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Irruzione simbolica al Teatro Quarticciolo

Teatro QuarticcioloAssemblea pubblica a via Ostuni con i cittadini del VII e VIII municipio per discutere del futuro dei Teatri di Cintura. Lavoratori, artisti ed abitanti protestano contro il bando Gasperini e occupano simbolicamente il palco del teatro. “Siamo contrari alla privatizzazione”.

 

“Riprendiamoci gli spazi pubblici del territorio”. A dieci giorni dalla chiusura del bando per i nuovi affidamenti, il Teatro Biblioteca Quarticciolo è stato occupato simbolicamente da un centinaio di persone. L’atto di protesta si è svolto nella serata del 16 febbraio 2013 al ritmo festoso della Titubanda, per una ventina di minuti. Nonostante la natura pacifica, l’evento ha scatenato la reazione della sicurezza che ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Avvenuta nella settimana in cui all’interno del teatro è ripresa la programmazione di transizione firmata dall’assessore alla Cultura Dino Gasperini, l’occupazione è lo sbocco conclusivo di un’assemblea pubblica che i cittadini del VII e VIII municipio hanno promosso nello stesso pomeriggio sul futuro degli ex Teatri di Cintura. Indetto dal comitato “Amici di TBQ” con la partecipazione di alcuni attivisti del Teatro Valle Occupato, e per l’ VIII del Movimento Articolo Ø, l’incontro si è svolto per ribadire la necessità di coinvolgere il territorio nella trasformazione dei teatri di Quarticciolo e Tor Bella Monaca nella Casa dei Teatri e della Drammaturgia.

Un’operazione fortemente voluta nell’autunno appena trascorso dall’assessore della giunta Alemanno. “Vogliamo difendere il teatro pubblico da una cessione ai privati” è la voce corale che artisti, operatori della cultura, lavoratori dei due spazi, insegnanti delle scuole, comitati di quartiere e semplici cittadini hanno manifestato nel corso degli interventi che si sono succeduti prima dell’occupazione. “Passati in gestione a Zetema – hanno spiegato i promotori dell’assemblea – i due teatri saranno affidato il 1 marzo ai vincitori di un bando, con una progressiva privatizzazione. Non c’è alcuna sicurezza che le attività legate al territorio possano proseguire come è stato fatto fino ad oggi e ancora non è stato neppure nominato alcun direttore artistico”. Anni di lavoro per consentire la partecipazione e l’apertura alle esigenze locali degli abitanti, infatti, potrebbero essere compromessi per Teatro Biblioteca Quarticciolosempre.

Il rischio maggiore è che le compagnie teatrali indipendenti e locali e l’opera di integrazione con scuole, comitati e associazioni del territorio vengano cancellate dalla programmazione delle due realtà di periferia. Del tutto. Con il passaggio dal vecchio gestore, il Teatro di Roma, a Zetema, il bando di affidamento di Gasperini è stato infatti fortemente criticato dagli addetti ai lavori. L’accusa è che sia stato costruito ad hoc, vista anche la scarsa copertura finanziaria, per favorire soggetti con le spalle coperte e realtà dello spettacolo già consolidate ed economicamente solide. Proprio come quelle del circuito privato.

Silvio Galeano

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