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Il futuro di Rocca Cencia. È scontro tra cittadini e Municipio

montanariNella sera del 20 luglio la sala del consiglio si riempie in attesa dell’arrivo dell’Assessore alla Sostenibilità Ambientale di Roma Pinuccia Montanari. È subito battaglia tra QRE e pentastellati.

Il forte ritardo della Montanari scatena le prime polemiche. Parla la sua omologa municipale, Ziantoni, con un breve riepilogo dell’impiantistica Ama. “Il tritovagliatore di Rocca Cencia, così chiamato in questi giorni, che è di Colari, ha sempre funzionato. Non ha mai smesso, autorizzato nel 2013, trattando 400mila tonnellate di rifiuti provenienti da gli altri comuni del Lazio. Noi non portiamo rifiuti in quell’impianto. Prima dell’inchiesta sui rifiuti di Cerroni Roma portava rifiuti al tritovagliatore di Colari, fino al 2015. Ama conferiva rifiuti a quell’impianto in assenza di bando pubblico e senza tariffario. L’autorizzazione che è stata rilasciata dalla Regione Lazio in questi giorni è chiesta da Porcarelli perché Colari ha affittato a Porcarelli che di conseguenza è tenuto a chiedere l’autorizzazione. Quello che è uscito sui giornali sono tutte notizie false. L’Autorizzazione Integrata Ambiente viene rilasciata su un impianto esistente e tiene conto degli aspetti tecnici. È un rinnovo di autorizzazione, non una nuova”.

ziantoni-zittisce-compagnoneLa Ziantoni chiude: “Non è vero che il Comune non ha sollevato non ha sollevato problemi. Tuttavia la Regione Lazio ha rilasciato l’autorizzazione all’impianto. Tutto il resto non so dove l’avete letto, se leggete la Determina questo dice”.

“Se vuole gliela leggo subito – propone proprio De Carolis, ex assessore all’urbanistica oggi portavoce del QRE  – Innanzitutto ricordo all’Assessore che Lei è qui in veste di pubblico ufficiale e se dice affermazioni false è perseguibile. Questa non è un’autorizzazione ma una Presa d’Atto di un parere favorevole espresso in Conferenza di Servizi, dove potevano esprimere parere non la Regione Lazio ma il Comune di Roma con Sindaco Virginia Raggi, la Città Metropolitana con Presidente Virginia Raggi, l’Arpa Lazio e l’Asl RM2. Solo loro potevano dire sì o no. E hanno detto sì a condizioni. Questa Determinazione Dirigenziale ‘Prende atto del parere favorevole espresso in Conferenza di Servizi’, è proprio scritto nel deliberato, basta leggerlo. Poco prima c’è scritto, non so Assessore se è arrivata alla penultima pagina: ‘Per quanto visto in precedenza che l’installazione di cui trattasi ricade nella definizione di installazione nuova’. Lei ha appena detto un falso. Lei ha detto che era già preesistente”. Ma per la Ziantoni “nuova installazione” è un semplice tecnicismo.

Gli animi cominciano già ad accendersi, ma De Carolis incalza: “Il tritovagliatore di Cerroni è sempre stato lì ma non ha mai funzionato. Quello di Porcarelli funzionava, non quello di Cerroni. Quello di Cerroni funziona adesso perché ha ottenuto l’autorizzazione. Se funzionava prima senza autorizzazione è un altro reato, che segnaleremo alla Magistratura. Quindi l’autorizzazione è nuova perché l’impianto, adesso, ha avuto tutto per intero l’autorizzazione, Porcarelli e Colari. È un nuovo impianto dove c’è il trattamento per il secco e il tritovagliatore nuovo che prima non ha mai funzionato”.

lanzaLo scoppio delle bagarre. L’intervento di De Carolis ha raccolto gli applausi dell’intero auditorio, seguito da quello dell’ing. Bina, DG di Ama, che conferma le parole della Ziantoni. Aggiunge poi che “La Regione Lazio ha deciso autonomamente, e poteva decidere anche a fronte di pareri contrari, di autorizzare l’impianto”. Intervengono contro quanto dichiarato da Bina i capigruppo del PD Nanni e della Lista Marchini Mastrangeli: “La Regione prende atto, non autorizza. Non è scritto da nessuna parte quello che Lei sta dicendo”, sostiene il capogruppo Dem. Rincara la dose con ironia il capogruppo Lista Marchini: “Se uno autorizza c’è uno che ha richiesto”. Da parte sua Bina spiega che “Ama non ha nessun peso in questo partita”, né avrebbe spinto per ottenere questa AIA, infatti “Aveva in precedenza proposto di realizzare altri impianti”. Non riesce comunque a concludere il suo intervento che si alza il primo polverone. L’intera sala protesta, si agita, chi contro l’attuale amministrazione e chi, pochi, contro l’opposizione, accusata di aver strumentalizzato la protesta.

