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Municipi in carica, un’operazione da 3 milioni di Euro

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Oltre 3 milioni di Euro per le casse del Campidoglio, o meglio per i contribuenti romani.

È quanto costeranno i Presidenti, gli assessori e i consiglieri dei Municipi, che, su decisione del Prefetto Franco Gabrielli, resteranno in “carica fino alle nuove elezioni”, ai sensi “dell’articolo 27, comma IV, dello Statuto di Roma Capitale”. Ma nello stesso comma, c’è scritto pure che i “Consigli dei Municipi sono eletti contemporaneamente all’Assemblea Capitolina, anche nel caso di scioglimento anticipato delle medesima; restano in carica per la durata del mandato dell’Assemblea Capitolina”. E allora?

Stando alle intenzioni del commissario romano del Pd, Matteo Orfini, le nuove elezioni si svolgeranno a metà giugno, tra circa sette mesi, scorporando i 30 giorni, previsti dalla legge, per l’espletamento della campagna elettorale. E facendo un rapido calcolo, sulla base degli emolumenti previsti ai municipali, il mancato commissariamento delle 14 Amministrazioni locali, costerà la bellezza di circa 3milioni e 134mila euro. Una cifra esorbitante, che i cittadini romani pagheranno di tasca propria. Nello specifico: 373.086 euro saranno destinati ai Presidenti (3.807 euro lordi al mese), 279.854,68 ai Vicepresidente (2.855,66 euro lordi al mese), 242.540,2 agli Assessori (2474,90 euro lordi al mese) e ben 2.238.845,28 ai Consiglieri, qualora facessero l’En plein dei gettoni di presenza (massimo 951,89 euro lordi al mese).

Denaro pubblico speso inutilmente. I Consigli dei Municipi sono un’emanazione del Campidoglio e come tali, vivono, in funzione del Sindaco e dell’Assemblea Capitolina; tant’è che possono essere sciolti dalla maggioranza assoluta di quest’ultima (Articolo 27, comma 28 dello Statuto di Roma Capitale). Il Commissario Prefettizio è, invece, una figura istituzionale e neutra, al di sopra delle logiche partitiche, che può compiere qualunque atto, però, non dovendo rispondere ai agli elettori, difficilmente assume decisioni strategiche. L’anomalia è macroscopica, se si mettono a confronto questi due ruoli, anche perché il Commissario subentra laddove la politica fallisce. In pratica, è una contraddizione in termini. Come si relazionerà il Commissario Tronca? E sulla base di quale principi, i Consigli locali prenderanno le decisioni?

La situazione romana è alquanto anomala, tra l’altro non si era mai vista una cosa del genere in passato, neanche quanto le Amministrazioni duravano una manciata di mesi. Vien da pensare che quella del Prefetto Gabrielli sia stata un’imposizione per salvare la faccia del Pd: coi Consigli in carica, infatti, sarà facile issare la bandiera del partito di Renzi sulle opere che, sia piccole che grandi, interesseranno da vicino i territori, e veicolare, di conseguenza, l’opinione pubblica. In giro per Roma ci saranno complessivamente 210 consiglieri municipali del centrosinistra, con pieni poteri, allineati dalla voglia di rivincita, contro i 140 esponenti delle opposizioni, che risulta essere frastagliata, latente e poco incisiva. È una lunga campagna elettorale, solo che il conto, 3 milioni di euro, lo pagheranno, come sempre, i contribuenti romani.

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