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Lunghezzina, rientra l’allarme rifiuti tossici

TerrenoLunghezzina2A seguito di una nostra segnalazione, nella mattinata di martedì 18 marzo gli uomini della Guardia Forestale hanno perlustrato il terreno inquinato. Assenti rifiuti tossici.

Antonello Dionisi ed Antonio Cataldi, Presidente dell’Ass. Nuova Urbe, ci avevano contattati a gennaio in merito alla scoperta di un terreno inquinato sito tra Lunghezzina e Fosso San Giuliano. Nel tratto interessato, infatti, è stata sversata una grande quantità di rifiuti ospedalieri come siringhe e fialette, insieme a vetri e confezioni di prodotti di cosmesi come, ad esempio, la crema per le mani  della L’Oréal-Saipo, ritirata dal commercio a causa della diossina contenuta nella confezione.

Spinti dalla voglia di saperne di più, abbiamo contattato il Comando Stazione di Roma del Corpo Forestale: nella mattinata del 6 marzo, dunque, è stato svolto un primo sopralluogo dell’area. A distanza di neanche due settimane sono stati effettuati gli scavi: da ciò si è fortunatamente potuto constatare che nessun rifiuto tossico è stato interrato. I proprietari del terreno, acquistato nel 2001, si ritengono completamente estranei ai fatti: gli sversamenti, a quanto risulta, sono stati commessi precedentemente e solo ad un livello superficiale. La Guardia Forestale ci informa che a tal proposito sono stati redatti tre verbali e che, nonostante le dichiarazioni dei proprietari, l’azienda è stata comunque sanzionata per abbandono di rifiuti e dovrà occuparsi della pulizia del terreno.

Il 13 febbraio, durante il Consiglio municipale, è stata votata una mozione presentata da Pasquale Gidaro, Presidente della Commissione Urbanistica ed Ambiente, la quale prevedeva il monitoraggio e carotaggio dell’area, interessando non solo la parte istituzionale, quale l’Assessore all’Ambiente Estella Marino, ma anche l’ARPA. L’unico risultato ottenuto dal lavoro del Consigliere sembrerebbe la rimozione della famosa tettoia in amianto, a circa 300 metri dalle abitazioni di via Ortona De’ Marsi, di proprietà della medesima azienda, la quale ha accettato il preventivo di una ditta per la rimozione e la bonifica.

Nonostante i cittadini possano tirare un sospiro di sollievo in quanto non sono stati ritrovati rifiuti tossici durante gli scavi, l’intera questione solleva una domanda. Come mai la Commissione Urbanistica ed Ambiente, nel giro di due mesi, non è riuscita ad ottenere gli stessi risultati che una testata giornalistica, insieme al Corpo Forestale, ha raggiunto in neanche due settimane? A quanto pare, qualcuno ricopre un ruolo senza averne le competenze.

Lucrezia La Gatta

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