Nel frattempo entra la Montanari e si siede accanto alla Ziantoni, ribadendo il concetto: “L’autorizzazione del 2013 e del 2016 con la Destinazione di fabbisogno complessivo fa parte di una previsione regionale e di un’autorizzazione sulla quale il comune non ha assolutamente voce, se non per esprimere pareri”. Immediata la reazione: “E perché non li ha espressi?” urla Mastrangeli. Da qui in poi la situazione sarà un crescendo di nervosismo che non si riprenderà più.

Al grido di “incapaci” e “buffoni” la maggioranza viene fortemente attaccata e Nanni grida: “Esiste il parere negativo!”, rimarcando che la Regione prende atto del parere favorevole espresso in Conferenza di Servizi a cui il comune di Roma ha partecipato. La Montanari non ci sta: “No! È il PD che ha deciso di autorizzare nel 2013! Io di impianti ne ho chiusi molti. State strumentalizzando la questione”, rivolta verso Nanni e Mastrangeli.

la-sala-del-consiglioGli ex QRE oggi assessore e consiglieri . Una breve parentesi meritano Davide Lanza, Katia Ziantoni e Antonio Muzzone, un tempo parte del QRE che da sempre si batte per la salvaguardia del territorio e in particolare contro lo stabilimento di Rocca Cencia. Quei tre ‘bravi ragazzi’ da anni facevano attività sul territorio col patrocinio del QRE o di altre sigle e comitati. Già negli anni precedenti il nostro giornale aveva denunciato come sospette queste manovre e alle ultime elezioni sembrava essersi avverato quello che avevamo previsto: Lanza e Muzzone eletti consiglieri, Ziantoni nominata Assessore all’Ambiente.

“In particolare Katia – riferisce Paolo Petri, membro del QRE – è ancora oggi presidente del Comitato Promotore a Tutela della Salute per la raccolta fondi per la battaglia legale proprio contro Rocca Cencia. Lei chiedeva soldi ai cittadini per portare avanti azioni legali”.

‘Quei bravi ragazzi’ del QRE, insomma, sembrano oggi in difficoltà. Partiti per fare gli incendiari, stanno facendo i pompieri. Battaglie, eventi e manifestazioni per chiudere Rocca Cencia, una campagna elettorale terminata a Gabii, promettendo un Parco Nazionale, una rivoluzione urbanistica, facendo venire a promettere anche la Raggi e alcuni degli eletti dell’Assemblea Capitolina e di parlamentari grillini.

L’assemblea non produce risposte ma alimenta altre polemiche. La “Questione Rocca Cencia” diventa un caso che interessa tutta Roma. Stefano Fassina (Sinistra Italiana), sottolinea che “Nessuna discontinuità si manifesta con il passato da parte della Sindaca e del suo governo, anzi ci troviamo difronte ad una nuova Malagrotta”. Più duro il capogruppo di Fratelli d’Italia Fabrizio Ghera, che tuona: “Dopo un anno i grillini non sono riusciti a mettere in campo nessuna soluzione per fronteggiare tale situazione, a parte le nomine e le nuove infornate di dirigenti. Raggi e Zingaretti riconsegnano i rifiuti al Re delle Discariche”.

Il QRE commenta: “Chiediamo al Municipio e al Comune di invocare il principio di precauzione, una norma in materia di sicurezza dell’ambiente e della salute pubblica che permette di reagire rapidamente di fronte a un possibile pericolo per la salute umana, animale o vegetale e per la protezione dell’ambiente, a tutela del territorio e dei cittadini e può essere invocato quando un fenomeno, un prodotto o un processo può avere effetti potenzialmente pericolosi. Il Municipio, in virtù di tale principio, chieda a Roma Capitale di attivare tutte le procedure tecnico-amministrative perché non si avvii il tritomostro, bloccando la successiva autorizzazione e inizi finalmente la riqualificazione e la conversione dell’area in un centro accademico internazionale di ricerca per il restauro e l’archeologia”.

Flavio Quintilli

 

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