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“L’intoccabile BASF”

basfSono ormai anni che i comitati per l’ambiente di Settecamini, Case Rosse e Setteville  si battono per fermare la BASF e i suoi fumi tossici. Nuova delusione: il tavolo di delocalizzazione dello Stabilimento avviato nel gennaio 2014 tra il Comune di Roma e la BASF è svanito.

Il 7 ottobre i comitati e i cittadini hanno scoperto che il tavolo per la delocalizzazione dello Stabilimento è svanito nel nulla. Di conseguenza, furiosi, hanno presentato una nuova istanza al Sindaco e a tutte le Istituzioni coinvolte nella vicenda: “Al Sindaco On. Ignazio Marino, deputato istituzionalmente alla tutela della salute dei cittadini, di avviare a conclusione, entro il 30/10/2014, il tavolo per la delocalizzazione ed emettere con urgenza una ordinanza di chiusura dell’inceneritore e dei reparti di raffinazione delle ceneri dello stabilimento della Società BASF Italia Spa di via di Salone 245 in Roma. Si significa inoltre che, qualora le istanze dei comitati rimarranno inascoltate, verranno chiamati a rendere conto del loro operato tutti i funzionari che hanno – a diverso titolo – avuto un ruolo nella vicenda che ci occupa, anche in considerazione delle gravi conseguenze che le emissioni insalubri di un inceneritore di rifiuti tossici e pericolosi col tempo certamente provocheranno sulla salute dei cittadini che vivono intorno allo stabilimento”.

Tutto ciò sulla base dei rilievi nelle falde acquifere, i due dirigenti indagati, il sequestro penale dell’area adibita a deposito temporaneo insistente all’interno dello stabilimento, il sequestro dello scarico a valle del serbatoio di raccolta delle acque meteoriche da parte del GIP del Tribunale di Roma, Dott. Roberto Saulino e la conseguente sospensione del certificato A.I.A. per la parte relativa a tale scarico ed ad altri due scarichi di acque reflue industriali. Ricordiamo che la battaglia contro la BASF parte da lontano: nel maggio 2011, viste le continue segnalazioni dei comitati di quartiere e dei cittadini, 50 funzionari della Polizia, U.O. Emergenziale ed Ambiente e 10 ispettori dell’ARPA effettuarono il primo blitz ai danni dello stabile BASF di via Salone. Per arrivare poi alla petizione popolare nell’ ottobre del 2013 per chiedere l’installazione di una centralina polifunzionale. La petizione portò ben 3.321 firme. Il 13 maggio 2014 avviene il secondo blitz da parte della Polizia Locale ma anche Provinciale e  tecnici dell’ARPA che ha successivamente portato il 19 maggio la Polizia di Roma Capitale a porre sotto sequestro il laghetto di pesca sportiva a causa dell’inquinamento delle acque proprio da parte della BASF. Il 30 maggio i cittadini sono nuovamente nelle piazze a manifestare il loro sdegno di 4 anni di battaglie. Ricompensati con la sospensione in giugno della concessione A.I.A. alla BASF su richiesta della Magistratura con annessa parte relativa al deposito temporaneo dei rifiuti, revocata in agosto.

Cosa devono fare i cittadini per essere ascoltati? Dobbiamo pensare che la  BASF sia intoccabile?

Valentina Capasso

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