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La Collatina antica: una discarica a cielo aperto

Collatina anticaSoltanto un residente della zona, Simon Pietro Pezone, si è finora interessato ad una possibile riqualificazione di quest’area

Nella valle che separa il quartiere di Lunghezza da quello di Nuova Ponte di Nona, anni fa è emerso un tratto dell’antica via Collatina, in ottimo stato di conservazione. L’area in questione, dal grande valore archeologico, si trova attualmente in uno stato di degrado e di abbandono al punto che è divenuta una discarica a cielo aperto. Un residente di Nuova Ponte di Nona, Simon Pietro Pezone, aveva iniziato ad occuparsi da solo della manutenzione di questa zona ma ben presto ha dovuto abbandonare il sogno di vederla riqualificata.

“Avevo chiesto al Comune di Roma un’autorizzazione che legittimasse i miei interventi di pulizia e di sfalcio dell’erba, ma la mia proposta è stata rifiutata ed ho dovuto a malincuore lasciar perdere. E’ una questione delicata perché si tratta di un’area archeologica ed è necessario ottenere adeguati permessi. Perlomeno potrebbero provvedere a recintare questi reperti archeologici, in modo da preservarne l’integrità”. Oltre al disinteresse dimostrato dalle Autorità competenti, Collatina antica 2Simon Pietro ha dovuto scontrarsi anche con l’indifferenza generale degli abitanti dei quartieri limitrofi: “Sulla mia pagina Facebook, avevo lanciato uno specifico appello chiedendo alle persone di aiutarmi ma non ho mai ricevuto nessun tipo di riscontro”.

Recentemente, spiega il ragazzo, si è anche presentato un altro problema per l’introduzione di una nuova fermata sopra via Antonio Capetti, in quanto ci sono molte persone incivili che, mentre attendono l’arrivo dell’autobus, lanciano i rifiuti dal ponte. Per non parlare poi del fatto che l’area è regolarmente frequentata dalle prostitute e dai loro clienti. A questo proposito, abbiamo anche raccolto la testimonianza di Stefano Musco, Funzionario della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma: “Il tratto di strada emerso si estende per svariate centinaia di metri. Quello che si sviluppa a sinistra della Valle del Fosso di Benzone, fino a risalire verso il Centro Commerciale Roma Est, rientra nel territorio di competenza del consorzio E1 Ponte di Nona. In un prossimo futuro, verrà poi passato in consegna al Servizio Giardini del Comune di Roma, insieme ad altre aree verdi del quartiere, secondo quanto previsto da un’apposita convenzione urbanistica.

L’area che si trova a destra della Valle, potrebbe essere invece interessata dalla costruzione di una strada che passerà sopra a quella antica. L’ipotesi di ricoprire questi reperti archeologici potrebbe almeno rappresentare l’occasione per salvaguardarli, considerato l’attuale stato di abbandono in cui versano. Sicuramente l’idea di realizzare un parco archeologico sarebbe una grande opportunità per rilanciare il territorio, sia dal punto di vista culturale che da quello lavorativo in quanto permetterebbe la creazione di nuovi posti di lavoro, ma per portare avanti un simile progetto sarebbero necessari ingenti finanziamenti”.

Ambra Di Chio

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