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Il Movimento “Liberi di Fare” in piazza del Popolo per chiedere maggiori fondi all’assistenza personale

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‘Liberi di fare’ è lo slogan di una serie di manifestazioni organizzate per l’8, il 9 e il 10 giugno in molte città italiane. Oggi a Roma, in piazza del Popolo, viene rivolto un appello al nuovo Governo: “Fondi concreti, non elemosine”.

L’associazione Hermes, insieme alle associazioni Oltre lo sguardo onlus, Disability Pride Italia, AVI onlus, Vita Nova, Fish Lazio, ENIL Italia,UILDM, Agenzia per la vita indipendente onlus,  che soltanto mercoledì ha traslocato a seguito dello sfratto subìto dal Municipio VI, ha aderito immediatamente alla manifestazione promossa dal movimento “Liberi di Fare”. Mina Barlaam, la coordinatrice del Lazio per il movimento: “C’è bisogno di attenzione sulla questione dell’assistenza personale. Ci sono pochi fondi e spesso si configurano come elemosina piuttosto che come interventi concreti”.

unnamed-1 unnamed-2Una manifestazione “aperta a persone disabili e non”, che, purtroppo, non ha raggiunto tutta l’attenzione che forse meritava. All’ arrivo dell’associazione Hermes si aprono le danze, con due chitarre e tamburello, cantando alcune canzoni da “Credo negli esseri umani” di Mengoni a “I migliori anni della mia vita” di Renato Zero, non dimenticando anche di passare per “Vaffanculo” di Marco Masini.

Loredana Fiorini, vicepresidente di Hermes: “Questa è una sorta di appello al nuovo Governo. Basta con le elemosine, c’è bisogno di una erogazione costante di fondi, che non debbano essere rinnovati anno per anno”. Non devono essere, in altre parole, aiuti a scadenza.

Il movimento “Liberi di Fare” si batte per questo, affinché la persona disabile possa godere del diritto all’autodeterminazione. Quest’obiettivo si può raggiungere attraverso il ricorso all’assistenza personale. Come negli Stati Uniti e in alcune nazioni europee, come Svezia e Finlandia, anche in Italia la persona disabile può e deve trasformarsi da soggetto passivo di cure a soggetto attivo. Le cure non vengono quindi calate sulla persona, ma è la persona che le sceglie per sé. Esattamente come fanno tutti.

La battaglia del movimento, sostenuta anche dalle altre associazioni intervenute, tra cui la Hermes, è quella di garantire il diritto a scegliere e il diritto a vivere. L’assistenza personale permette alla persona disabile di poter assumere direttamente l’assistente o il tutor, di definire semplicemente i dettagli della propria vita. Come dicono Mina e Loredana in una parola: “Vivere”. Flavio Quintilli

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