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L’ombra di Marra (da Regina Coeli) si allunga sulla Raggi:la sindaca e’ indagata

++ Marra:Anac,contraddizioni Raggi su nomina-istruttoria ++La sindaca il 30 gennaio sarà sentita dai PM romani sulla nomina (poi revocata) di Renato Marra, fratello di Raffaele, al vertice del Dipartimento Turismo del Campidoglio. Le ipotesi di reato sono abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. Il M5S la difende all’unisono.

L’indagine sulla nomina di Renato Marra. Era nell’aria da diverse settimane, più precisamente dall’arresto per corruzione del fedelissimo Raffaele Marra, e infatti, nella mattinata del 25 gennaio, l’avviso di garanzia per Virginia Raggi è arrivato: i PM della Procura di Roma le hanno recapitato un invito a comparire il prossimo 30 gennaio. Tutto fuorché inaspettato.Il Codice Etico, approvato dal M5S lo scorso 6 gennaio, nel quale si stabilisce che l’avviso di garanzia e quello di conclusione delle indagini non certificano automaticamente una condotta da sanzionare, è arrivato poche settimane fa, provvidenziale, a salvarla da dimissioni (quasi) certe. La sindaca è indagata in merito alla nomina di Renato Marra, fratello di ‘Don Raffaè’, a capo del dipartimento Turismo del Campidoglio. La nomina è stata poi revocata, immediatamente dopo l’arresto di Raffaele Marralo scorso 16 dicembre, accusato di aver acquistato una casa coi soldi con cui l’imprenditore Sergio Scarpellini lo avrebbe corrotto. Per quanto riguarda l’ipotesi di accusa per falso, i magistrati capitolini stanno valutando se la sindaca, nonostante abbia sostenuto davanti al responsabile anticorruzione del Comune Mariarosa Turchi di aver agito in totale autonomia, possa essere stata influenzata da Raffaele Marra nella nomina del fratello Renato a direttore della direzione Turismo. L’Autorità Nazionale Anticorruzione di Raffaele Cantone si era già occupata del caso, giudicando “configurabile” il “conflitto di interessi“, anche qualora Raffaele Marra non avesse partecipato direttamente all’attività istruttoria. Proprio il pronunciamento dell’Anac aveva spinto la Raggi a precisare che il suo ex braccio destro non aveva interferito con le decisioni da lei prese “come sempre in totale autonomia”.

raggi-404Secondo l’accusa, però, una conversazione sul gruppo Telegram “Quattro amici al bar“ (di cui facevano parte la sindaca, Raffaele Marra, l’ex capo della segreteria Salvatore Romeo e l’ex vicesindaco Daniele Frongia, ora assessore allo Sport) dove la Raggi chiedeva notizie sullo stipendio che Renato avrebbe percepito da capo dipartimento, proverebbe che il ruolo dell’ex capo del personale fosse tutt’altro che ininfluente nella nomina del fratello Renato, e che quindi la sindaca avrebbe mentito. In un’altra chat acquisita dalla procura di Roma, inoltre,la Raggi si lamenta con Raffaele Marra di non essere informata dell’aumento di stipendio previsto per il fratello in seguito alla nomina, a ulteriore riprova del ruolo attivo svolto da ‘Don Raffaè’. L’abuso d’ufficio, invece, è contestato per non aver fatto una comparazione dei curriculum e non aver impedito a Raffaele Marra di partecipare alle procedure di nomina del fratello.Questa nomina, infatti, sarebbe dovuta avvenire non ad arbitrio della sindaca, ma con la procedura dell’interpello, ovvero la richiesta di manifestazione di interesse attraverso cui i concorrenti si candidano all’assegnazione degli incarichi. Due ipotesi di reato, dunque, strettamente legate tra loro, entrambe pienamente collegate a Raffaele Marra, figura alla quale la sindaca ha indissolubilmente stretto (almeno fino alle manette dell’ex fedelissimo) il corso della sua amministrazione. Contro buona parte della base romana del M5S, che ne contestava la posizione privilegiata in giunta, contro i parlamentari, increduli per il peso assegnato a un burocrate buono per tutte le stagioni, ex alemanniano e per giunta vicino a palazzinari come Sergio Scarpellini, (arrestato insieme a lui), vere bestie nere del Movimento;contro le promesse elettorali di discontinuità, contro Beppe Grillo, che avrebbe voluto vedere la testa di Marra su un vassoio d’argento già ad agosto.

L’annuncio della sindaca (su Facebook). La difesa del M5S.

