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Le’ balle’ di Mastrantonio

Riesce l’operazione del candidato Sel che entra in Consiglio Municipale lasciando a casa tutti gli altri.

Alla fine la spunta lui come da copione. L’operazione Mastrantonio riesce: sarà uno dei consiglieri che popoleranno i banchi dell’opposizione. Esponente di Sel, Mastrantonio siederà affianco al Pdl, a Fratelli di Italia e al Movimento 5 Stelle. Con la patetica giustificazione della “questione morale”, Mastrantonio, in seguito alle primarie che avevano visto primeggiare Scipioni, lanciò la sua candidatura alla Presidenza del VI Municipio. Nonostante il Patto di Roma Bene Comune impedisse moralmente a Sel di presentare una lista antagonista alla coalizione di centrosinistra, Mastrantonio riuscì a convincere lo stesso Luigi Nieri che, ammaliato da un pugno di voti e dalle ‘balle’ su facili vittorie, si è macchiato di uno dei più gravi errori nel suo percorso politico. Come avevamo anticipato la coalizione legata a Mastrantonio esprime un solo eletto: lui. Tre liste quella di Sel con il 3,61%  Democratici in Movimento con l’ 1,92%, Partecipazione Popolare con l’1, 51%, che sommate producono un bel 7% sufficiente a far eleggere il candidato presidente. Se la lista Partecipazione Popolare è formata da persone che in buona fede hanno creduto alle parole di questo moralista, il gruppo legato a  DIM si è davvero giocato qualunque credibilità visto che al suo interno gravitavano persone che hanno ricoperto negli ultimi 15 anni cariche istituzionali e che si sono poste da sole al pubblico ludibrio incassando solo 1.500 voti, il tutto per un astio lontano e degli interessi politici personali.

La ‘balla’ della moralità di Mastrantonio, che invece aveva lo scopo di procurargli un posto in Municipio, visto che da 10 anni vive di politica, si somma alla ‘balla’ sulla presunta querela ai danni di Scipioni, Arcangeli e Addante, mai pervenuta e utilizzata a fine propagandistici per giustificarsi di fronte ai propri sostenitori. A queste ‘balle’ potrebbe aggiungersi quella della sua promessa di dimissione in caso di elezione: aveva dichiarato pubblicamente che se fosse stato solo lui ad essere eletto nella sua coalizione avrebbe lasciato il posto ad un altro. Insomma parole, parole, parole… Fortuna che a rompere le uova nel paniere di questo professionista del consenso ci abbia pensato Scipioni che, a costo di perdere, non è mai sceso in accordi con questo signore!

Federica Graziani

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