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L’oscuro destino dei rifiuti della Capitale

Bufalotta - 3municipioDopo l’appello del sindaco Marino e il vertice col Ministro Galletti si ritorna a parlare degli impianti Co.la.ri.. L’ipotesi più probabile è quella della requisizione d’uso. De Sena nominato fiduciario.

Requisizione sì, requisizione no. È questo è fulcro del dibattito che nelle ultime settimane sta animando il tavolo delle trattative per la possibile riapertura degli impianti gestiti dalla Co.la.ri., il gruppo di proprietà di Manlio Cerroni. Un dibattito nato dall’appello di Marino e da quelle 2000 tonnellate di rifiuti prodotti quotidianamente dai romani che, dal 21 maggio, giorno in cui scadrà l’ordinanza sull’interdittiva antimafia disposta contro il gruppo Cerroni, avranno futuro incerto.

Quattro ipotesi per l’emergenza

Dopo il vertice del 9 aprile fra il Sindaco Marino, il presidente della regione Nicola Zingaretti, il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, il Commissario della Provincia Riccardo Carpino e il Prefetto Giuseppe Pecoraro, sono state indicate le prime quattro possibili soluzioni per superare l’impasse denunciato dal Primo Cittadino: proporre una norma per il blocco dell’interdittiva a causa dell’emergenza, stabilire un trust in grado di gestire gli impianti e il personale senza passare per la Colari srl, assegnare gli impianti al Presdente della Regione tramite la legge 191 o, più semplicemente, considerare la possibilità di attuare una requisizione in uso dei due impianti di trattamento biologico e meccanico Tmb di Valle Galeria e del trito vagliatore di Rocca Cencia.

Verso la modifica del decreto 152

Ed è proprio quest’ultima ipotesi ad aver mobilitato nelle ultime settimane gli sforzi del Ministero dell’Ambiente. Per concedere la requisizione degli impianti al Comune e alla Regione, e dunque aggirare l’interdittiva del Prefetto, basterebbe infatti attuare una modifica al decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006, e, più in particolare, alle norme sulle ordinanze d’emergenza indicate nell’articolo 191. Attualmente, l’articolo prevede l’eventualità che le amministrazioni locali (Presidente della Regione, Presidente della Provincia, Sindaco) possano in caso di “eccezionale ed urgente necessità” attuare “ordinanze contingibili ed urgenti per consentire il ricorso temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti”. L’obiettivo è dunque quello di inserire fra i poteri “straordinari” degli enti locali anche quello della requisizione. Una svolta importante per il futuro prossimo dei rifiuti capitolini e che potrebbe concretarsi nel nuovo decreto ambiente del Ministro Galletti.

“Ci auspichiamo – ha dichiarato il Sindaco Marino – che il decreto legge venga approvato quanto prima, e comunque anteriormente alla scadenza dell’ordinanza, il prossimo 21 maggio”. Sullo sfondo dell’emergenza rimane invece intatto il disegno proposto da Comune e Regione per la gestione rifiuti nella Capitale: perseguire l’estensione della differenziata al 65% in tre anni e costruire impianti di compostaggio (i cosiddetti “biodigestori”) capaci di trattare e convertire la frazione umida in gas ed energia, evitandone dunque il dispendioso trasporto verso impianti dislocati sul territorio nazionale. “Questa Amministrazione – ha specificato Marino – è impegnata per un radicale cambiamento delle politiche di gestione dei rifiuti, che da problema devono diventare una risorsa come nel resto del mondo Occidentale. Gli ultimi dati positivi sulla raccolta differenziata rappresentano, per noi, il giusto sprone per continuare la strada intrapresa”.

L’accordo su Luigi de Sena

Arriva intanto l’accordo fra Ama e Co.la.ri per la nomina di un custode fiduciario degli impianti. Sarà l’ex prefetto di Reggio Calabria Luigi De Sena a fungere da trustee, operando sul versamento dei corrispettivi dovuti al gruppo Cerroni per l’opera prestata dalle strutture a partire dal 21 febbraio, giorno in cui è entrata in vigore l’ordinanza di Marino.

David Ceccarelli

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