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Metro C aperta entro Natale

Dicembre la data ultima per l’inizio dell’attività. Nel frattempo devono essere ultimate le opere di compensazione: 30 giorni la data ultima per prendere in consegna quelle già aperte.

Mercoledì 15 gennaio è stata convocata la Commissione LP.P e Mobilità per affrontare, per la prima volta, la questione della Metro C. Presenti il Presidente Angelucci, l’Assessore alla Mobilità Alveti e i consiglieri Mattei, Tranchina, Criscuolo e Compagnone.

Quando apre Metro C

Danesi, responsabile per i cantieri del tratto Giardinetti-Pantano, e l’ingegner Termini di Roma Metropolitane, sembrano avere pochi dubbi riguardo l’inizio dell’attività: secondo quanto conferma anche Atac, che si sta occupando del pre- esercizio della tratta fino a Lodi, entro dicembre la linea sarà attiva. Difatti, essendo stati rispettati i tempi di consegna previsti per il 12 dicembre, si presumono circa 8 mesi di pre-esercizio per la prima tratta fino a Centocelle. Entro agosto, secondo le stime, sarà terminato anche il tratto di linea fino a Lodi e poi, quindi, sarà possibile effettuare il pre-esercizio . Le 70 persone impegnate in questo momento nel collaudo, sono già state formate, in attesa delle altre incorso di aggiornamento.

Aumento prezzi e tempi di realizzazione

Secondo l’ Ingener Termini, l’aumento dei prezzi non sarebbe così esponenziale, come più volte sostenuto dalla stampa: sarebbe invece  inferiore e legato alle varianti eseguite in corso d’opera, con l’adeguamento alle norme di sicurezza. La responsabilità dell’allungamento dei tempi sembrerebbe a carico della Sovraintendenza, che ha spesso bloccato i lavori per periodi lunghi: due mesi a Giardinetti e ben 8 a San Giovanni e a Pantano dove è stata rinvenuta una coltura risalente al paleolitico. Per il resto si tratta dei tempi aggiuntivi per l’attuazione delle famose varianti. Non ha parlato però della sospensione derivata dal blocco dei fondi del Cipe di qualche mese fa, risolto al momento solo in parte.

Opere di compensazione

Alcune sono ancora cantierizzate: si tratta in primo luogo di parcheggi, in grado di contenere secondo i dati in media 200 veicoli ciascuno; fanno eccezione quello di Torre Maura e Bolognetta con circa 25 posti. Senza parcheggio invece Grotte Celoni, se si esclude quello già esistente, Borghesiana, Finocchio e Graniti. Per quest’ultima stazione si sta valutando, riferisce Alveti, la possibilità di aprire un ingresso anche nel versante posteriore, per non escludere l’altra zona del quartiere.

Queste opere, una volta ultimate, dovranno essere prese in consegna secondo le direttive del Comune, cosa che non è accaduta per i sottopassi di Torre Angela, Torre Gaia e Biancavilla e per l’attraversamento di Grotte Celoni,  ancora gestite da Metro C e aperte da tempo al pubblico: ”Entro 30 giorni a partire da oggi dovranno essere prese in carico – provoca Danesi – altrimenti saranno chiuse definitivamente. Siamo pronti al dialogo con i vari livelli per decidere il da farsi”. Così, se il Comune non deciderà se tenere le opere  o affidarle a Municipio, con i relativi fondi per gestirle, verranno chiuse. E faranno la fine degli altri sottopassi, come quello di Fontana Candida, contenitori di immondizia. Solo un inutile spreco di risorse.

Jessica Santini

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