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Mafia Capitale, 116 archiviazioni ma molti altri a giudizio

mafiacapitaleRichiesta d’archiviazione per Alemanno e Zingaretti. La Procura assicura: “Nessun passo indietro, l’inchiesta va avanti”.

Sono 116 le richieste di archiviazione da parte della Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta su Mafia Capitale, ma anche nuovi rinvii a giudizio per altri 70 indagati. La Procura fa sapere che le numerose assoluzioni si riferiscono a capi d’accusa privi dei riscontri oggettivi che avrebbero consentito un rinvio a processo e che, in diversi casi, è caduta solo una delle contestazioni di reato, mentre le altre rimangono in piedi: è il caso ad esempio dell’ex sindaco Alemanno, che esulta per l’esclusione del 416 bis dal suo fascicolo, nel quale resta però corruzione e finanziamento illecito. L’indagine sul governatore Zingaretti, invece, al quale non era stata data nessuna comunicazione in merito (almeno ufficialmente), è stata archiviata. Tutto era nato da alcune dichiarazioni del fondatore della coop 29 giugno Salvatore Buzzi, sulle quali però gli inquirenti non hanno trovato nessun riscontro concreto. Per i camerati Antonio Lucarelli e Riccardo Mancini, ex ad di Ente Eur, è caduta l’accusa di mafia, così come per Enrico Diotallevi, altro nome (oltre a quello di Carminati) che riporta alla Banda della Magliana.

Idem per gli avvocati Domenico Leto, Michelangelo Curti e Paolo Dell’Anno. Archiviata l’accusa di finanziamento illecito per il parlamentare ex berlusconiano Vincenzo Piso; per l’ex presidente del Consiglio regionale Daniele Leodori, invece, è caduta l’accusa di turbativa d’asta. In molti, per malizia e convenienza politica, hanno voluto vedere in queste archiviazioni un segnale di debolezza dell’inchiesta, ma la Procura di Roma ribadisce la validità e la forza di un impianto accusatorio che ha portato già a diverse condanne e a celebrare più di 120 udienze. Business degli immigrati, centri d’accoglienza, campi rom, portinerie e servizi giardini. Finanziamenti pubblici a valanga, mazzette per molti e appalti di ogni tipo, nell’ordinaria gestione come nelle “emergenze”.

Su tutto l’ombra dell’ex Nar Massimo Carminati, considerato capo dell’organizzazione insieme a Buzzi, entrambi arrestati il 2 dicembre 2014 insieme ad altre 37 persone nell’operazione denominata Mondo di mezzo. Il processo comunque, ribadisce la Procura, va avanti. Per quanto riguarda invece l’assoluzione dell’ex sindaco Marino nella nota vicenda degli scontrini, la Procura sta aspettando di leggere le motivazioni della sentenza per poter valutare se ricorrere in appello.

Sebastiano Palamara

 

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