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L’asilo nido di Largo Rotello verso la privatizzazione

asilo nido largo rotelloL’ex sindaco Gianni Alemanno e la soluzione al problema delle infinite liste d’attesa degli asili: la privatizzazione attraverso un bando a ribasso. L’USB sul piede di guerra.

L’asilo nido di Largo Rotello è una delle 8 scuole prematerna, pubbliche, destinate alla privatizzazione. È la soluzione dell’ex sindaco Gianni Alemanno per far fronte alle chilometriche liste d’attesa degli asili, asili che vengono concesse ai privati attraverso un bando al ribasso: 480 euro mensili a bambino. E pensare che secondo il CNEL (Consiglo Nazionale dell’Economia e del Lavoro) la spesa minima mensile per garantire ai bimbi un minimo di qualità dovrebbe essere di circa 700 euro. È davvero una buona soluzione?

Ce lo spiega Caterina Fida  dell’USB (Unione Sindacale di Base) reduce dall’assemblea di Largo Rotello che lo scorso 6 giugno ha dato la possibilità al centrodestra e al centrosinistra di confrontarsi sul tema prima delle elezioni. Alemanno e Co. hanno dissertato, Marino invece si è esposto attraverso con un comunicato contro la privatizzazione. Sulla stessa lunghezza d’onda l’attuale Presidente del Municipio VI Marco Scipioni, il consigliere comunale nelle liste di SEL Luigi Nieri e quello del PD Paolo Masini presenti all’assemblea. “La richiesta del sindacato è quella di mantenere pubblici gli 8 asili. La privatizzazione comporterebbe dei problemi sia rispetto alla garanzia della qualità che viene offerta ai bambini e alle loro famiglie ma anche problemi al personale perché i contratti che vengono fatti dal Comune di Roma, anche se precari, sono favorevoli rispetto a quelli che offre il privato. In questi ultimi c’è una perdita di salario del 40%, sempre che i contratti vengano fatti perché nel privato molto spesso c’è gente che lavora in nero.

Oltretutto se prendi in gestione l’asilo con una cifra cosi bassa da qualche parte i soldi li fai rientrare. Dicono con i servizi integrativi ma il vero risparmio avviene  attraverso il contenimento del costo del personale. Un asilo costa tanto perché il personale, la parte più importante della spesa, assorbe il 70% dei costi. Un educatrice stipendiata dal Comune prende una media 1.300 euro che ti garantiscono di condurre una vita dignitosa, in un nido privato e con un contratto buono ne prende 1.000”.

Valeria Pichini

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