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La voce dei lavoratori

chiusura teatro - chiusura teatro tbm (2)Il teatro di Tor Bella Monaca ha chiuso i battenti. O meglio, è passato nelle mani del Municipio. Ci è sembrato opportuno, quindi, dare voce a chi ha messo la propria professionalità e il proprio cuore in questi anni: i lavoratori. 
Tecnico ed elettricista del teatro, Livia Caputo sostiene la necessità di continuità dei presidi culturali. “E’ il caso di dire che ho lavorato qui dall’inizio fino alla fine”. “La gente si fida di noi – continua Livia – e l’interruzione del nostro lavoro andrebbe a vanificare tutto quello costruito finora”. Questo è un progetto che va oltre il lavoro.
Maria Vittoria Pellecchia è membro di una delle compagnie che gestisce il teatro, “La casa dei racconti”, e interna all’ufficio promozioni che cura il rapporto più diretto con le persone. “Verrà meno un luogo che è stato punto di riferimento, non solo culturale, in un posto diverso dagli altri.” Non è solo la programmazione di qualità, sono le attività durante il giorno, le relazioni che sono nate col territorio. Un rapporto che anche i cittadini voglio far continuare. “Alcune mamme ci hanno dato i numeri di alcune associazioni, per far sì che non si interrompano i laboratori a cui partecipano i figli”.
Interviene, allora, Roberta Gentili, anche lei dell’ufficio promozioni: “Se chiudi per sei mesi, vanifichi il lavoro di un anno e mezzo”. Come nei rapporti umani, ci vuole tempo per conoscersi e fidarsi di qualcun altro. Hanno  quindi sposato in pieno la definizione che il direttore artistico Alessandro Benvenuti ha dato del teatro, il “teatro dell’affetto”. Affrontare le persone in modo non commerciale, bensì in senso affettivo. Musica, teatro danza, varietà dei programmi e laboratori: la gente ha imparato a conoscere l’alternatività.
chiusura teatro tbm - teatro tbm1 (2)Stefania Rosmarino, volto storico del teatro ci tiene a sostenere che ha scelto di lavorare qui, perché a Tor Bella Monaca lei ci abita. “Il teatro è l’unica cosa buona che abbiamo. I ragazzi non hanno altro per fare delle attività, per incontrarsi”. E conclude “facciamo qualcosa per noi, per gli utenti e abbiamo dato tutti la disponibilità a rimanere”.
Infine, decidiamo di concludere con una frase di Oliver Naimi, tuttofare del teatro “quando viene a mancare un posto così fa male a tutti”.
E ora, chiunque vincerà, darà continuità? Che offerta darà il Municipio? Come curerà il rapporto con i cittadini? Saranno in grado di fornire una programmazione di qualità come quella promossa finora? Ai posteri l’ardua sentenza.
Giordana Maddalena

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