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Lo Tsunami Tour scende in piazza

Manifestazione lotta alla casaokNella mattinata del 15 maggio a Piazzale Tiburtino è partito un corteo di protesta organizzato dai movimenti per il diritto all’abitare. Alla manifestazione hanno partecipato migliaia di persone coinvolte nelle occupazioni del 6 dicembre 2012 e del 6 aprile 2013.

“Il popolo vuole le case popolari”: basterebbe questo slogan per poter riassumere la manifestazione del 15 maggio scorso. In migliaia tra famiglie italiane e straniere, ragazzi universitari ed adulti si sono riversati nelle strade del centro della Capitale per protestare contro l’emergenza abitativa che vede numerose famiglie romane private di una casa. Al corteo hanno preso parola alcuni studenti dell’ Università de La Sapienza, gli stessi che hanno occupato simbolicamente la sede del Laziodisu, ente che si occupa dell’erogazione di borse di studio e di alloggi universitari, ed alcuni esponenti di movimenti quali Blocchi Precari Metropolitani ed Action. Il corteo ha visto anche la partecipazione del candidato Sindaco di Roma Sandro Medici, l’unico a sostenere la lotta alla casa, e del sindacato USB.

Una delle tappe simboliche del corteo è stato il sit-in di fronte la sede dell’ACER (Associazione dei Costruttori Edili di Roma e provincia), dove i manifestanti hanno simbolicamente sfrattato i costruttori, accusati di guardare esclusivamente ai propri interessi. “Si continua a costruire, a Roma arrivano colate di cemento, ma la gente resta sempre senza casa. Questo è perché ci si occupa solo di edilizia privata e non di quella popolare”, lamenta uno degli organizzatori, accolto dall’applauso e dai consensi dei manifestanti. La protesta si è conclusa poi a Porta Pia, di fronte alla sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dopo una legge del Governo Berlusconi II, il Ministero dei Lavori Pubblici è stato accorpato a quello delle Infrastrutture) con un gesto simbolico: sono state aperte delle tende da campeggio davanti l’entrata della sede, “se non ci concedete un incontro noi restiamo qui”. C’è chi urla “Questo Ministero non serve a nulla!” mentre gli organizzatori cercano di accordarsi per un tavolo con le istituzioni per risolvere il problema abitativo. E nel tardo pomeriggio la risposta è arrivata: il 22 maggio i rappresentati sono invitati ad un dibattito con l’assessore regionale alla Casa Refrigeri ed il ministro alle Infrastrutture Lupi.

Insomma, una giornata di mobilitazione ha finalmente portato ad un incontro con le istituzioni. Ora è da vedere se queste saranno in grado di risolvere il problema.

Lucrezia La Gatta

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