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Lunghezzina, si coltiva sui rifiuti speciali

Lunghezzina5Il terreno che sorge su via Capestrano è un’area destinata all’agricoltura ed alla pastorizia. Tra eternit e rifiuti ospedalieri, il campo risulta altamente tossico e quindi non idoneo a tali attività. Ecco la denuncia di un residente e dell’Associazione Nuova Urbe.

“Verso fine dicembre passeggiavo per il campo con il mio cane –  racconta Antonello Dionisi, residente del quartiere – ad un certo punto sono stato colpito da una macchia bianca che rifletteva sul campo coltivato così, per curiosità, mi sono avvicinato”. La scoperta è stata agghiacciante: un’enorme distesa di rifiuti ospedalieri ricopriva l’intera area: vetrini, boccette, fiale, siringhe e molto altro. Rifiuti chimici, speciali, i quali dovrebbero essere smaltiti nelle apposite discariche, vengono invece gettati su terreni destinati all’agricoltura. Il sig. Dionisi, il quale per mestiere si occupa di sicurezza sul lavoro, ci spiega: “Questo tipo di rifiuti sono più pericolosi in primis perché sono resistenti agli agenti atmosferici, secondo perché arrivano direttamente nelle falde acquifere inquinando, quindi, non solo quel pezzo di terreno”. In base alla datazione delle confezioni ritrovate, l’ultimo sversamento illegale di rifiuti risalirebbe al 2004: si tratta, dunque, di 10 anni di inquinamento territoriale. Tra gli alti, si scorgono anche varie confezioni di Tretan, una crema per le mani prodotta dalla L’Oréal-Saipo, ritirata dal commercio proprio nel 2004, a seguito delle lamentele di molte associazioni consumatori, le quali ritenevano che la confezione contenesse un’alta percentuale di diossina. E proprio in questo terreno ricoperto dai rifiuti, vengono coltivati carciofi ed insalata, pronti per finire sulla tavola dei residenti. Come se non bastasse, sul terreno limitrofo, inquinato allo stesso modo, pascola quotidianamente un gregge di pecore.

Ma non è tutto qui! A circa 300 metri di distanza dalle abitazioni, infatti, sorge una tettoia in eternit. Dionisi continua a raccontarci: “L’anno scorso ho fatto dei prelievi per mia curiosità personale. Sia sul terreno sui cui sorge il fienile, sia sui balconi delle abitazioni, i residui delle fibre di amianto superano di ben tre volte i massimi di legge”. Una situazione che i residenti hanno preso subito sul serio, come dimostrano le due denunce inviate ai Vigili Urbani ed alle Istituzioni competenti in cui viene richiesta un’immediata bonifica. L’Associazione Nuova Urbe, infatti, ha portato all’attenzione delle autorità il problema dell’amianto già un paio di anni fa.

Antonio Cataldi, Presidente dell’associazione, tiene a mettere in chiaro che il problema degli sversamenti abusivi non riguarda solo il campo coltivato. Nel parco che affaccia su via Ortona De’Marsi, infatti, sono ben visibili numerose “colline di rifiuti”: se si scava, si trovano residui di scarti edili come tegole, calcinacci e molto altro. Le giornate ecologiche organizzate dall’associazione insieme ai cittadini, purtroppo, non bastano a risolvere il problema: urge un’immediata bonifica dell’area ed una presa in carico da parte del Comune. Proprio in quel parco, infatti, giocano i bambini del quartiere. Anche un giornalista della Rai, a seguito di un articolo online scritto proprio da Antonello Dionisi, ha deciso di incontrare i due residenti e di portare all’attenzione nazionale la triste scoperta. La puntata è andata in onda domenica sera su “Blob”, programma satirico di Rai3, durante uno speciale sui rifiuti romani.

“Ci adopereremo per un esposto, come cittadini non possiamo non rilevare questa situazione alle Istituzioni competenti – ci spiegano – una politica seria deve saper anticipare i tempi, non possiamo fabbricare cancri e tumori”. E visto che alla politica piace tanto parlare di economia, Antonio Cataldi conclude “se non si fa nulla il Servizio Sanitario Nazionale sarà aggravato da casi di tumori e cancri, come in tutte quelle zone dove lo sversamento di rifiuti tossici ha fatto ammalare interi quartieri”.

Lucrezia La Gatta

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