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Municipio senza sport: solo 4 idonee su tutto il territorio

22780300_178899136000348_9137029744149785311_nLe opposizioni chiedono dimissioni e denunciano danno erariale. Avevamo parlato di “calci in culo” che effettivamente ci sono stati, e oggi ci ritroviamo un municipio senza palestre.

“Questione di tempo, ci stiamo lavorando”, diceva il presidente della Commissione Sport, Silvia Foriglio. Già in quell’occasione Nicola Franco, capogruppo Fratelli d’Italia, aveva denunciato il lavoro del Municipio, che avrebbe addirittura inviato alle associazioni i criteri per vincere. E forse aveva ragione, visto che in una riunione successiva era stato fatto dietrofront sul tema. L’Assessore allo Sport Gisonda parlava di un “piccolo ritardo”, ma il bilancio era drammatico: solo 17 palestre risultate disponibili, per un totale di 47 associazioni con oltre 240 operatori per 2500 famiglie.

Oggi la situazione è peggiorata. Il 17 ottobre è stata pubblicata la graduatoria del bando tanto atteso. Per la prima volta in 40 anni così tante bocciature. Su 34 associazioni partecipanti al bando potranno operarne infatti solo 4: Accademia Nazionale di Cultura Sportiva, Centro scuole Judo, ASD Ponte di Nona, ASD Pallacanestro Roma.

Le associazioni avevano manifestato allora pacificamente il loro dissenso, specificando che “a dispetto di quanto è stato lasciato intendere, non sono stati i 4 migliori progetti a vincere sugli altri. Le 4 associazioni hanno centrato il tema del bando e capito l’enorme caos proposto nell’avviso pubblico”. Proprio il caos che avevano profetizzato le opposizioni già a maggio.

Per questi motivi l’opposizione tutta si era schierata, prima dell’estate, a favore di una proroga: mandare avanti per inerzia quest’anno, senza un nuovo bando. “La bozza del bando era stata inviata alle associazioni – spiega Franco, capogruppo FdI – Poi ritirata perché presentava i criteri per vincere e si sarebbe potuto trattare di turbativa d’asta. Il bando vero è stato presentato successivamente, con scadenza a 20 giorni”. Rincara la dose Dario Nanni, capogruppo del Partito Democratico: “Produrrò presso gli organi preposti un’istanza con la relativa documentazione per capire e verificare chi ha sbagliato, sia dal punto di vista politico che amministrativo. Non ultimo è da considerare il danno erariale”. Nicola Franco aggiunge, oltre al danno erariale, il danno sociale: “I bambini non potranno fare sport a prezzi calmierati”.

Un disastro annunciato, previsto e ignorato. Alle 15 del 24 ottobre si è tenuta l’ennesima assemblea pubblica, “Prova di correttezza e civiltà”, secondo il coordinamento delle associazioni sportive “Roma 6Sport”, con la partecipazione di numerosi genitori e cittadini che hanno riempito la sala consiliare. Nonostante il clima teso il dialogo è andato avanti. I timori presentati a maggio scorso si stanno sempre più velocemente palesando, a tutto danno della cittadinanza. Il coordinamento delle associazioni lancia un’ultima richiesta: “Tutte le ASD chiedono una soluzione immediata come paventato dalle stesse istituzioni in 48 ore”.

L’ultimatum del coordinamento deve aver sortito un qualche effetto, visto che l’indomani, il 25 ottobre, il Municipio VI approva una “manifestazione di interesse per l’individuazione di organismi da invitare alla successiva procedura negoziata per affidare la gestione delle fasce orarie dei centri sportivi municipali presso le palestre scolastiche del Municipio Roma VI delle torri AA.SS. 2017/2018 per le quali non si è potuto procedere all’affidamento a seguito dell’avviso pubblico approvato del 30 giugno 2017”. Una retromarcia improvvisa e fulminea, come la sua durata: 15 giorni. Scade infatti il 9 novembre alle ore 12 la possibilità delle associazioni e delle federazioni di presentare il progetto per il bando.

Flavio Quintilli

Sul piede di guerra le opposizione

La pubblicazione dell’avviso pubblico ha acceso le ire delle opposizioni che annunciano battaglia.

“Una situazione grottesca”, commenta Fabrizio Compagnone, consigliere del Pd, che punta il dito contro l’operato della maggioranza che utilizza “espedienti” per recuperare qualcosa che è esplosa tra le mani di chi oggi guida il governo municipale. “Siamo allo sbando totale – continua l’esponente dem – Centinaia bambini e tutto l’indotto lavorativo senza sport. Nei prossimi giorni ci confronteremo con dei tecnici del settore per vedere se a livello amministrativo e normativo è tutto regolare”.

Sulla stessa linea il capogruppo della Lista Marchini, Valter Mastrangeli: “Prima si chiedevano in maniera assurda dei requisiti che magari le associazioni non potevano garantire, poi si indice un nuovo avviso. O è la commissione che è stata bocciata dalla sua stessa maggioranza o le associazioni. Forse chi non è stata in grado di gestire questa situazione è la Presidente della Commissione Scuola”.

Più dettagliato nella sua analisi il capogruppo di Fratelli d’Italia Nicola Franco:  “Settimana scorsa avevano portato in commissione questo avviso di manifestazione di interesse. Gli abbiamo fatto presente che questo atto aveva delle lacune: quando fai un bando e non partecipa nessuno, l’Amministrazione passa alla manifestazione di interesse. In questo caso, il bando è stato fatto, tu, Amministrazione hai giudicato inidonei i partecipanti quindi al massimo puoi fare un nuovo bando”. E’ proprio la procedura a fare acqua da tutte le parti soprattutto perché l’avviso pubblicato non è passato né per la commissione né per il consiglio. “Si sono inventati gli open week – continua Franco – lasciano queste palestre aperte per 15 giorni con l’escamotage di dire che si tratta di promozione sportiva. Come si fa a dare titolo a gente che hai giudicato non idonea? Stanno gestendo il patrimonio pubblico come fosse roba loro. Abbiamo chiesto un consiglio straordinario dove chiederemo le dimissioni del presidente della commissione sport e dell’assessore competente”.  Marco Severa

 

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