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Lunghezza: “Costretti a chiudere per la nostra salute”.

L’autocarrozzeria Rovan chiude per salvaguardare la salute dei suoi dipendenti. Si trova in una vera e propria fogna a cielo aperto. “Quando piove siamo sommersi da acque chiare e acque di fognature”.

L’autocarrozzeria Rovan si trova a Lunghezza, in via della Riserva Lunga. E’ un’azienda che lavora con enti della pubblica amministrazione come Carabinieri, Guardia di Finanza, Cotral, e negli ultimi 3 anni il fatturato dell’impresa è quasi raddoppiato, spiega il 59enne titolare Roberto Lotti. “Dagli 1,2 milioni del 2006 ai circa 2,3 del 2011, con gli utili che rappresentano più del 20% del fatturato”. Complessivamente con l’autocarrozzeria Rovan si sostentano 13 famiglie. Quella di Roberto Lotti, quelle delle due figlie che lavorano con mansioni amministrative e di segreteria, e quelle dei 10 operai. Eppure, nonostante i floridi bilanci, a causa dell’assenza dell’amministrazione, l’azienda è stata costretta a chiudere pochi giorni fa. Il luogo è insalubre e inquinato, Roberto Lotti non è più disposto a mettere a repentaglio la salute dei suoi dipendenti. La zona è ancora sprovvista di rete fognaria e degli allacci, è praticamente una fogna a cielo aperto. Inoltre dalla nascita del centro commerciale Roma Est la piccola marana vicina alla Rovan è diventata un fossato, sul quale si affacciano minacciosi dei tubi che scaricano le acque chiare del centro commerciale e delle case vicine. “Quando piove siamo sommersi da acque chiare e acque di fognatura”, spiega Roberto Lotti. Tra l’altro la marana ad un certo punto si ferma, non arriva all’Aniene. Quindi l’acqua ristagna.

Roberto Lotti l’ha fatta analizzare. Non conforme ai limiti del D. L.vo 152 dell’11 maggio 1999, quello che definisce lo stato di qualità dei corpi idrici. Sulla vicenda è partita anche un’inchiesta, in seguito alla denuncia di Roberto. La consulenza del Prof. Luigi Bernardini, professore in Medicina del Lavoro e consulente d’ufficio delle Sezioni Lavoro del Tribunale di Roma, accusa il Comune della “mancata gestione dei liquami” come causa di una “irregolare situazione di ripetuti allagamenti”. Ed è tranchant sui rischi per i lavoratori della Rovan. “Tutti i lavoratori sono stati esposti ad un indebito rischio”. Rischio chimico, correlato ai liquami reflui da strada e cantieri, che possono essere contaminati da varie sostanze e, soprattutto, biologico, dovuto cioè all’esposizione ai liquami fognari. “Il rischio biologico del personale Rovan durante gli allagamenti è lo stesso degli addetti agli impianti di depurazione. A testimonianza della gravità del problema va ricordato che per gli addetti alla depurazione le norme sul rischio biologico prevedono l’impiego di speciali dispositivi di protezione, corsi di formazione e informazione, vaccinazioni”. Insomma, “la condizione descritta è intollerabile”. Ed è stata più volte denunciata alle autorità competenti. Da quando in quella zona è arrivata la cosiddetta civiltà per la Rovan è cominciato l’inferno, a causa del Comune che non ha provveduto a dotare l’area dei servizi necessari. “Abbiamo lottato per anni, aspettando una bonifica dell’area, ma è stato tutto inutile”, dice Roberto.

Non finisce qui, perché c’è un altro problema che da tempo tormenta la Rovan. “Il proprietario del terreno confinante di tanto in tanto installa un cancello su una strada di passaggio e di mia proprietà, e lo chiude a chiave, impedendo il passaggio dei mezzi più grossi. L’ultima volta lo ha fatto ad agosto 2011, e da allora non lo ha più tolto”. Roberto Lotti ha vinto anche due cause con questo signore. E gli uffici del Municipio VIII gli hanno persino negato la Cia (Comunicazione Inizio Attività). Un atto del 23 settembre 2011 firmato dall’ingegner Marco Contino dichiara “illegittima” la Cia per quel cancello, che pure era lì già da un mese, ed è lì ancora oggi. E se le istituzioni non sono capaci di far rispettare un loro atto e di rimuovere un cancello, figuriamoci se sono in grado di bonificare la zona. Intanto una piccola impresa che non sentiva la crisi chiude nel nostro territorio e più di 10 famiglie si ritrovano senza lavoro. Ed è un peccato che l’autocarrozzeria Rovan non si trovi proprio in uno snodo cruciale, in un punto di passaggio per le auto. Perchè il politico, il funzionario, il vigile che magari ha chiuso un occhio ieri, dovrebbe passarci davanti ogni giorno, guardare l’insegna e la saracinesca abbassata, e ricordarsi di tutto quello che non ha fatto.

Davide Lombardi

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