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Lunghezzina: Si attendono risposte dal Comune sui terreni di via Ortona de’Marsi

TerrenoLunghezzina2In estate l’Associazione Nuova Urbe aveva presentato al Sindaco una raccolta firme per la bonifica dell’area verde in cui, 3 anni fa, furono rinvenuti segmenti d’amianto. Marino aveva poi informato la Regione, ma ad oggi i cittadini non hanno ancora ricevuto risposte.

Lo dico al Sindaco e ottengo nove mesi di silenzio. Con questa formula si potrebbe riassumere la vicenda dei terreni di via Ortona de’ Marsi, a Lunghezzina. Parliamo dell’area verde del Piano di Zona “ C19 Lunghezzina 1”, da anni ormai in attesa di bonifica. Nel 2012, grazie ad un intervento parziale ad opera di Ama, vennero rinvenuti al loro interno segmenti di amianto in fase di putrefazione, così iniziò la crociata dell’Associazione Nuova Urbe Lunghezzina per ottenere analisi accurate ed interventi di bonifica. Il 3 giugno scorso una delegazione di associati decise di sfruttare  un appuntamento del ciclo di incontri “Lo dico al Sindaco” per esporre la questione in Campidoglio: vennero ricevuti dal Dott. Roberto Tricarico, portavoce di Marino per l’occasione, cui consegnarono una raccolta firme con oltre 2000 adesioni per chiedere la bonifica dei terreni. Qualche giorno dopo Marino inviava al Presidente della Regione Lazio una lettera cui faceva presente la situazione e le relative richieste dei cittadini di Castelverde e Lunghezzina. Mossa che risulta ancora poco chiara, dal momento che l’area in questione è di proprietà e competenza comunale: forse una richiesta di fondi, forse un escamotage per prendere tempo. Fatto sta che dalla scorsa estate sviluppi non ce ne sono stati, e dal Campidoglio ancora non s’è fatto sentire nessuno. “Siamo ancora in attesa di risposte – commenta Antonio Cataldi, Presidente dell’Associazione Nuova Urbe – ad oggi l’unico risultato ottenuto è stato l’ intervento di alcuni tecnici specializzati che hanno fatto una diagnosi parziale e una prima stima dei costi di bonifica”. L’intervento in questione, risalente sempre alla scorsa estate, era stato disposto dal Presidente della Commissione Ambiente Pasquale Gidaro: le valutazioni preliminari stimavano fra i 300.000 e gli 800.000 euro i costi di bonifica. “Questi terreni sono stati per anni una vera e propria discarica abusiva, con camion che vi scaricavano terra da lavorazione, calcinacci, bidoni di oli saturi e tanta altra robaccia – commenta ancora Cataldi – ma si tratta di un’area dall’altissimo valore archeologico: in passato vi sono stati rinvenuti una testa marmorea di Ottaviano Augusto risalente al 1 secolo d.C., oggi al Museo Nazionale Romano, e altri reperti molto importanti. Anche per questo motivo chiediamo che ne venga cambiata la destinazione da verde urbano (pubblico?) a parco urbano attrezzato, certo con costi contenuti. Le nostre priorità comunque rimangono i carotaggi per l’analisi dei terreni e la bonifica”. In questi mesi la Nuova Urbe ha continuato a sollecitare l’amministrazione comunale, invano:” In questi mesi abbiamo informato il Consigliere Dario Nanni, l’Assessore Paolo Masini – ora alla Scuola, prima ai Lavori Pubblici – l’Assessore all’Ambiente Estella Marino, abbiamo contattato più volte gli uffici del Sindaco ma nessuno pare interessarsi realmente della questione –conclude Cataldi – è passato quasi un anno da quando abbiamo presentato la raccolta firme in Campidoglio, ci hanno risposto con l’immobilismo più totale”.  Matteo Muoio

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