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Mastrantonio, utopia e concretezza

Roberto Mastrantonio candidato primarie CentrosinistraPresidente del VII Municipio, Mastrantonio parteciperà alle primarie di centrosinistra per la Presidenza dell’ VIII.

“Non è il libro dei sogni, semmai quello delle opportunità. Che il territorio ha avuto e che altri non hanno saputo utilizzare. Ora tutti insieme, partecipando attivamente ad una rete solidale, possiamo farlo”. Sono le parole di Roberto Mastrantonio, attuale Presidente del VII Municipio, che correrà nelle primarie del 7 aprile per la Presidenza dell’ VIII. Esponente di Sel, Mastrantonio per il Municipio delle Torri ha un sogno: unire l’utopia alla concretezza.

Quale è la sua ricetta per riqualificare questo Municipio?

C’è bisogno di una riorganizzazione dei servizi sociali che metta al centro la persona nel senso di recuperare la dignità. Questo è possibile attraverso dei progetti volti al reinserimento sociale. E’ necessario utilizzare al meglio le risorse disponibili, lavorando sui progetti e sulle liste d’attesa. Ci sono secondo me i presupposti costruendo una squadra forte e motivata che sappia dare impulsi a tutte le realtà che operano nel sociale.

Quali sono le priorità?

Prima di tutto la scuola. L’ VIII Municipio è quello che ha il più alto tasso di abbandono scolastico dopo la scuola elementare. Bisogna elaborare dei progetti che aiutino le famiglie al proseguimento scolastico non solo in termini economi ma anche culturali. Bisogna fare un grosso investimento sul tema della riqualificazione scolastica. Le scuole sono state completamente abbandonate. Insieme alle parrocchie, alle associazioni non profit, al terzo settore e alle associazioni culturali devono diventare un presidio democratico sul territorio. C’è una narrazione che viene dalle scuole che è l’esatto contrario di quello che dovrebbe essere la scuola pubblica che denota non solo un’incapacità, ma anche una mancanza di volontà di sistemare le cose più semplici ma fondamentali per i cittadini.

In VII ha lavorato molto sul tema del decoro urbano. Ha intenzione di farlo anche qui?

Qui c’è una battaglia da vincere contro il degrado e contro l’illegalità. Questo è possibile attraverso il coinvolgimento delle realtà del territorio e attraverso la formazione di cooperative sociali che rappresentino una sorta di task force contro il degrado, ma anche una sorta di mediatore tra il municipio e la cittadinanza per sviluppare progetti di coinvolgimento. Porto un bagaglio di ottime esperienze dal Municipio VII, credo che siamo tutte esperienze replicabili in VIII.

Cosa pensa della guerra fraticida all’interno del Pd?

Io sto impostando la mia campagna in modo molto civile, non parlo mai degli avversari. Non credo sia una buona cosa se il principale partito della coalizione è dilaniato da lotte interne fraticide con toni esasperati.

C’è qualcuno che di lei parla molto…

Si, in modo totalmente disinformato. Se in questo modo pensa di vincere le primarie io gli faccio tanti auguri. Io sto dialogando con il territorio. Non riesco a capire che tipo di informazioni abbia lui. Io non sono mai stato nel Pd. Ho lasciato i DS volontariamente, non sono mai stato cacciato.

Perché dal VII hai deciso di tornare in VIII?

In VII  ho fatto un’esperienza politica straordinaria, ma sono dell’ VIII Municipio e mi sento di questo territorio. Per questo non riesco ad accettare che sia stato portato a questo livello di degrado e che sia paragonato alle peggiori realtà italiane. L’ VIII ha molte risorse. C’è bisogno di fare un grande lavoro di comunicazione in questo senso.

L’opposizione secondo lei ha rivestito bene il suo ruolo?

Credo che l’opposizione non abbia fatto opposizione, se non in rari casi, semplicemente perché sconta una guerra interna. Faccio davvero un invito al Pd ad abbassare i toni sia al loro interno che nei riguardi del sottoscritto. Stiamo conducendo una battaglia contro una delle peggiori esperienze del centrodestra in questa città. In questo momento credo che i cittadini vogliano sapere come risolvere i loro problemi. Nient’altro.

Perché votare Mastrantonio?

Perché credo ci sia bisogno di sognare, se non si ha il coraggio di osare non si esercita fino in fondo la possibilità di fare politica. Dall’altro lato porto la concretezza di tante soluzione, l’attenzione alle piccole e grandi soluzioni. Tutto questo creando una rete tra i cittadini e la partecipazioni di tutti. Utopia e concretezza insieme. Credo che questo territorio abbia bisogno di questo.

Federica Graziani

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