“Oggi mi è giunto un invito a comparire dalla Procura di Roma nell’ambito della vicenda relativa alla nomina di Renato Marra a direttore del dipartimento Turismo che, come è noto, è già stata revocata. Ho informato Beppe Grillo e adempiuto al dovere di informazione previsto dal Codice di comportamento del MoVimento 5 Stelle, ho avvisato i consiglieri di maggioranza e i membri della giunta e, nella massima trasparenza che contraddistingue l’operato del M5S, ora avviso tutti i cittadini. Sono molto serena, ho completa fiducia nella magistratura, come sempre. Siamo pronti a dare ogni chiarimento”.

All’indomani della diffusione della notizia sull’indagine a carico di Raggi, il capogruppo del M5S romano Paolo Ferrara ha dichiarato: “L’autosospensione della sindaca è un’ipotesi che non abbiamo mai preso in considerazione. Siamo compatti al fianco della sindaca. Stiamo lavorando per la città, a partire dal bilancio che stiamo votando in Assemblea capitolina”. Anche secondo l’assessore al Bilancio Andrea Mazzillo: “Non ci sono problemi, noi andiamo avanti, non c’è nessun problema”.

raffaele-marra-832417La responsabilità politica. Sarà ovviamente la Magistratura ora ad accertare eventuali responsabilità penali, ma la questione politica è ugualmente rilevante. “Gli altri sono peggio”, risponde il M5S, ed è difficile dargli torto, in una città lasciata in dissesto (14miliardi di debiti) soprattutto dal PD e dal sistema di Mafia Capitale, in cui tutti i partiti erano (e sono) coinvolti. Ma la sindaca ha ininterrottamente difeso a spada tratta il suo fedelissimo, nonostante fossero pesantissime le prove della sua opacità e del suo attaccamento al “potere per il potere”, soprattutto in seguito alle inchieste de l’Espresso. Ha addirittura minacciato, mesi fa, di interrompere la sua amministrazione qualora si fosse continuato a mettere in discussione Marra, esponendo il M5S al ricatto di una devastante ripercussione in termini di credibilità politica, qualora la giunta romana fosse caduta a pochi mesi dal suo insediamento. Dopo l’arresto di Marra è stata fortissima nel M5S la tentazione di sfiduciarla subito, per evitare ulteriori danni d’immagine, poi si è scelto di commissariarla: via Salvatore Romeo, “retrocesso” Frongia da vicesindaco ad assessore. Nelle stesse ore Beppe Grillo ha scritto sul suo blog:  “Sono stati fatti degli errori che Virginia ha riconosciuto: si è fidata delle persone più sbagliate del mondo. Da oggi si cambia marcia. Bisogna riparare agli errori fatti per fugare ogni dubbio”, decretando il proseguimento dell’esperienza romana, preludio del governo nazionale. Almeno nelle più rosee aspettative del M5S.

 Il ‘valzer’ di nomine e dimissioni in Campidoglio

Paola Muraro. Ex assessore all’Ambiente, al centro di una lunga polemica estiva insieme alla sindaca che aveva taciuto di conoscere l’esistenza di un indagine a carico dell’ex consulente Ama, pur non avendo ancora ricevuto nessun avviso di garanzia. Questo arriva il 13 dicembre, con l’ipotesi di reati ambientali in riferimento all’epoca in cui era consulente Ama. Viene sostituita da Pinuccia Montanari, nominata il 19 dicembre.

Stefano Fermante. Si è dimesso il 28 settembre; ragioniere generale del Comune di Roma. Attriti con Daniele Frongia.

Carla Raineri. Magistrato della Corte d’Appello di Milano: ex Capo di gabinetto della Raggi poi costretta a dimettersi dopo un parere dell’Anac di Raffaele Cantone. Secondo l’assessore all’Urbanistica Paolo Berdini, l’ispiratore della controversa richiesta di parere all’Anac è stato ovviamente Raffaele Marra.

Marcello Minenna. Economista bocconiano, ex assessore al Bilancio. Vicinissimo a Carla Raineri, rassegna le sue dimissioni il 1 settembre in concomitanza con l’allontanamento dalla giunta dell’ex magistrato milanese. Si dimettonolo stesso giorno l’amministratore unico Armando Brandolese eil dg Atac Marco Rettighieri, in polemica con la giunta e con l’assessore Meleo.

Raffaele De Dominicis. Ex magistrato (in pensione), nominato assessore al Bilancio il 3 settembre in sostituzione di Marcello Minenna; resterà in sella solo poche ore. La Raggi scopre che è indagato per abuso di ufficio e lo rimuove ancor prima del suo insediamento. Il 30 settembre la poltrona al Bilancio viene occupata da Andrea Mazzillo, mentre quella alle Partecipate va al veneto Massimo Colomban, imprenditore vicino alla Casaleggio Associati e amico del governatore leghista Luca Zaia.

Sebastiano Palamara

 

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