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L’EDITORIALE. Senza parole

“Indegno”, ovvero ignobile, spregevole, vergognoso. Ci ha appellato così il Presidente del Municipio, Marco Scipioni, di fronte ai cittadini della Torre di Largo Brandizzi durante il sopralluogo dell’Ufficio Stabili Pericolanti.
Sopralluogo al quale noi eravamo stati invitati dagli stessi cittadini. Lui no. Ma, alla nostra vista, il Presidente ha perso la testa e se l’è presa non con chi sta scrivendo, il direttore, ma con un nostro cronista, che tra l’altro si è difeso egregiamente, ricordando cosa sia la libertà di stampa e quali diritti essa comporti.
Un atteggiamento codardo quello di Scipioni, che lo porta ad insultare un ragazzo perché forse il confronto con chi dirige lo metterebbe nella condizioni di sconfitta. “Persone indegne” , che diventano tali perché scelgono di non dire ‘Sissignore’. Che in campagna elettorale erano le migliori del mondo, ma, con la poltrona assicurata, diventano merce da scartare. Persone che hanno la colpa di pensare, di guardare oltre, di aver scelto di non voltare la testa dopo essere stati testimoni di ingiustizie e fatti incresciosi. “E’ una riunione tecnica con i cittadini  - ha tuonato il Presidente durante il sopralluogo – non voglio fare riunioni con voi perché scrivete cose indegne”. Tranquillizziamo il Presidente sul fatto che nemmeno noi nutriamo particolare interesse a confrontarci con lui. “Quando devo parlare con i giornali – ha continuato –  li scelgo io perché voi avete scritto cose indegne. La democrazia la decido io. Io non ci parlo con questa gente. Non li voglio più vedere. Governo io e decido io”.
E pensare che avevamo creduto in un Presidente che si spacciava per l’antidestra, quella destra che con noi è stata mille volte più democratica. Tant’è che l’ex Presidente Lorenzotti, di centrodestra, ci ha messo due anni per entrare in silenzio stampa. Scipioni ci impiega 4 mesi e solo tre edizioni della Fiera. Dalla padella alla brace? No, qui ci troviamo di fronte ad una situazione peggiore: il centrosinistra che cerca di azzittire la sinistra. Oggi siamo faziosi perché lo siamo con lei, Presidente! Ieri lo eravamo lo stesso ma a danno di altri. Non se ne era accorto? Il risultato è che i cittadini invitano lei ad allontanarsi e noi a restare. Si faccia qualche domanda …
Federica Graziani
 

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