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Lo strano caso dello scuolabus 609 e della prima fermata che diventa l’ultima

scuolabus_0-647x380Lo scuolabus che serve l’I.C. Casale del Finocchio compie uno strano percorso da un anno a questa parte. All’andata prende i bambini alla fermata più vicina per portarli poi a quella più lontana e quindi lasciarli a scuola. Al ritorno porta prima i più lontani e poi lascia i più vicini. Che senso ha?

Il problema esposto da alcuni genitori è singolare e riguarda la linea scolastica 609. Non stiamo parlando di uno dei tanti drammi che purtroppo interessano il nostro Municipio, ma è nelle piccole cose che si può intervenire e migliorare subito. Il 609 parte da Grotte Celoni, passa davanti l’Istituto Comprensivo Casale del Finocchio e compie la prima fermata, a un chilometro di distanza in linea d’aria dalla scuola.

Entra quindi nelle vie interne alla Casilina e arriva a fare l’ultima fermata a Colle Mattia, la più lontana dalla scuola. Prende infine la Casilina passando per via Fosso di Valpignola e la ripercorre verso Grotte Celoni, transitando nel territorio di Monte Compatri, e facendo scendere i bambini davanti l’ I.C. Casale del Finocchio. Che c’è di strano? Questo è il percorso all’andata. Al ritorno le cose cambiano.

Il ritorno infatti è gestito al contrario. Lo scuolabus prende i piccoli alunni e supera di fatto via Casale Santa Maria, la prima fermata dell’andata. Attraverso la via Casilina entra nel Comune di Monte Compatri e entra nelle vie interne della Casilina attraverso Colle Mattia. Infine effettua l’ultima fermata, in via Casale Santa Maria, a un chilometro dalla scuola: la prima dell’andata diventa l’ultima del ritorno. Questo sta generando un malumore nei genitori che portano i figli alla prima fermata, in via Casale Santa Maria.

Il nuovo itinerario dello scuolabus, modificato dal Municipio dallo scorso anno senza giustificato motivo, sta generando non poche difficoltà e disagi alle famiglie, ma soprattutto ai bambini che vengono esposti ad un maggiore ed inutile rischio su strada in un tratto fuori il Comune di Roma. Ad essere penalizzati sono soprattutto gli alunni che abitano in prossimità della scuola: i primi a svegliarsi, i primi ad uscire di casa e al tempo stesso gli ultimi a tornare. Ma questo solo nell’ultimo anno.

Due anni fa il servizio era diverso, è cambiato da un anno a questa parte. Precedentemente, infatti, il percorso all’andata di mattina era identico al ritorno del pomeriggio. Per cui i bambini che uscivano di casa per primi, perché alla prima fermata, erano anche i primi a tornare a casa. In poche parole la prima fermata dell’andata era la prima del ritorno. Nessun vantaggio, nessuno svantaggio. Dall’anno scolastico 2017/2018 invece il percorso del ritorno è stato invertito, causando il malessere ai bimbi che tornano ancora più distrutti a casa dopo 8 ore di scuola e un lungo tragitto sullo scuolabus.

Finita qui? No. Perché, non paghi di ciò, il servizio è stato anticipato di 20 minuti rispetto all’orario previsto nella domanda di iscrizione al servizio e consultabile nel portale online del Comune di Roma. La prima fermata adesso è effettuata alle 7:30 e l’arrivo a scuola è previsto per le 8. Ma la scuola non apre alle 8, quindi attendono quei 20 minuti sullo scuolabus prima di scendere. Quanto è contorta questa situazione? Se lo sono chieste alcune mamme e lo hanno chiesto a Municipio e Comune, non ottenendo risposte.

Nelle prime mail del settembre 2017 rivolte al Municipio e al Dipartimento non si sono avute letteralmente risposte. Paradossalmente solo a settembre di quest’anno il Comune ha risposto, ma nel canale più informale: Facebook. Nessuna risposta tramite mail, risposte celeri tramite Facebook. Bene. Così gli addetti alla comunicazione del Comune hanno risposto che la definizione del percorso può eventualmente essere variata con un intervento del municipio su Atac. Le mamme, con tanto di conversazione ancora salvata, hanno riferito che dal Municipio semplicemente non arrivano risposte e gli addetti alla comunicazione hanno garantito di mettersi loro in contatto con i nostri solerti amministratori locali.

Risultato? Da un anno i bambini che alle 7:30 sono alla prima fermata in via Casale Santa Maria tornano a casa alle 17. Gli ultimi a tornare, i primi a uscire. Non sarà un’interpretazione troppo letterale del “Gli ultimi saranno i primi”?  Flavio Quintilli

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