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La Presidenza del Consiglio calpesta la libertà di stampa

consolino orwell okCon la disposizione n. 3 dell’ 1/10/2013 relativa all’autorizzazione di videoriprese nelle sedute consiliari,  la Presidente del Consiglio del VI Municipio, Ambra Consolino, pone gravi divieti in merito al diritto di cronaca e la libertà di stampa.

Da tempo nella sala del Consiglio del VI Municipio si discute del tema delle videoriprese delle sedute. Un tema con cui l’Amministrazione ha dovuto fare i conti a causa delle numerose interrogazioni del Movimento 5 Stelle, che chiede a gran voce la possibilità di filmare le discussioni pubbliche del Consiglio. Alla fine il Municipio, nella figura del Presidente del Consiglio, Ambra Consolino, ha deciso di intervenire redigendo una disposizione che pone alcune regole per ottenere l’autorizzazione a realizzare videoriprese.

Una disposizione che, a leggerla, viola tutti i basilari diritti relativi al diritto di cronaca e alla libertà di stampa. La Consolino mette sullo stesso piano le testate giornalistiche, i movimenti politici e i cittadini, collezionando una serie di regole che più che “autorizzare” sembrano impedire. Una disposizione che porta la sola firma della Presidente Consolino, un atto redatto e già in vigore che non ha ricevuto l’approvazione dell’Aula. Infatti,. le disposizioni possono essere emesse dal Presidente del Consiglio solo dove il Regolamento lo preveda, quindi per rendere attiva questa disposizione è necessario il parere dell’Aula. La Consolino nella sua disposizione scrive che “è vietata la diffusione parziale, la manipolazione dei contenuti, l’inserimento di videoriprese successive con opinioni o commenti personali in quanto in contrasto con le finalità dell’informazione pubblica completa e trasparente. Quanto sopra, eccezion fatta per le sole trasmissioni che garantiscano il diritto all’informazione (es. telegiornali)”.

In barba alla Legge 3 febbraio 1963, n. 69 Titolo I Art. 2 dell’Ordinamento della Professione del Giornalista per cui  “è diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà di informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede” e in barba all’Articolo 21 della Costituzione Italiana per cui “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”, il Presidente del Consiglio limita quello che la legge tutela con il diritto di cronaca e la libertà di stampa, stabilendo che il giornalista che realizza videoriprese non può commentare né esprimere opinioni a scopo informativo in merito al contenuto dei filmati realizzati. Inoltre, l’Amministrazione Municipale stabilisce che solo i telegiornali garantiscono il diritto all’informazione: atto gravissimo nei confronti di tutti i professionisti che operano nel settore dell’informazione.

Si legge, inoltre, nella disposizione che “l’operatore dovrà consegnare copia della registrazione riportante il proprio nominativo e la data della ripresa, presso la segreteria della Presidenza del Consiglio”. Solo negli stati di regime vige il controllo della stampa e un’amministrazione municipale non ha né il diritto, né le competenze né tantomeno l’autorevolezza per stabilire regole che puntino alla censura dell’informazione o al controllo di essa. Commenta così Marco Dari, ex Presidente del Consiglio nella scorsa Consiliatura: “Sono senza parole. Qualcuno dovrebbe spiegare alla Consolino che l’aula municipale non è ne la sua né dei consiglieri ma della cittadinanza”. La Fiera dell’Est ha consegnato una lettera all’Ufficio Protocollo (Prot. N. 131885)  il 16 ottobre indirizzata al Presidente del Consiglio Ambra Consolino, al Presidente del Municipio Marco Scipioni e al Direttore del Municipio Luigi Ciminelli per chiedere che gli organi di stampa siano, come prevede il Regolamento Municipale, autorizzati di volta in volta a realizzare videoriprese, senza censura, controllo o paletti. Siamo in attesa di una risposta. Scipioni, dal canto suo, commenta: “Non ne sapevo nulla”.

Solo un paio di giorni prima aveva rilasciato un’intervista ad un’altra testata in cui faceva grossi proclami per essere il primo municipio ad aver realizzato una disposizione in merito a questa materia. Le bugie hanno le gambe corte e le disposizioni anticostituzionali pure…

Federica Graziani

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