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Lunghezzina, i rifiuti speciali arrivano in Commissione

Lunghezzina campoÈ allarme inquinamento nei terreni di Lunghezzina: tra eternit e rifiuti ospedalieri, l’Associazione Nuova Urbe ha richiesto l’intervento delle autorità. Ad occuparsene, la Commissione Urbanistica ed Ambiente del VI Municipio che, però, non vuole creare “allarmismi”.

Nel pomeriggio di venerdì 10 gennaio abbiamo effettuato un sopralluogo nei due terreni interessati insieme al Presidente dell’Associazione Nuova Urbe, Antonio Cataldi, un residente del quartiere, Antonello Dionisi, ed un giornalista della troupe di Blob, programma in onda su Rai 3: lo spettacolo a cui abbiamo assistito, purtroppo, non è dei più incoraggianti. A circa 300 metri dalle abitazioni di Largo Montenerodomo, infatti, sorge un enorme fienile con una tettoia in eternit mentre, verso il terreno percorso dalla TAV, un vasto campo viene coltivato in mezzo ai rifiuti ospedalieri. La situazione allarmante è stata presa in carico dall’Associazione e dalla Commissione Urbanistica ed Ambiente municipale, presieduta dal Consigliere Pasquale Gidaro.

È stato svolto un primo sopralluogo nell’area denominata “Cava dei Selci 2”, terreno che ospita la tettoia in amianto, il 30 gennaio scorso ed al quale erano presenti i membri della Commissione, i Vigili Urbani del Gruppo Ambientale del VI Municipio ed i membri dell’Associazione Nuova Urbe. In quell’occasione i Vigili hanno spiegato di essersi messi in contatto con i proprietari del terreno, i quali hanno assicurato che al più presto si occuperanno della rimozione della tettoia.

Successivamente, il 4 febbraio l’Associazione è stata convocata insieme al CDQ Lunghezzina 2 per un’ulteriore Commissione dedicata al tema. Durante la lettura del verbale precedente, il Consigliere Fabio Tranchina (M5S) nota che non sono state trascritte le dichiarazioni dei Vigili, i quali avevano dichiarato che la rimozione dell’amianto sarebbe avvenuta entro 10 giorni dal sopralluogo, come anche i membri dell’Associazione ricordano. In risposta, il Presidente Gidaro smentisce tutto, affermando che la rimozione sarà prevista minimo per la fine del mese di febbraio. Durante l’incontro, inoltre, dichiara che “dobbiamo verificare se ti tratta effettivamente di eternit, non abbiamo alcuna certezza al riguardo”. La certezza, invece, ce l’ha l’Associazione Nuova Urbe, la quale ricorda che “ormai quasi due anni fa i tecnici inviati dall’AMA rilevarono delle fibre di amianto nell’area circostante la tettoia”. Se ciò non risultasse abbastanza, “nell’arco di più di dieci anni sono state effettuate tre denunce, sia dalla nostra Associazione che da singoli cittadini. La prima risale al 2003, la seconda al 2011 e l’ultima al 2012”. La Commissione inizia già con il piede sbagliato, quindi. Durante tutto l’arco dell’incontro il Consigliere Gidaro ha tenuto a precisare che si tratti di “ipotetiche situazioni di inquinamento ambientale”, riferendosi anche al famoso campo agricolo nel quale si coltiva sui rifiuti ospedalieri. Eppure tutto è stato documentato dalla nostra macchina fotografica e dalle telecamere di Blob, le quali hanno ripreso siringhe, fialette, boccette e vetri vari: le norme igieniche possono considerarsi realmente rispettate in questo contesto?

Nell’informativa presentata in Commissione, si mette in evidenza la necessità di predisporre controlli, analisi, monitoraggio e mappatura delle aree indicate, valendosi dell’aiuto non solo del Gruppo Ambientale dei Vigili del VI Municipio, ma anche dell’ASL, dell’Assessore all’Ambiente, Estella Marino e dell’ARPA. I residenti, però, rimangono un po’ scettici sull’effettiva possibilità economica di intraprendere tali studi: “la nostra Associazione ha contattato l’ARPA la quale, però, ci ha fatto capire di non avere i soldi necessari per intraprendere uno studio del terreno”.

Ormai i problemi legati alla mancanza di fondi comunali e regionali sono, purtroppo, a conoscenza di tutti, ma la salute dei cittadini ed il rispetto dell’ambiente dovrebbero esser riconosciuti come temi fondamentali alla base di ogni buona amministrazione.

Lucrezia La Gatta

 

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