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Marino ritira le dimissioni, Roma ostaggio del Pd

Elezioni Roma - Conferenza stampa di Ignazio MarinoIl tira e molla tra il Sindaco e il Pd ha tenuto per settimane Roma in un limbo. Un dramma politico frutto di guerre intestine di cui la città e i romani non ne sentivano proprio il bisogno. Marino rischia il tutto per tutto e ritira le dimissioni.

Da qualunque parte la si guardi, la vicenda Marino vs Pd, che ha tenuto inchiodati alle sedie tanti romani, è il frutto di una classe dirigente poco lungimirante. Alla fine il Sindaco ci ripensa e ritira le sue dimissioni. Forse non ha mi pensato di rendere effettive davvero. “Ho venti giorni per ritirarle” disse il giorno in cui le consegnò. E ancora davanti ai suoi sostenitori in Piazza del Campidoglio che gli chiedevano di ripensarci disse: “Non vi deluderò”.

Un fendente che colpisce direttamente al cuore del Pd che ora si trova con l’ennesima gatta da pelare. Orfini, il commissario del Pd Roma, ha già chiamato a raccolta i suoi: l’ipotesi sembra quella delle dimissioni di massa dei consiglieri dem, ma non basterebbero a far cadere l’Assemblea Capitolina. Il Pd dovrà trovare alleati nelle altre forze politiche.

Contattato il Capogruppo Sel, Paolo Cento, commenta: “Sel non presenterà dimissioni insieme alla destra né presenteremo atti di sfiducia. Marino deve venire in aula perché è il luogo deputato alla discussione politica”. Ed è proprio quanto il Sindaco dice di voler fare: “Sono pronto a confrontarmi con la maggioranza. Illustrerò quanto fatto, le cose positive, la visione per il futuro ma quello è il luogo della democrazia. Questa sera parlerò con la presidente Baglio e illustrerò, oltre a consegnarle la lettera, la mia intenzione di avere una disc
ussione aperta, franca e trasparente nell’ Aula Giulio Cesare”.

Altra opzione per il Pd sarebbe quella di presentare una mozione di sfiducia ma anche in quel caso le 19 firme dei dem non basterebbero e si dovrebbe presentare un atto congiunto con le altre forze politiche. In tanti dal Pd storcono il naso, pochi vogliono firmare con il centrodestra o con il Movimento 5 Stelle. L’ipotesi più accreditata sembra quella della bocciatura del bilancio che comporterebbe il commissariamento del Comune. Qualora oggi Marino riuscisse a trovare un sostegno in Aula, l’esperienza di questa Amministrazione finirà comunque a gennaio nella discussione sul bilancio.

L’operazione Renzi – Orfini per ora ha fallito. Il Sindaco ha rotto le uova nel paniere di chi si stava già leccando i baffi in vista del Giubileo. Cosa accadrà? Chi diventerà tra il Movimento 5 Stelle, il Centrodestra e Marchini la stampella del Pd?

La strategia del Premier Renzi che, furbescamente, su Roma non ci ha ancora messo la faccia in modo palese, ma che dietro le quinte ha tessuto la trama di questa imbarazzante vicenda, rischia di diventare un boomerang.

I romani e Roma saranno per altro tempo ostaggio dei giochi di potere delle correnti ciniche del Pd che, in questa carneficina mediatica e politica, rischiano di azzannarsi a vicenda e di concludere l’esperienza in un bagno di sangue nell’Aula Giulio Cesare. Federica Graziani 

Permalink link a questo articolo: http://www.fieradellest.it/marino-ritira-le-dimissioni-roma-ostaggio-del-pd/

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