«

»

Stampa Articolo

Jazz Lab, per una Centocelle in musica

jazz_lab01 jazz_lab02Mario Saccucci è uno dei fondatori del Jazz Lab, il laboratorio musicale romano che vuole utilizzare la bellezza dell’espressione jazzistica per emancipare la periferia dal degrado culturale. 
Nel libro ‘Black Nationalism And The Revolution In Music’ di Frank Kofsky, il leggendario sassofonista John Coltrane sosteneva come il jazz fosse “un’espressione musicale dagli alti ideali” perché essenzialmente parlava di fratellanza e, “con la fratellanza – dichiarava – non ci sarebbe povertà e nemmeno guerra”. Il jazz come strumento di aggregazione, la musica come rinascita della periferia: un po’ ciò che cerca di fare quotidianamente il Jazz Lab, “un centro culturale, un circolo di musicisti” spiega Mario Saccucci, jazzista e fondatore del laboratorio insieme al collega Peppe D’Argenzio.
Il progetto, nato nel 2008, vuole utilizzare la potenza espressiva del jazz per liberare la periferia dal ritardo culturale. “Inizialmente ci esercitavamo tutti insieme – spiega Saccucci – poi siamo diventati un progetto unico nel suo genere, abbiamo formato l’Orchestra di Piazza Vittorio e quella di Tor Pignattara, e la gente condivideva attivamente. Col tempo – continua il musicista – anche le istituzioni si sono interessate e, insieme al Presidente della Commissione Cultura De Biase, abbiamo offerto a tutti la possibilità di avere un circolo di jazz innovativo e partecipato”. Il jazz da sempre affascina generazioni di musicisti e appassionati anche per il background dal quale proviene, un’interpretazione della realtà, che storicamente ricalca la volontà dei popoli schiacciati dal disagio di esprimere la più umana delle esigenze: la comunicazione. Per plasmare questi concetti il Jazz Lab è attivo sul territorio con serate di concerti e iniziative didattiche. “Gli eventi sono una parte fondamentale – spiega Saccucci. I progetti – continua – sono supportati dall’uso di ottimi strumenti musicali e le persone che partecipano sono di ogni etnia e generazione. Il laboratorio viene anche usato dalla scuola Fedro: vogliamo aprire la nostra attività a tutto il quartiere offrendo i locali e il materiale, cui una scuola non potrebbe attualmente contare, è un modello che funziona” dichiara. Sull’attuale situazione di disagio sociale ed economica il Jazz Lab vuole porsi come un’isola felice fornendo una nuova filosofia con cui i cittadini possano riscoprirsi.
“Io provengo dai quartieri spagnoli di Napoli e faccio l’insegnante, percepisco il degrado culturale – racconta Saccucci – all’Alessandrino mi accorsi della situazione sociale e, su questo scenario, il Jazz Lab si è posto come un modo di vivere il quartiere attraverso la volontà:sono le persone che creano spazi contro l’anticultura. La nostra attività di concerti – conclude Saccucci – serve a divulgare una forma mentis che vuole diventare modus vivendi: ho dei figli e voglio creare, con l’attività del laboratorio, un ambiente positivo consolidando, con gli appuntamenti e i concerti presso i vari bistrot di Centocelle, un vero e proprio punto di riferimento, non inteso soltanto come luogo in cui bere birra, ma come centro culturalmente valido contro il degrado, spaventosamente rapido in tempo di crisi”. Luca Covino 

Permalink link a questo articolo: http://www.fieradellest.it/jazz-lab-per-una-centocelle-in-musica/

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.