«

»

Stampa Articolo

L’impossibile identikit di vittima e aggressore

violenza_donna02Chi non si è mai chiesto se esista o meno un profilo tipico della vittima o dell’aguzzino?

Chi non ha sperato di avere uno strumento simile da usare per difendere se stessa o le proprie figlie?

Abbiamo rigirato la domanda alla Dott.ssa Rosi Galimberti, psicologa dell’Associazione Gradiva, che a Fiumicino sta portando avanti un intenso progetto focalizzato sulla prevenzione della violenza di genere.

“Se si vuole evitare di cadere in generalizzazioni semplicistiche bisogna riconoscere  e ricordare che allo stato degli studi neurologici e psicologici non appaiono  specifiche caratteristiche che possano rendere prevedibile il fenomeno con un  minimo di certezza. Il loro esame a posteriori ci mostra che il femminicidio è quasi ugualmente diffuso in tutte le “categorie” psicologiche e in tutti i livelli culturali e sociali.

Certamente vi sono alcuni fattori di sfondo che sembrerebbero accentuarne la possibilità: l’esser vissuti in ambienti culturalmente, socialmente ed economicamente deprivati accentua le probabilità di commettere atti contro la legge, di utilizzare la violenza materiale come strumento di comunicazione e di prevaricazione, di essere più permeabili a concetti arcaici come quelli di onore familiare e di inferiorità della donna.

In realtà si potrebbe anche azzardare a sostenere che il femminicidio non è nella sostanza granché diverso da un omicidio per vendetta o addirittura per rapina o per odio razziale. Ma non si terrebbe conto del dato sostanziale che il femminicidio è il punto di arrivo distorto di una violenza totalizzante sulle donne codificata,  sviluppata  e istituzionalizzata nella storia di quasi tutte le società umane.

Da queste considerazioni pur molto generiche e schematiche diventa chiaro che non può essere preventivamente definito un identikit specifico di un potenziale femminicida, proprio perché egli non compie questo gesto con la sola consapevolezza soggettiva di compiere un delitto ma con quella di affermare un proprio diritto”.

A questo si possono aggiungere alcune constatazioni riguardo alla condizione delle donne che hanno subito violenza: “Hanno introiettato culturalmente un’ immagine di sé incerta, debole e soprattutto ignara dei propri  diritti e delle proprie  possibilità di difesa.

Sono storie purtroppo quasi di ogni giorno: molte donne che subiscono violenze, soprattutto se si tratta di violenza non fisicamente visibile come ingiurie, dipendenza economica, divieti di uscire o di parlare con altri, e via discorrendo, tendono a nascondere ciò che vivono come un loro fallimento o una loro mancanza nei confronti dell’attore della violenza.

Molto, troppo spesso, infatti le donne in questa condizione, anche se ne hanno conoscenza non sono in grado di avere da sole né la chiarezza né la consapevolezza di ciò che veramente vogliono e di quale sostegno hanno  bisogno”.

Permalink link a questo articolo: http://www.fieradellest.it/limpossibile-identikit-di-vittima-e-aggressore/

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.