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La ‘raccomandata’ di Scipioni

CASA SCIPIONI

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Scipioni utilizza la sua carica politica per spostare  di servizio la sua compagna dalla Asl alla Commissione del suo referente regionale Mario Ciarla.

La bomba è esplosa sulle pagine del quotidiano La Repubblica: la compagna di Scipioni, T.P., dipendente della Asl RM  B, è stata comandata nella Commissione presieduta in Regione Lazio da Mario Ciarla, della stessa area politica di Scipioni, quella legata a Umberto Marroni. Tramite il distacco, quindi, la donna è stata spostata dalla Asl per prestare servizio come consulente nella commissione di Ciarla, con un contratto annuale rinnovabile di anno in anno. Da Regione Lazio a Regione Lazio. Fino a qui ci troviamo di fronte ad uno dei tanti casi già visti di parentopoli.

La Repubblica lancia un’accusa ben più grave: la donna, mentre lavorava nella commissione regionale in realtà prestava servizio presso la Presidenza del VI Municipio. Quindi percepiva stipendio dalla Regione Lazio, ma prestava servizio da un’altra parte. Ipotizza quindi il reato di distrazione di fondi, abuso di ufficio, truffa. In realtà, il Presidente del Municipio assicura che la sua compagna quando ha prestato servizio in Municipio, già dopo la vittoria delle elezioni (giugno ndr),  non aveva ancora iniziato l’attività presso la Commissione di Ciarla. E presso la Asl? Era in aspettativa, così dicono. Dalla segreteria di Ciarla assicurano inoltre che, a dimostrazione di tutto ciò, ci sarebbero le timbrature elettroniche.

Dai documenti raccolti, risulta che la donna ha fatto richiesta di comando il 16 ottobre e, subito, il giorno dopo, il 17 ottobre, viene dato parere favorevole dalla Asl. Il 23 ottobre le comunicano che “è in corso di predisposizione l’atto deliberativo per la concessione di nullaosta al comando”. Il 25 ottobre la Asl la informa che potrà prendere servizio presso la commissione di Ciarla il 4 novembre. Fino a questa data, sono in molti a ricordare la donna lavorare nella segreteria del Presidente. Alcuni, secondo La Repubblica, la ricorderebbero anche dopo il 4 novembre mentre lavorava nella stanza di fronte alla Presidenza del VI Municipio. Scipioni, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe già mosso tutti i suoi avvocati per denunciare la testata.

A parte gli eventuali reati che possono essere stati commessi, la certa responsabilità, in tutta questa storia, è quella politica: il Presidente del Municipio utilizza la sua carica politica per fini personali. La compagna non viene comandata in una segreteria a caso, ma in quella del suo referente regionale. I comandi da regolamento regionale sono previsti solo “per posti vacanti e per riconosciute esigenze di servizio o quando sia richiesta una particolare competenza”. La competenza della donna, guarda un po’, è stata scoperta proprio dopo pochi mesi dall’elezione del suo compagno, dal suo referente politico. Pessima figura quella del Presidente che, ancora una volta, usa l’Amministrazione pubblica e il suo ruolo politico a beneficio della sua famiglia e dei suoi interessi.

Federica Graziani

 

 

 

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