«

»

Stampa Articolo

Mense scolastiche più “europee”: scattano le proteste dei genitori

MENSE 2Il progetto del Comune di Roma è partito solo a dicembre ma è già assediato dalle critiche e dalle proteste dei genitori, che lo considerano “junk food”, cibo spazzatura.

Fish and chips, wurstel e paella: le specialità della cucina d’Oltralpe sono arrivate sulle tavole delle mense scolastiche degli alunni romani. “Viva l’Europa”, l’iniziativa del Campidoglio, ispirata dal semestre di Presidenza italiana dell’Unione Europea e portata avanti dall’ormai ex Assessore Alessandra Cattoi, desta non poche critiche tra i genitori delle scuole romane. Il progetto sta interessando istituti comunali e statali, materne ed elementari, ed è attivo già da dicembre fino al mese di giugno. Per l’Assessore Cattoi “i piatti proposti sono stati elaborati da dietisti e rappresentano un modo per avvicinare i bambini all’Ue” e risponde alle critiche di chi ha definito i menù “cibi spazzatura” con una lettera ai genitori. Ma l’iniziale proposta ha avuto i minuti contati. Una delle tante critiche al progetto, bocciato in partenza, era la quantità nei piatti, poco abbondanti. Qualche tempo dopo la sua introduzione, infatti, sono scattate le tempestive proteste dei genitori – immobili se si tratta di protestare contro i tagli del personale e molto attivi se il Comune introduce un menù europeo – che hanno manifestato davanti al Campidoglio. Da qui, il passo indietro del nuovo Assessore alla Scuola, Paolo Masini, che ha acconsentito al compromesso: i cibi rimarranno gli stessi, con l’aggiunta, però, di un primo piatto “made in Italy” e con iniziative volte a dare delle informazioni a genitori ed insegnanti. “Nessun genitore è contento dell’iniziativa e preferiremmo una sana dieta mediterranea -spiega Valentina Zuccarelli, mamma di un alunno della scuola “Aurelio Pozzi” e nella commissione mensa –  Dopo l’introduzione del piatto unico la situazione si è stabilizzata, almeno in parte. Anche se portiamo i nostri figli a mangiare patatine fritte questa rimane una nostra scelta, non deve essere imposta nelle mense”.

Il Comune spinge molto sull’obiettivo di formare un senso nuovo di appartenenza dell’Italia all’UE. Inoltre, la mescolanza delle etnie all’interno degli istituti scolastici romani potrebbe rappresentare un incentivo a coinvolgere i giovani alunni nell’approccio alle culture di altri popoli, innanzitutto col cibo. Si prevede l’introduzione di quindici menù con piatti delle diverse tradizioni culinarie dei paesi europei, due volte al mese, per includere i bambini nel processo di integrazione, che passa anche dal cibo. La Cattoi ha ribadito come “questo progetto fosse un piccolo tassello nel percorso educativo per spiegare origini e tradizioni di alcuni piatti che i bimbi già mangiano e un pretesto per parlare di Europa”. “Nelle scuole di Roma esiste già una multiculturalità -racconta Astrid Mangiavillano, una delle “Mamme Laboriose” e rappresentante dei genitori di una scuola materna di Villaggio Prenestino –  Nelle classi sono presenti diverse nazionalità (romeni, ucraini, polacchi, arabi) che spesso non sono abituati alla cucina nostrana. In un mondo dove non esistono più frontiere, è giusto far conoscere ai nostri figli anche l’aspetto culinario delle diverse comunità. Tutto, però, dovrà essere gestito col buonsenso e variegato con corrette proposte delle mense”. Tanti sono i genitori che continuano a protestare contro le scelte del Comune, forse dettate da mancanza di fondi, e preferiscono di gran lunga i “sani piatti nostrani”. Un rapido giro nelle mense scolastiche della Capitale potrebbero far crollare le istanze delle madri e dei padri sul piede di guerra. Anche i piatti più tradizionali (pasta, secondo di pesce o carne e contorno) sono di solito miseri e di scarso sapore. Le merende date dai bambini vanno da un biscotto, un piccolo plumcake, una banana verde. Nonostante la situazione si sia assestata, i genitori hanno creato delle commissioni per la visita delle mense e denunciano l’iniziativa che avrebbe evitato faccende di maggior interesse e più bollenti per il Comune, come il disagio e la mancanza d’arredi, la pulizia. Questo boom di proteste, risulta, almeno da una certa prospettiva, alquanto “arretrato”. I bambini delle scuole romane frequentano, anche più volte alla settimana, fast food e catene alimentari – che propongono cibi di dubbia provenienza e non sono certo derivati da agricoltura biologica- e sono accompagnati proprio dai loro papà e dalle loro mamme.  Proprio quelli che ora difendono i loro figli dal cibo spazzatura del Campidoglio.  Melissa Randò

 

Permalink link a questo articolo: http://www.fieradellest.it/mense-scolastiche-piu-europee-scattano-le-proteste-dei-genitori/

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.