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La maggioranza nega il diritto di cronaca

blackout VINel corso della seduta del 23 gennaio il Presidente del Consiglio Ambra Consolino chiede che i giornalisti de La Fiera dell’Est e di Paese Sera vengano identificati e sgomberati dall’Aula. E che venga loro sequestrata la strumentazione tecnologica.

C’è chi resta immobile di fronte ai diritti violati. C’è chi invece li difende con le unghie e con i denti. E’ il caso dei giornalisti de La Fiera dell’Est. Per esprimere il loro totale dissenso nei confronti della maggioranza del Consiglio del VI Municipio e del suo Presidente Ambra Consolino, che con la disposizione n. 3 dell’1/10/2013  limita pesantemente i principi che regolano la libertà di stampa, i giornalisti, in collaborazione con gli attivisti del Movimento 5 Stelle e del Movimento Articolo Ø, si sono presentati presso l’Aula tutti con le telecamere in mano in segno di protesta.

Alla manifestazione era presente anche un giornalista di Paese Sera. La disposizione della Consolino chiede ai giornalisti di non realizzare videoriprese se non autorizzati. Fa di più: vieta “la diffusione parziale, la manipolazione dei contenuti, l’inserimento di videoriprese successive con opinioni o commenti personali in quanto in contrasto con le finalità dell’informazione pubblica completa e trasparente. L’operatore dovrà consegnare copia della registrazione riportante il proprio nominativo e la data della ripresa, presso la segreteria della Presidenza del Consiglio”. Una disposizione che definire folle è poco visto che va ad intaccare tutte quelle leggi che invece garantiscono la libertà di stampa come l’Articolo 21, “la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure” e  la Legge n. 69/1963, art. 2, “è diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà di informazione e di critica”. Peggio ancora il Municipio con questa disposizione si contrappone alle linee stabilite dal Comune, che invece permette di realizzare videoriprese anche ai cittadini comuni.

I manifestanti sono entrati in Aula in silenzio. Hanno esposto per pochi minuti dei cartelli con slogan che puntavano a difendere la libertà di stampa. Il Movimento Articolo Ø ne ha mostrato uno che con una sola frase ha messo a nudo tutte le contraddizioni di questa maggioranza: “In Comune lo streaming, in VI il blackout”. Nonostante la protesta pacifica, la Consolino ha chiesto subito ai vigili di “sequestrare la strumentazione”. Per poi sospendere i lavori dell’Aula, senza un valido motivo visto che non c’erano tumulti ma solo persone pacifiche con una telecamera in mano. Tra una sospensione e l’altra la Presidente ha chiesto che venisse ritirato il tesserino del giornalista di Paese Sera e di identificarlo. Sonore sono state le proteste del consigliere di opposizione Emanuele Amici (FdI), anche lui giornalista, che ha più volte richiamato una maggioranza che stava calpestando tutti i principi che regolano la libertà di stampa. Sarà Mastrantonio, capogruppo Sel, che incastrerà la maggioranza con la richiesta di una votazione per “causa urgente”, come vuole il regolamento, affinchè il Consiglio possa esprimersi in merito al tema delle videoriprese. La piccola Consolino, che non sa nemmeno di cosa si stia parlando, chiede l’aiuto del padre putativo, nonché Presidente del Municipio Marco Scipioni, che scende in Consiglio e fa riprendere i lavori. La seduta riparte e la situazione precipita definitivamente. Mentre tutta la maggioranza vota contraria alla ‘causa urgente’, tranne Grasso, che dirà a Mastrantonio di aver votato favorevole per fargli una cortesia, la Consolino su suggerimento di Scipioni si scaglia di nuovo contro i giornalisti, gli unici in quel momento con la telecamera in mano:”Potete scrivere i vostri articoli ma non potete riprendere”.

Di nuovo noi de La Fiera ci rifiutiamo di abbassare le telecamere e la Consolino chiede alla Polizia di Roma Capitale di sgomberarci dall’Aula. Un provvedimento che i vigili, che più dei consiglieri conoscono le leggi, non porteranno a termine. Incapace di gestire la situazione, la Consolino chiuderà il Consiglio. Il 23 gennaio rimarrà alla Storia come il punto più basso della gestione amministrativa dell’Aula del VI Municipio. Una maggioranza di centrosinistra che calpesta la democrazia e la libertà di stampa. Una maggioranza che si pone in contrasto con la linea stabilita dal Comune. Una maggioranza che se ne frega della Costituzione Italiana e delle sue leggi. Una maggioranza che, ancora una volta, dimostra quanto gli slogan venduti ai cittadini dal Presidente del Municipio Marco Scipioni durante la campagna elettorale fossero aria fritta: “Consentire a tutti i cittadini anche attraverso le nuove tecnologie, di vedere cosa accade, come vengono prese le decisioni e come viene utilizzato il denaro pubblico”. E pensare che nella scorsa Amministrazione il Pd e i consiglieri di opposizione, alcuni oggi seduti in maggioranza, presentarono una mozione per chiedere la trasmissione in streaming delle sedute. Pensare che Grasso lo scorso anno regalò all’Aula uno dei suoi soliti show in difesa della libera informazione e che Mattei, eletto Presidente del Consiglio, diede l’autorizzazione per le videoriprese ai 5 Stelle. La stampa di ieri era la stampa di oggi. I cittadini pure. Sono gli interessi politici ad essere cambiati.

Federica Graziani

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