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L’estate bollente dei (non) tagli alle auto blu dei 5 Stelle

Numeri auto blu prima di Marino, Messaggero 2011Il M5S taglia lo Ztl ai consiglieri e si tiene le auto blu.

L’estate romana a 5 stelle si è infuocata quando, il 26 luglio, il presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito dichiarava: “È stata disposta l’eliminazione delle cinque auto blu a disposizione dell’Ufficio di Presidenza”, ratificando inoltre il taglio delle otto destinate ai capigruppo e l’eliminazione dei permessi Ztl. Il Comune di Roma Capitale andrebbe a risparmiare per le 13 vetture così oltre 500mila euro l’anno, unitamente ai quasi 100mila per i permessi Ztl.
Inutile dire che la base grillina esplose di gioia, cui aveva fatto una pesante eco il cinguettìo di Alessandro Gassman che commentava sul proprio profilo: “Ottima notizia! #stamotuttisullastessabarca”. L’entusiasmo era salito alle stelle, il sentimento anticasta al settimo cielo e in quei giorni sembrava davvero che il vento stesse cambiando.

La storia delle auto blu a Roma è infatti annosa (e penosa), e inizia nel 1993, quando il commissario straordinario Aldo Camporota le istituì in quei 27 giorni di consiliatura, nata dopo lo scandalo di tangentopoli.
Il primo a usufruirne fu Rutelli, che nel 1996 estese questo privilegio ai vicepresidenti del consiglio comunale, seguito da Veltroni nel 2003 che concesse auto e autista anche ai due segretari del medesimo. I primi segni di cambiamento arrivarono con le consiliature più criticate di questi trent’anni. Con il sindaco Alemanno nel 2008 si rinunciò alle berline di lusso delle precedenti amministrazioni, infatti, estendendo tuttavia il parco auto ai due vice capi di gabinetto. I numeri erano ormai insopportabili:226 auto a noleggio e 254 autisti, secondo un articolo del Messaggero, per una spesa complessiva del Comune di circa 17 milioni di euro l’anno. Solo con Marino si riuscì, nel 2013,a diminuire il numero delle auto di servizio e a eliminare le auto ad personam, obbligando a fare richiesta e a ottenere l’autorizzazione a chi prima aveva l’auto in forma esclusiva, ma solo per incarichi istituzionali.
Ed eccoci a noi, allo stato attuale delle cose, con i consiglieri che non hanno mai avuto le auto blu, contrariamente da quanto sbandierato dalla senatrice pentastellata Barbara Lezzi che esultava sul provvedimento in questo modo: “Eliminate le auto blu dei consiglieri romani. Come vedete, è possibile farlo velocemente e senza aste farlocche su ebay” [riferendosi alle auto blu messe all’asta dal governo Renzi, ndr].
L’entusiasmo dovette perciò subire due fermi: il primo per opera del Partito Democratico, che in blocco cercò di spiegare, invano, che i consiglieri comunali mai avevano avuto a disposizione auto blu; che sono invece il Sindaco, gli Assessori, il Presidente del Consiglio Comunale e i Presidenti dei Consigli Municipali ad averne accesso:guarda caso, con l’eslusione di due Presidenti del primo e secondo Municipio, tutti del Movimento Cinque Stelle.
Il decreto decantato da De Vito e dalla base, in pratica, toglie le auto blu a chi non ne ha mai avuto diritto, e non lede il privilegio a chi realmente ce l’ha, cioè loro stessi. Paradossi dell’anticasta 5 stelle.

Ma l’estate non era ancora finita, e ci ha pensato il gruppo Fratelli d’Italia, che già dall’amministrazione Marino aveva rinunciato alle auto per i capigruppo. La mozione 4/2016 del 29 luglio, firmata da Fabrizio Ghera e da Giorgia Meloni e discussa in aula il primo settembre, chiedeva il totale azzeramento dell’utilizzo delle auto blu da parte della giunta capitolina: hanno quindi chiesto che anche Sindaco, Assessori e Presidenti vari vi rinunciassero. Risultato? 8 favorevoli, 26 contrari. Il Movimento Cinque Stelle vota di non togliersi le auto blu.
Viene pubblicata la votazione su Facebook, i grillini gridano alla menzogna, che lo hanno già fatto loro. Ma la verità è un’altra: la mozione approvata dai 5 Stelle si limita a eliminare il permesso Ztl per le auto private dei consiglieri, mantenendo le auto blu per Sindaco, Assessori e Presidenti, quasi tutti pentastellati; la mozione di Fratelli d’Italia, respinta dai 5 Stelle, voleva tagliare definitivamente le auto blu, che da oltre trent’anni incidono sul bilancio della Capitale.
Attenti alla testa, le stelle stanno cadendo. Flavio Quintilli

Permalink link a questo articolo: http://www.fieradellest.it/lestate-bollente-dei-non-tagli-alle-auto-blu-dei-5-stelle/

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