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Metro C. In mostra le 6 nuove stazioni

gardenieEntro la metà di luglio è prevista l’inaugurazione delle nuove stazioni della terza linea romana, presentate in anteprima al pubblico il 30 aprile per l’Open Day. Tra scandali, costi triplicati e una stazione d’arrivo ancora incerta, la Metro C si appresta ad arrivare alla stazione Lodi, ad un passo da San Giovanni.

Presto la periferia potrà unirsi al centro. Gli obiettivi e le speranze dell’Amministrazione comunale e dei cittadini procedono all’unisono, almeno in questo caso. L’Open day ai cantieri della nuova tratta della Metro C del 30 aprile ha aperto le porte delle 6 nuove stazioni (Mirti, Gardenie, Teano, Malatesta, Pigneto, Lodi) e ha consentito ad una moltitudine di residenti e curiosi di scoprirne i “segreti” e visitarle in anticipo per scattare qualche foto in anteprima. Le aspettative sono tante. Secondo il Sindaco Marino la tratta Centocelle – Lodi aprirà entro la metà di luglio. I lavori di messa in sicurezza e i collaudi sono a buon punto e, se non sopraggiungeranno altre problematiche, l’opera sarà consegnata ai cittadini entro l’estate 2015. Nonostante venga celebrata come una conquista da parte di questa Amministrazione – che si affretta a commentare come “Roma stia cambiando”- non c’è proprio nulla da brindare sopra la vergogna della Metro C che costerà 2,970 miliardi di euro. Tre volte in più il costo iniziale a causa delle 45 varianti “necessarie”.

stazione mirti 2Le 6 stazioni

La seconda tratta della linea è lunga 5,4 km e prevede sei stazioni che entrano nel cuore dei quartieri di Tor Pignattara, Centocelle e Pigneto e non sono più coincidenti con le fermate del trenino dei Laziali (che procede lungo via Casilina). Roma Metropolitane ha anche realizzato alcune opere di compensazione in corrispondenza delle metro. Per le stazioni Mirti, Gardenie e Pigneto, in corrispondenza delle omonime piazze, sono state create delle aree verdi pubbliche dotate di panchine in travertino, completamente riqualificate anche con un sistema di percorsi pedonali. Accessibile da viale Partenope e da via Teano, la stazione Teano è stata attrezzata da un ampio atrio destinato ad ospitare attività commerciali, culturali ed eventi. Molto centrale sarà anche la stazione Malatesta – la nuova piazza pedonale vanta uno scavo a cielo aperto- dove saranno collocati i capolinea e le fermate degli autobus e dove si ipotizza saranno allestite attività commerciali e culturali. La stazione Lodi, invece, si sviluppa sotto via La Spezia (tratto tra via Orvieto e via Foligno) e garantisce un accesso provvisorio di circa 500 metri alla stazione San Giovanni della Metro A, in attesa dello scambio, che, secondo alcuni tecnici, si concretizzerà entro il 2016. All’entrata delle stazioni aperte per l’Open Day erano posti dei pannelli in cui venivano spiegati a grandi linee gli scavi, i lavori e i prossimi obiettivi, omettendo gli scandali e le controversie legate ai tempi di realizzazione e ai costi spropositati. Con un ritardo spaventoso di circa 3 anni, il 9 novembre 2014 è stato inaugurato il primo tratto della linea C (Monte Compatri/Pantano – Centocelle) senza grandi feste e con sobrietà. Subito dopo l’apertura sono sopraggiunte le critiche. I treni della moderna Metro viaggiano ancora oggi spesso vuoti o semivuoti, sia a causa dei lunghi tempi di attesa (12 minuti che si ridurranno a 6 con l’allungamento fino a Lodi) sia per gli orari di chiusura in un primo tempo ridicoli, ed oggi divenuti più flessibili (la linea è attiva fino alle 23.30) che per la presenza di mezzi su gomma che effettuano lo stesso percorso e sono “gratuiti” per chi non vidima il biglietto. Per quel che riguarda l’accessibilità dei disabili per il nuovo tratto il questione sono stati corretti dei dislivelli e delle problematiche, rimaste però nel primo.

stazione mirti 5Le critiche

La linea non è stata ancora aperta e già piovono critiche da parte della cittadinanza e degli organi del Municipio V, che hanno bocciato le nuove stazioni della Metro C. Sotto accusa sono il servizio di pulizia – al momento non si conosce il nome della ditta che ne assumerà la cura – le opere a scomputo che non rispondono alle reali richieste degli abitanti, ma soprattutto le promesse non mantenute da Roma Metropolitane, come la fontana non realizzata a piazza dei Mirti. “Ancora una volta siamo costretti a sottolineare il disappunto del Municipio V – scrive in una nota il Presidente Gianmarco Palmieri- per l’occasione persa di creare, attraverso le risistemazioni superficiali delle fermate della Metro C, dei luoghi pienamente rispondenti alle esigenze dei cittadini”. Le soluzioni estetiche adoperate – alle richieste di utilizzo del vetro è stato risposto con il travertino – scontentano un po’ tutti, residenti e commercianti. Se il capolinea a Centocelle non convinceva nessuno, l’allungamento a Lodi potrà significare, però, una reale svolta e la terapia iniziale della “cura del ferro” del Sindaco Marino. L’aumento sostanziale dell’utenza che i vertici del Campidoglio e di Roma Metropolitane prospettano nei prossimi mesi non dovrà far venire meno i progetti di investimento e allungamento della tratta e dei relativi tempi di realizzazione. C’è ancora molto da fare: la Metro C potrà divenire importante solo se verranno garantite e realizzate almeno le stazioni di Fori Imperiali, Largo Argentina e Ottaviano. La candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024 potrebbe rappresentare poi lo stimolo giusto alla sua completa realizzazione, almeno fino a Farnesina. Per ora è tutto su carta e di certo c’è solo l’arrivo a Piazza Lodi. Melissa Randò

 

 

 

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