie escono dagli uffici senza richiesta. Finalmente parla l’Assessore ai Lavori Pubblici, che ammette: “Non ero a conoscenza della procedura”. Indignazione fra l’opposizione.

Il pericoloso sasso era stato lanciato dallo stesso Sindaco di Roma, Virginia Raggi: “Nei Municipi sono spariti subito dei faldoni, delle carte. Me lo hanno detto i nostri presidenti”, diceva il numero uno del Campidoglio lo scorso 2 ottobre in un’intervista rilasciata a “Il Fatto Quotidiano”. Nessun nome, nessuna indicazione specifica. Ma una pulce nell’orecchio, nemmeno tanto piccola, si è insinuata seduta stante nei consigli dei vari municipi. Tanto più che, già un paio di giorni prima, esattamente il 30 del mese di settembre, in seduta di Consiglio del Municipio V alcuni consiglieri dell’opposizione, Maura Lostia e Annunziatina Castello (entrambe appartenenti al gruppo del Partito Democratico) avevano presentato un’interrogazione alla Presidenza in merito alla presunta sottrazione di alcuni documenti dagli uffici tecnici di Largo di Torre Annunziata, sede del presidio. Questione in merito alla quale non si è registrato nessun intervento chiarificatore, né da parte del Presidente del Municipio né dell’assessore interessato, entrambi assenti in sede di Consiglio.

La vicenda. Il fattaccio sarebbe avvenuto la mattina del 27 settembre scorso, quando l’Assessore ai Lavori Pubblici Paola Perfetti avrebbe prima richiesto, poi portato con sé, una pratica edilizia senza previa richiesta formale di accesso agli atti come, stando a quanto si apprende, alcuni dipendenti le avrebbero ricordato. Da qui sarebbe nata una discussione tra i dipendenti dell’ufficio tecnico e l’assessore stesso, con toni alti e qualche insinuazione di troppo, con voci di una denuncia che si rincorrono per i corridoi e trovano riscontro in alcuni quotidiani, nonché nella stessa sede di Consiglio. Fatto sta che, nonostante la restituzione del fascicolo, la frittata era ormai abbondantemente fatta, poiché mancando un riscontro effettivo di quanto era stato allontanato dagli archivi, non è stato possibile verificarne la completezza.

Uno scivolone pericoloso per la maggioranza a 5 stelle, che dell’onestà e della trasparenza ha sempre fatto i colori della propria bandiera. Le opposizioni, a seguito della prima interrogazione, hanno presentato altre istanze per richiedere chiarimenti in merito alla questione e, nell’eventualità, le dimissioni dell’Assessore. Circostanza non verificatasi nemmeno nei due consigli successivi, datati 3 e 4 ottobre e orientati alla discussione sul futuro del Cinema Aquila, durante i quali si sono registrate le assenze dell’Assessore Perfetti e quella del Presidente Boccuzzi. Condizioni non certo utili a placare gli animi dell’opposizione: “Il Presidente non ha risposto – ha spiegato Maura Lostia, consigliere PD –, nonostante la richiesta dei capigruppo di relazionare sul caso al primo consiglio utile. La maggioranza ha chiesto un po’ di tempo ma se il caso si protrarrà avanti nel tempo chiederemo un’udienza pubblica”.

Ammissione e indignazione. Passati due dei consigli utili, la discussione è stata finalmente affrontata durante la seduta del 13 ottobre, esattamente 10 giorni dopo, alla presenza del Presidente Boccuzzi e dell’Assessore Perfetti. Ore di dibattito intense, come prevedibile, rese ancor più roventi dalle parole dell’Assessore interessato, chiamato a rendere conto non solo della sottrazione del plico avvenuta il 27 settembre scorso, ma anche delle presunte illazioni nei confronti dei dipendenti dell’ufficio tecnico. Sulla questione dei documenti, l’Assessore ha dichiarato all’assemblea, di fatto, di non essere a conoscenza della procedura formale di richiesta agli atti: “Quando ho reperito il plico – ha spiegato l’Assessore Perfetti – ho detto che mi occorreva tutto e l’ho portato nella mia stanza. L’ho riconsegnato all’ufficio il 29 settembre e, nell’atto di riconsegna, sono stata informata della procedura vigente. Mi sono perciò scusata con i dipendenti e mi sono offerta di compilare il modulo di richiesta necessario. Mi è stato però detto che ormai non occorreva più”. L’Assessore ha perciò provveduto alla compilazione di una dichiarazione protocollata, nella quale vengono specificate data di presa e di riconsegna dei documenti.

Immediata la replica dell’opposizione, che ritiene inaccettabile l’ignoranza del regolamento d’ufficio da parte di un assessore in carica e insistendo sulle presunte illazioni nei confronti dei dipendenti dell’ufficio tecnico, ritenute un atto gravissimo.

Ma le richieste di trasparenza hanno riguardato anche il Presidente Boccuzzi il quale, in apertura di discussione, ha confermato l’esistenza di una denuncia a carico dell’Assessore e di un’indagine in corso, sostenendo la necessità di attenderne gli esiti.

L’opposizione presenta poi una mozione a sostegno dei dipendenti degli uffici, poiché “in più occasioni abbiamo saputo di vessazioni nei loro confronti”. Il Presidente rincara la dose, attaccando nuovamente gli impiegati, e la maggioranza boccia la mozione, non esprimendo alcuna solidarietà nei confronti dei dipendenti.

Un Assessore denunciato, che per giunta ammette il fatto e getta pesanti ombre sulla decantata trasparenza a 5 Stelle. Un Presidente del Municipio che punta il dito contro i dipendenti ma non contro il suo reo assessore. Come procederà la macchina amministrativa vista la spaccatura tra politica e uffici?

Damiano Mattana

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